LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. 159/2011 — Anno 2022

Pagina 12 di 36

Altri anni per D.Lgs. 159/2011

Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e stato di salute
I giudici di merito hanno applicato a un soggetto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per tre anni, ritenendolo indiziato di mafia e socialmente pericoloso. Il destinatario della misura ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che le sue precarie condizioni di salute escludessero una reale e attuale pericolosità sociale e contestando la motivazione dei giudici territoriali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. Nelle misure di prevenzione il controllo di legittimità è limitato alla sola violazione di legge e non consente di ridiscutere la valutazione dei fatti. Inoltre, il ricorso non ha spiegato in modo specifico perché la salute dell'interessato avrebbe neutralizzato i rischi legati al vincolo mafioso, limitandosi a generiche contestazioni.
Continua »
Sequestro di prevenzione: Licenziamento indiretto non dà legittimazione
Un lavoratore ha chiesto l'inefficacia di un sequestro di prevenzione sui beni di un'azienda, sostenendo che i termini legali fossero scaduti. Il sequestro aveva indirettamente causato il suo licenziamento. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il lavoratore non aveva la legittimazione (il diritto di agire) per contestare direttamente il sequestro, poiché il suo pregiudizio era solo indiretto e legato al licenziamento, non al sequestro stesso.
Continua »
Confisca di prevenzione: Cassazione annulla per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di prevenzione di beni (aziende, immobili, veicoli e valori finanziari) disposta nei confronti di un soggetto ritenuto affiliato a un clan mafioso e dei suoi familiari. La Corte d'Appello aveva confermato la confisca, basandosi sulla pericolosità sociale qualificata del Proposto e sulla presunta origine illecita dei beni. Tuttavia, la Cassazione ha rilevato una carenza di motivazione. In particolare, la Corte d'Appello non ha adeguatamente considerato un precedente giudicato che aveva escluso la persistenza della pericolosità sociale del Proposto in un periodo rilevante. Questo ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo esame della correlazione temporale tra la pericolosità e l'acquisizione dei beni.
Continua »
Guida senza patente con misura di prevenzione: reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro mesi e quindici giorni di arresto per il reato di guida senza patente con misura di prevenzione. Il ricorrente sosteneva l'illegittimità penale della fattispecie e lamentava la mancata rivalutazione della propria pericolosità sociale dopo un periodo di detenzione. I giudici supremi hanno respinto le doglianze ricordando che la Corte Costituzionale ha già dichiarato pienamente legittima la natura penale dell'illecito. Inoltre, la pericolosità dell'imputato era stata esaminata e confermata pochi mesi prima del fatto contestato. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Affidamento in prova al servizio sociale: lavoro e legami illeciti
Un condannato ha richiesto l'accesso alla misura dell'affidamento in prova al servizio sociale per scontare una pena detentiva residua di cinque mesi. Il Tribunale di Sorveglianza ha concesso esclusivamente la detenzione domiciliare, ritenendola compatibile con il lavoro part-time svolto dal soggetto. Il giudice ha negato la misura più ampia a causa dei gravi precedenti penali e dei collegamenti con la criminalità organizzata. Il condannato ha presentato ricorso per Cassazione, sostenendo di aver avviato un percorso di riscatto lavorativo e di non aver più commesso illeciti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la piena legittimità della scelta del Tribunale di merito, il quale ha motivato adeguatamente la pericolosità sociale e l'insufficienza del solo percorso lavorativo.
Continua »
Violazione foglio di via: ricorso inammissibile, condanna confermata
Il Soggetto è stato condannato a quattro mesi di arresto per la violazione di un foglio di via obbligatorio, essendo stato trovato nel comune di Rimini nonostante l'ordine di allontanamento. La Corte d'Appello aveva confermato questa condanna. Il Soggetto ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando vizi di legge e difetti di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse adeguatamente motivato sia la legittimità del foglio di via sia il giudizio di pericolosità del Soggetto, il quale aveva riproposto le stesse argomentazioni senza un confronto specifico con le motivazioni della sentenza impugnata.
Continua »
Violazione Sorveglianza Speciale: Ricorso Inammissibile per Motivi Generici
Un individuo è stato condannato per `violazione sorveglianza speciale`, avendo disatteso l'obbligo di non allontanarsi dalla propria dimora, come previsto dall'Art. 75, comma 2, D.Lgs. n. 159/2011. La condanna è stata confermata in appello. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. Questo è avvenuto perché i motivi presentati erano troppo generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, cosa non consentita in Cassazione. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Misure di prevenzione: Cassazione conferma confisca e pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un soggetto e dai suoi familiari contro le misure di prevenzione patrimoniali e personali, inclusa la confisca dei beni. La difesa contestava l'attualità della pericolosità sociale e la legittima provenienza dei beni. La Suprema Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse motivato adeguatamente sulla persistente pericolosità del soggetto, basata su un lungo percorso criminale, e sulla sproporzione tra redditi e patrimonio, confermando l'origine illecita dei beni confiscati. I ricorsi sono stati giudicati inammissibili anche per vizi formali, come la mancanza di procura speciale per i terzi.
Continua »
Confisca di beni: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
Il Tribunale aveva applicato a due soggetti la sorveglianza speciale e la confisca di beni. La Corte d'Appello aveva confermato la confisca per alcuni beni, prendendo atto che altri erano già stati confiscati in sede penale. I soggetti hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi addotti, sebbene formalmente legati a vizi di legge o procedurali, si riducevano a contestazioni sul merito della decisione o su beni già oggetto di confisca definitiva. La Cassazione ha ribadito che il ricorso per misure di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge, non per riesaminare il merito della motivazione, rendendo il caso un esempio di **confisca di beni e ricorso inammissibile**.
Continua »
Violazione della sorveglianza speciale: condanna e ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per violazione della sorveglianza speciale alla pena di un anno, due mesi e dieci giorni di reclusione. Il ricorrente contestava il calcolo della pena e l'applicazione della recidiva, sostenendo che il precedente penale derivasse da un patteggiamento con sospensione condizionale. I giudici di legittimità hanno respinto le doglianze perché volte a ridiscutere valutazioni di fatto riservate ai giudici di merito e basate su interpretazioni giuridiche palesemente infondate e contrarie alla legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro in favore della cassa delle ammende.
Continua »
Smartphone vietato? La Cassazione chiarisce sulla Violazione avviso orale
Un individuo, già soggetto a un avviso orale del Questore che vietava il possesso di apparati radiotrasmittenti, è stato condannato per la Violazione avviso orale dopo essere stato trovato con un telefono cellulare. L'imputato ha contestato che il cellulare rientrasse nel divieto e ha criticato la mancanza di una motivazione specifica nell'avviso orale. La Cassazione ha annullato la condanna con rinvio. Ha ribadito che un telefono cellulare può essere considerato un apparato radiotrasmittente, ma ha sottolineato l'obbligo per il Questore di motivare in modo specifico il divieto, cosa che la sentenza impugnata non aveva verificato.
Continua »
Confisca beni strumentali: la Banca vince sul nesso con l’attività illecita
La Banca ha presentato ricorso contro il rifiuto del Tribunale di ammettere i suoi crediti nel passivo di una confisca beni strumentali. I crediti includevano un mutuo ipotecario e uno scoperto di conto corrente, concessi a un individuo successivamente colpito da confisca. Il Tribunale aveva ritenuto i crediti strumentali ad attività illecite e la banca non in buona fede. La Cassazione ha accolto il ricorso della Banca. Ha stabilito che la strumentalità deve essere provata prima della buona fede e che la pericolosità sociale deve essere manifesta e percepibile al momento dell'erogazione del credito. La Corte ha annullato la decisione, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Misure di Prevenzione: Pericolosità Sociale Attuale o Passata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro l'applicazione di misure di prevenzione, tra cui la sorveglianza speciale e una cauzione. L'individuo era stato ritenuto socialmente pericoloso per la sua presunta appartenenza a un'associazione mafiosa e per aver commesso vari reati, inclusi quelli legati al gioco d'azzardo e alla truffa. Il ricorrente contestava l'attualità della sua pericolosità, sostenendo che le condotte risalivano a diversi anni prima. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la motivazione sull'attualità della pericolosità fosse adeguata, data la persistenza del suo ruolo nel gruppo criminale e l'assenza di segnali di abbandono delle logiche delinquenziali.
Continua »
Incolpevole affidamento: tutela dell’ipoteca contro la confisca
Un istituto di credito ha erogato un mutuo ipotecario a un'imprenditrice, garantito da beni concessi dal convivente. Anni dopo, il garante è stato condannato per reati fiscali e gli immobili ipotecati sono stati sottoposti a confisca. La banca ha impugnato il provvedimento per far valere il proprio diritto di garanzia. Il Tribunale ha respinto l'istanza ritenendo la banca negligente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'incolpevole affidamento va valutato al momento della concessione del finanziamento. I reati erano emersi sette anni dopo la stipula e l'istruttoria originaria non presentava indici di anomalia. La causa torna al Tribunale per un nuovo giudizio.
Continua »
Misura di prevenzione: contestare gli errori non evita il rigetto
Un cittadino, sottoposto a sorveglianza speciale per precedenti legami con la criminalità organizzata, ha richiesto la revoca della misura di prevenzione. A seguito del rigetto della richiesta da parte della Corte di Appello, l'interessato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'esistenza di errori nei presupposti di fatto e una motivazione solo apparente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, in materia di misura di prevenzione, la Cassazione può rilevare solo la totale assenza o apparenza della motivazione e non semplici imprecisioni marginali. Inoltre, l'attualità della pericolosità sociale è stata legittimamente desunta dalle frequentazioni con pregiudicati e dal ripristino di attività lavorative usate in passato come copertura, senza che sia stato dimostrato un effettivo ravvedimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Misure di prevenzione: pericolosità criminale persiste, ricorso inammissibile
Un Individuo, già condannato per la sua posizione apicale in un'organizzazione criminale, ha cercato di ottenere la revoca della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte d'Appello ha respinto questa richiesta, confermando la persistenza della sua pericolosità qualificata. L'Individuo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che non era stata verificata la sua attuale pericolosità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la Corte d'Appello aveva correttamente motivato la permanenza delle Misure di prevenzione, evidenziando la mancata dissociazione dal contesto criminale, i precedenti e l'assenza di reinserimento sociale.
Continua »
Reato confermato ma annullato il calcolo della pena e recidiva
Una persona sottoposta alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e rientro serale è stata trovata di notte in un locale pubblico fuori dal comune autorizzato in stato di ebbrezza. Condannata nei primi due gradi di giudizio, l'imputata ha proposto ricorso per Cassazione contestando la colpevolezza e la quantificazione della sanzione. La Corte di Cassazione ha confermato la penale responsabilità per la violazione degli obblighi, ma ha accolto il ricorso relativamente alle modalità adottate per il calcolo della pena e recidiva. I giudici hanno stabilito che l'aumento di pena e il diniego delle attenuanti generiche non possono basarsi sul mero automatismo dei precedenti penali, ma richiedono una valutazione concreta della personalità e del grado di colpevolezza dell'imputato. La sentenza è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio.
Continua »
Prescrizione del Reato: Violazione Foglio di Via Estinta per Tempo
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Cittadino condannato per aver violato un foglio di via obbligatorio. Il ricorso contestava l'errata valutazione della sua pericolosità sociale, base del provvedimento. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso non infondato. Tuttavia, ha dichiarato l'intervenuta **prescrizione del reato**, poiché era trascorso il termine massimo di cinque anni previsto dalla legge. Per questo motivo, la sentenza di condanna precedente è stata annullata senza rinvio, estinguendo il reato e liberando il Cittadino da ogni accusa.
Continua »
Confisca di prevenzione: leciti i sigilli ai beni dei familiari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un soggetto indiziato di appartenenza mafiosa e dai suoi familiari contro la misura della sorveglianza speciale e la confisca di prevenzione dei loro beni (immobili, veicoli e conti bancari). Il soggetto principale contestava la mancanza di attualità della pericolosità a causa della sua protratta detenzione; la Corte ha chiarito che l'esecuzione della misura rimane sospesa durante il carcere, determinando il difetto di interesse al ricorso. I familiari lamentavano che gli acquisti risalissero a un periodo antecedente all'accertamento della pericolosità. I giudici hanno invece confermato la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato, ritenendo legittima la presunzione di intestazione fittizia a parenti e congiunti in assenza di idonea prova contraria.
Continua »
Misura di prevenzione: pericolosità confermata, ricorso inammissibile
Un individuo, qui chiamato "Il Ricorrente", è stato sottoposto a una **misura di prevenzione** di sorveglianza speciale per quattro anni. Questa decisione si basava sulla sua accertata pericolosità sociale qualificata, derivante dalla sua appartenenza a un clan criminale e da una condanna per omicidio e attività estorsive. Il Ricorrente ha impugnato la misura e la cauzione imposta, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La Corte ha confermato l'attualità della pericolosità e la proporzionalità della cauzione.
Continua »