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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Contratto a progetto fittizio: azienda paga per 25 falsi autonomi
Un'azienda ha ricevuto una richiesta di pagamento dall'Ente Previdenziale per contributi non versati a favore di venticinque lavoratori. A seguito di un'ispezione, l'Ente ha ritenuto che il loro rapporto di lavoro, formalmente un contratto di collaborazione, fosse in realtà un contratto a progetto fittizio che mascherava un vero e proprio lavoro subordinato. La Corte ha confermato questa visione, stabilendo che l'assenza di un progetto specifico, autonomo e distinguibile dall'attività ordinaria dell'azienda giustifica la conversione dei contratti in rapporti di lavoro dipendente. Di conseguenza, l'azienda è stata obbligata a versare i contributi omessi. La causa si è conclusa con la rinuncia al ricorso da parte dell'azienda, rendendo la decisione definitiva.
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Rinuncia al ricorso: lavoratori perdono la causa sull’anzianità
Tre lavoratori avevano chiesto il riconoscimento del periodo di formazione ai fini dell'anzianità di servizio. L'Azienda si era opposta, sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'Azienda. I lavoratori hanno quindi presentato ricorso in Cassazione, ma successivamente hanno cambiato idea, presentando una formale rinuncia al ricorso. L'Azienda ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, senza entrare nel merito della questione. La decisione della Corte d'Appello è così diventata definitiva, sancendo la sconfitta dei lavoratori.
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Accordo Transattivo: Lite per Stipendio Finisce con la Pace in Cassazione
Un lavoratore aveva ottenuto una sentenza favorevole per il pagamento di differenze retributive. L'Azienda, dopo aver perso in Appello, aveva presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'Azienda ha rinunciato al ricorso e il Lavoratore ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto della volontà delle parti, non ha emesso una sentenza sul merito della questione, ma ha dichiarato l'estinzione del giudizio. L'accordo privato tra le parti è diventato così la soluzione definitiva della lite.
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Causa per stipendio: accordo transattivo blocca la Cassazione
Due lavoratori avevano citato in giudizio la loro azienda per ottenere il pagamento di differenze sulla retribuzione. Dopo una prima decisione a loro sfavorevole, avevano presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, i lavoratori hanno rinunciato al ricorso e l'azienda ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, chiudendo ufficialmente il caso senza una decisione nel merito, poiché la controversia era stata risolta privatamente.
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Indennità di preavviso: accordo in Cassazione estingue il caso
Un collaboratore chiedeva a un'azienda, poi fallita, il pagamento dell'indennità di mancato preavviso. Il suo credito era stato ammesso con priorità nell'elenco dei debiti della società. Il curatore fallimentare, in disaccordo, aveva impugnato la decisione fino in Corte di Cassazione. Durante il processo, però, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, l'azienda ha rinunciato al ricorso e il collaboratore ha accettato la rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, chiudendo la vicenda senza una sentenza sul merito, ma sulla base della volontà delle parti di risolvere la questione con una transazione.
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Anzianità di servizio: Azienda rinuncia in Cassazione, vittoria ai Lavoratori
Due lavoratori hanno fatto causa a un'azienda per ottenere il riconoscimento del periodo di formazione ai fini dell'anzianità di servizio, un diritto negato da specifiche clausole contrattuali. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione ai lavoratori, annullando le clausole e condannando l'azienda al pagamento delle differenze di stipendio. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma in seguito ha deciso di rinunciare all'azione legale. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia accettata dai lavoratori, ha dichiarato l'estinzione del processo. Questa decisione ha reso definitiva la vittoria dei dipendenti, che hanno così consolidato il loro diritto al corretto calcolo dell'anzianità di servizio.
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Inquadramento Superiore: Lavoratrice Rinuncia, Causa Estinta
Una lavoratrice del settore vigilanza privata aveva chiesto un inquadramento superiore e le relative differenze retributive, sostenendo di svolgere mansioni di controllo più complesse rispetto al suo livello contrattuale. Dopo una prima vittoria, la Corte d'Appello le aveva dato torto. La lavoratrice ha quindi presentato ricorso in Cassazione, ma in seguito ha deciso di rinunciare. L'azienda ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la sentenza sfavorevole alla lavoratrice. La vicenda si conclude quindi non con una decisione sul merito della questione, ma con un atto processuale che pone fine alla controversia.
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Rinuncia al Ricorso: Processo Estinto e Niente Sanzioni Extra
Un contribuente aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. Successivamente, ha deciso di ritirare il proprio ricorso e l'Agenzia ha accettato questa decisione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Questo significa che la causa si è conclusa senza una decisione nel merito. La Corte ha anche specificato che, data la rinuncia, il contribuente non è tenuto a pagare le spese legali del giudizio né la sanzione del 'raddoppio del contributo unificato', prevista invece per i ricorsi respinti.
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Benefici ex dipendenti: sconto in bolletta perso e causa chiusa
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda energetica per mantenere uno sconto sulla fornitura di energia elettrica. L'Azienda aveva revocato questi benefici ex dipendenti. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, i pensionati hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, però, hanno rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la decisione precedente sfavorevole ai pensionati e condannandoli al pagamento delle spese legali. La vicenda chiarisce le conseguenze della rinuncia in sede di legittimità.
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Vince il concorso ma non lo assumono: la causa finisce con un accordo
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico, si è visto negare l'impiego da parte di un'Agenzia regionale a causa di una sopravvenuta mancanza di fondi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. Prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il lavoratore ha ritirato il ricorso e la Corte ha dichiarato il processo estinto, senza pronunciarsi sul merito del conteso diritto all'assunzione. La vicenda si conclude quindi con una soluzione pratica per il lavoratore, ma senza creare un precedente legale sulla questione.
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Vince il concorso ma non lo assumono: la transazione chiude il caso
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico per la stabilizzazione, non veniva assunto da un'Agenzia Regionale per sopravvenuta mancanza di copertura finanziaria. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso per transazione, accettata dall'Agenzia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito, ma prendendo atto dell'accordo raggiunto tra le parti.
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Lavoratore contesta il giudice, poi rinuncia: processo estinto
Un Lavoratore si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da un'Azienda, sostenendo che il Giudice di Pace non fosse competente e che la causa dovesse essere trattata dal Tribunale del Lavoro. Il Lavoratore presenta quindi ricorso in Cassazione per risolvere la questione. A sorpresa, prima della decisione, il Lavoratore rinuncia al ricorso e l'Azienda accetta la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La causa originaria per il pagamento proseguirà quindi davanti al Giudice di Pace, poiché la contestazione sulla sua competenza è stata abbandonata.
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Scatti di Anzianità Apprendistato: Nulli i Patti Contrari
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità apprendistato. Un gruppo di lavoratori si era opposto a una clausola del loro contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità utile per gli aumenti di stipendio. I giudici di merito avevano dato ragione ai lavoratori, dichiarando nulla la clausola e condannando l'azienda a riconoscere l'anzianità maturata e a pagare le differenze retributive. Prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura del caso. Resta però il principio affermato nei gradi precedenti: l'intero periodo di apprendistato è valido per la maturazione degli scatti di anzianità.
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Anzianità di servizio in apprendistato: CCNL nullo, vince il Lavoratore
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto al riconoscimento dell'anzianità di servizio in apprendistato. Un lavoratore si era opposto a una clausola del CCNL che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione al dipendente. Di fronte al ricorso dell'azienda in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, ponendo fine alla causa. La decisione favorevole al lavoratore è così diventata definitiva, confermando che il periodo di apprendistato va interamente conteggiato ai fini dell'anzianità.
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Scatti Anzianità Apprendistato: CCNL Annullato, Azienda Paga
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità per il periodo di apprendistato. Inizialmente, i tribunali avevano dato ragione a un gruppo di lavoratori, annullando la clausola di un contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. L'Azienda era stata condannata a pagare le differenze retributive. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura anticipata della causa. La sentenza, quindi, non si pronuncia sul merito della questione, ma sancisce la fine del contenzioso per avvenuta transazione.
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Anzianità Apprendistato: Azienda rinuncia, vittoria ai Lavoratori
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio apprendistato ai fini degli scatti di stipendio. Alcuni lavoratori, dopo la trasformazione del loro contratto e il passaggio a una nuova azienda, si sono visti negare il computo dei primi 18 mesi di apprendistato sulla base di una clausola del CCNL. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione ai dipendenti. Di fronte al ricorso dell'azienda, la vicenda si è conclusa con la rinuncia della stessa società al giudizio in Cassazione. Questo atto ha reso definitiva la vittoria dei lavoratori, che hanno ottenuto il riconoscimento del loro diritto e le relative differenze retributive.
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Incentivo all’esodo: la tredicesima va inclusa? L’Azienda cede
Un dipendente pubblico ha chiesto di includere la tredicesima mensilità nella base di calcolo del suo incentivo all'esodo. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, riconoscendo la natura di stipendio (retributiva) dell'incentivo, in quanto commisurato agli anni mancanti alla pensione. L'Ente pubblico ha fatto ricorso in Cassazione ma, in un secondo momento, ha rinunciato all'azione legale. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore, che ha ottenuto il ricalcolo dell'incentivo.
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Incentivo all’esodo nella liquidazione: l’Ente rinuncia in Cassazione
Un dipendente pubblico ha richiesto che l'incentivo all'esodo ricevuto fosse incluso nel calcolo della sua liquidazione. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, riconoscendo la natura retributiva continuativa di tale somma. L'Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione per contestare questa decisione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, l'Ente ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la vittoria del dipendente ottenuta in appello è diventata definitiva, confermando il suo diritto a una liquidazione più alta.
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Incentivo all’esodo nella tredicesima: il caso finisce in accordo
Un dipendente pubblico ottiene il diritto di includere l'incentivo all'esodo nella base di calcolo della tredicesima. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la natura di stipendio continuativo a questo compenso, erogato per coprire gli anni mancanti alla pensione. L'Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la Corte Suprema a dichiarare l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il principio affermato in appello non è stato né confermato né smentito.
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Assegno personale: l’azienda ricorre in Cassazione e poi rinuncia
Un lavoratore ottiene il diritto a un assegno personale non riassorbibile per mantenere il suo stipendio dopo essere passato a un nuovo gestore idrico. L'Azienda si oppone ma perde nei primi due gradi di giudizio. Successivamente, l'Azienda presenta ricorso in Cassazione ma poi decide di rinunciare. Il Lavoratore accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione rende definitiva la sentenza precedente a favore del Lavoratore, che vince la causa. La Corte chiarisce anche che, in caso di estinzione, l'Azienda non è tenuta a pagare il doppio del contributo unificato.
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