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D.Lgs. 159/2011 — Anno 2019

Altri anni per D.Lgs. 159/2011

Bene in comunione confiscato: la divisione è possibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che il comproprietario di un bene, la cui altra quota è stata oggetto di confisca statale, ha il diritto di chiedere lo scioglimento della comunione. La confisca di una sola quota non estingue i diritti del terzo proprietario. Se il bene è divisibile in natura, si procede alla divisione. Se indivisibile, può essere interamente assegnato al comproprietario privato, previo accertamento della sua buona fede e pagamento di un conguaglio allo Stato per il valore della quota confiscata. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente negato la divisione basandosi su un presunto vincolo di destinazione pubblica del bene.
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Pubbliche riunioni: la Cassazione chiarisce i limiti
Due soggetti sottoposti a sorveglianza speciale vengono condannati per aver partecipato a un evento sportivo. Le Sezioni Unite della Cassazione annullano la condanna, stabilendo un principio fondamentale: il divieto di partecipare a pubbliche riunioni, previsto come misura di prevenzione, si applica esclusivamente alle riunioni in "luogo pubblico" (es. piazze, strade) e non a quelle in "luogo aperto al pubblico" (es. stadi, teatri), a meno che non sia imposta una prescrizione specifica e motivata dal giudice. La sentenza ridefinisce così l'ambito di applicazione di una delle più comuni prescrizioni per i sorvegliati speciali.
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Controllo giudiziario: Appello contro il diniego
Una società, colpita da un'interdittiva antimafia, ha richiesto l'ammissione alla misura del controllo giudiziario ai sensi dell'art. 34-bis del D.Lgs. 159/2011. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, ritenendo la contaminazione mafiosa stabile e non occasionale. La questione è giunta alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per risolvere un contrasto giurisprudenziale: il provvedimento di diniego è impugnabile? Le Sezioni Unite, superando gli orientamenti precedenti, hanno stabilito che tale provvedimento è appellabile dinanzi alla Corte d'Appello, anche nel merito. La decisione si basa su un'interpretazione analogica e sistematica, volta a colmare una lacuna normativa e a evitare un'irragionevole disparità di trattamento rispetto a casi simili.
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