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Codice Civile
Codice Penale

Giurisprudenza Civile

Il Fondo di garanzia per la previdenza complementare e l'insinuazione al passivo fallimentare del credito del lavoratore

La sentenza chiarisce che per accedere al Fondo di garanzia per la previdenza complementare, il lavoratore deve aver insinuato al passivo fallimentare il proprio credito, che in origine di natura retributiva, assume natura previdenziale solo a seguito del versamento al Fondo. In caso di fallimento del datore di lavoro, il lavoratore, è legittimato ad insinuarsi al passivo per ottenere la soddisfazione del proprio credito in via privilegiata, subentrando il Fondo di garanzia, in caso di pagamento, nei diritti del lavoratore.

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Risarcimento danni da responsabilità medica per ritardo nella diagnosi di endocardite batterica

La sentenza ribadisce la natura contrattuale della responsabilità medica per i giudizi instaurati prima dell’entrata in vigore della legge Gelli-Bianco. Il paziente, per ottenere il risarcimento, deve dimostrare l’esistenza del contratto, l’aggravamento delle condizioni di salute e il nesso di causalità tra l’operato dei medici e il danno. Spetta invece al medico dimostrare di aver agito con la diligenza richiesta dalla sua professione. Nel caso specifico, è stato riconosciuto un risarcimento per la comprovata negligenza dei sanitari nel ritardare la diagnosi di endocardite batterica, con conseguente aggravamento dello stato di salute del paziente.

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Illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Insussistenza delle ragioni organizzative addotte - Espansione dell'attività aziendale - Diritto all'indennità risarcitoria

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è illegittimo se il datore di lavoro non fornisce la prova della sussistenza delle ragioni organizzative addotte e se, al contrario, dall’esame della visura camerale emerge un’espansione dell’attività aziendale. In tal caso, il lavoratore ha diritto ad un’indennità risarcitoria, determinata dal giudice in base all’anzianità di servizio, alle dimensioni dell’attività economica e al comportamento delle parti.

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Società di persone, revoca dell’amministratore ed esclusione del socio

La società semplice XXX, nonché i soci, proponevano ricorso per cassazione avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Roma aveva confermato la sentenza con cui il Tribunale aveva dichiarato l’invalidità della delibera assembleare della ridetta società, assunta in data 2 dicembre 2015, con cui YYY era stata esclusa dalla compagine sociale, ai sensi degli artt. Peraltro, la circostanza che alcuni soci, pur avendone diritto, si astengano dall’amministrare, affidando la gestione agli altri (eventualità che si è verificata nel caso di specie, ove è pacifico che YYY abbia amministrato la società per dieci anni) è espressamente contemplata dall’art.

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Responsabilità contrattuale del gestore telefonico per disservizi - Risarcimento danni per mancato funzionamento delle linee telefoniche e della connessione adsl

In tema di responsabilità contrattuale del gestore telefonico per disservizi, il cliente che agisce per il risarcimento del danno deve provare la fonte del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, allegando la circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre al gestore spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento. In caso di disservizi telefonici che impediscono l’esercizio di un’attività professionale, il danno da perdita di chance è suscettibile di liquidazione equitativa, anche in mancanza di documentazione probatoria fiscale dalla quale desumere la contrazione reddituale.

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Regolazione delle spese processuali in caso di parziale soccombenza reciproca - Diritto al rimborso spese per amministratori di società

La sentenza affronta il tema del rimborso spese per gli amministratori di società, in particolare per quanto riguarda i viaggi dall’estero, e chiarisce che tale diritto deve essere espressamente previsto dalla disciplina interna della società. Inoltre, la Corte definisce i criteri di ripartizione delle spese legali in caso di parziale soccombenza reciproca, stabilendo che il giudice deve valutare l’esito complessivo della lite e adottare un criterio di ripartizione equo e conforme a giustizia.

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Risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento del committente e determinazione del corrispettivo dovuto all'appaltatore.

In caso di risoluzione del contratto di appalto per grave inadempimento del committente, l’appaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo per le opere già eseguite. Il corrispettivo deve essere determinato anche in base al valore venale dell’opera, tenendo conto del contratto e delle risultanze di causa. L’appaltatore ha inoltre diritto al risarcimento dei danni subiti, come il mancato utile e le spese sostenute per l’immobilizzazione di personale e mezzi.

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Reclamo avverso sentenza di apertura di liquidazione giudiziale - Abbreviazione dei termini a difesa e notifica presso la casa comunale

La sentenza analizza la legittimità dell’apertura di una liquidazione giudiziale contestata in merito alla riduzione dei termini a difesa e alle modalità di notifica. La Corte, confermando il provvedimento impugnato, ha ritenuto legittima l’abbreviazione dei termini in ragione dell’imminente scadenza del termine annuale dalla cancellazione della società dal registro delle imprese. Inoltre, la Corte ha ritenuto legittima la notifica a mezzo deposito presso la casa comunale in ragione dell’accertata irreperibilità del destinatario presso la sede legale.

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Irrilevanza dell'usura sopravvenuta nei contratti di conto corrente e buona fede

La sentenza affronta la questione dell’usura sopravvenuta nei contratti di conto corrente bancario, analizzando la differenza tra questi ultimi e i contratti di mutuo e valutando l’applicabilità del principio di buona fede nell’esecuzione del contratto. La Corte conclude che la pretesa di interessi divenuti usurari nel corso del rapporto, in un contratto di conto corrente con facoltà di modifica unilaterale dei tassi da parte della banca, è contraria a buona fede e correttezza.

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Rigetto appello per pagamento somma a saldo permuta immobiliare

In tema di obbligazioni alternative, la scelta della prestazione da eseguire spetta al debitore, salvo diversa pattuizione. Una volta effettuata la scelta, l’obbligazione diventa semplice e il debitore è tenuto ad eseguire la prestazione scelta. La parte che agisce per l’adempimento dell’obbligazione non può richiedere il pagamento di una somma di denaro se la scelta è caduta su una diversa prestazione.

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Responsabilità della banca per pagamento assegno non trasferibile e concorso di colpa del mittente

La sentenza afferma la responsabilità per il pagamento di un assegno non trasferibile ad un soggetto non legittimato, non avendo la banca adempiuto all’obbligo di diligenza nell’identificazione del presentatore. Tuttavia, la Corte riconosce anche un concorso di colpa del mittente che aveva spedito l’assegno tramite posta ordinaria, esponendosi ad un rischio maggiore di sottrazione del titolo.

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Fattura commerciale e contabilità redatta dal direttore dei lavori

La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all’esecuzione di un contratto, si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione, indirizzata all’altra parte, di fatti concernenti un rapporto già costituito, sicché, quando tale rapporto sia contestato (quantomeno in ordine alla quantificazione […]

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Sentenza Corte d'Appello di Milano: Natura fideiussoria della garanzia e interruzione della prescrizione

La Corte d’Appello ha qualificato la garanzia prestata come fideiussione e non come contratto autonomo di garanzia, con la conseguente applicazione della disciplina delle obbligazioni solidali in materia di prescrizione. Gli atti interruttivi posti in essere dal creditore nei confronti del debitore principale hanno prodotto effetti anche nei confronti dei fideiussori.

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Il valore probatorio dei verbali ispettivi e la distinzione tra lavoro autonomo e subordinato

La Corte d’Appello ha ribadito che i verbali ispettivi, pur facendo fede fino a querela di falso, non hanno valore probatorio assoluto in merito alla qualificazione del rapporto di lavoro. Spetta all’INPS fornire prove concrete della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, al di là della mera qualificazione formale del contratto. La Corte ha evidenziato l’importanza di valutare elementi concreti come l’eterodirezione, l’inserimento nell’organizzazione aziendale e l’obbligo di orario, al fine di distinguere tra lavoro autonomo e subordinato.

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Rigetto dell'appello per accertamento di servitù di passaggio

La sentenza chiarisce i requisiti per l’acquisizione di una servitù di passaggio sia per usucapione che per destinazione del padre di famiglia. In particolare, per l’usucapione, è necessaria la prova dell’esercizio continuo, ininterrotto e *uti dominus* del diritto per un periodo di venti anni. Per la destinazione del padre di famiglia, è necessario che i due fondi, servente e dominante, siano stati di proprietà dello stesso soggetto e che questi abbia posto in essere opere visibili e permanenti destinate al servizio del fondo dominante. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che non fossero stati provati i requisiti né per l’usucapione né per la destinazione del padre di famiglia.

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Rigetto appello per inadempimento contrattuale del collaudatore

La sentenza in esame ribadisce l’importanza dell’adempimento degli obblighi contrattuali da parte del professionista incaricato di un collaudo. In particolare, il professionista è tenuto a rispettare i termini pattuiti per l’esecuzione dell’incarico e a svolgere tutte le attività previste dal contratto, pena la risoluzione del contratto stesso e la perdita del diritto al compenso. La diligenza del professionista deve essere valutata con particolare rigore, considerando la delicatezza dell’incarico affidatogli e le possibili conseguenze negative per la committenza in caso di inadempimento.

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Revoca di un atto di compravendita per frode ai creditori

Il caso riguarda un’azione revocatoria promossa da un creditore nei confronti di un atto di compravendita di un immobile tra madre e figlia. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo che l’atto fosse stato posto in essere in frode ai creditori. La Corte ha evidenziato che l’azione revocatoria può essere esperita anche in presenza di un credito litigioso e che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato al creditore può essere desunta da presunzioni semplici, come i rapporti di convivenza tra il debitore e il terzo. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la figlia fosse a conoscenza della situazione debitoria della madre e che la vendita dell’immobile avesse aggravato il rischio di insolvenza della debitrice.

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Responsabilità medica per amputazione di arto: rigetto del ricorso

La Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità medica, il paziente ha l’onere di provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della patologia e l’azione o l’omissione dei sanitari. Nel caso specifico, tale nesso non è stato dimostrato, anche alla luce delle consulenze tecniche d’ufficio. La Corte ha inoltre ribadito che in caso di ischemia critica è prassi iniziare con una terapia conservativa prima di procedere a un intervento di rivascolarizzazione.

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Mancata contestazione della delega in assemblea condominiale

La sentenza ribadisce il principio di diritto secondo cui solo il delegante o chi si ritiene falsamente rappresentato può contestare la validità di una delega in assemblea condominiale.

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Subentro automatico nel contratto di vigilanza a seguito di trasferimento d'azienda

La Corte d’Appello ha ribadito il principio secondo cui, in caso di trasferimento d’azienda, l’acquirente subentra automaticamente nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa, a meno che non vi sia una specifica pattuizione contraria. La dichiarazione del curatore fallimentare di voler procedere alla “voltura” del contratto implica la necessità di un accordo tra le parti per il subentro. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che, nel caso specifico, la società cessionaria avesse implicitamente riconosciuto l’esistenza del contratto proseguito dopo la cessione, avendo comunicato la volontà di sospenderlo.

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