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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un comune aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di ICI contro una società. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando il comune a rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando le conseguenze in merito alle spese processuali e al contributo unificato.
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Procura speciale: obbligatoria in Cassazione, pena estinzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10558/2024, ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa del mancato deposito della nuova procura speciale, richiesta per sollecitare una decisione sul ricorso dopo una proposta di definizione accelerata. Il ricorrente, in una causa per usucapione, aveva omesso di allegare il documento all'istanza, un errore che la Corte ha ritenuto fatale e non sanabile. La decisione sottolinea che la mancanza totale della procura speciale non può essere superata né dalla sua menzione tra gli allegati né dalla presenza di una mera attestazione di conformità, portando inevitabilmente alla declaratoria di rinuncia al ricorso.
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Rinuncia al ricorso: come chiudere un processo fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza relativa a una cartella di pagamento per Irpef, Iva e Irap, ha aderito alla cosiddetta "rottamazione ter". Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che la rinuncia è efficace anche senza l'accettazione dell'Amministrazione Finanziaria e che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza l'obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Un contenzioso tra una società di gestione aeroportuale e diversi operatori logistici, giunto in Cassazione, si è concluso con l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo tra le parti. La Corte ha chiarito che in caso di rinuncia reciproca ai ricorsi, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la norma sanziona gli appelli pretestuosi e non gli accordi che definiscono la lite.
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Imposta di registro proporzionale: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che una sentenza che ammette un credito al passivo fallimentare, precedentemente ammesso con riserva, sconta l'imposta di registro proporzionale. La Corte ha chiarito che, essendoci una controversia iniziale, l'atto non può beneficiare dell'imposta fissa. Una parte del giudizio è stata dichiarata estinta per definizione agevolata.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
L'Agenzia delle Entrate, dopo aver presentato un ricorso in Cassazione contro un contribuente per una questione relativa ad accertamenti fiscali, ha manifestato una rinuncia al ricorso. Tale rinuncia è derivata dal fatto che il contribuente aveva aderito a una definizione agevolata, estinguendo la pretesa tributaria originaria. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando interamente le spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese di lite
Un ex componente del collegio sindacale di un istituto di credito, sanzionato da un'autorità di vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione. Il procedimento si è concluso con una declaratoria di estinzione a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito le conseguenze di tale atto processuale sulle spese di lite, che le parti avevano concordato di compensare, e sull'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia ricorso cassazione: estinzione del processo
Una società di servizi sportivi ha impugnato un avviso di accertamento IMU per un centro sportivo, vedendo respinte le sue ragioni nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. A seguito di tale accordo, la società ha presentato una rinuncia ricorso cassazione, che è stata accettata dal Comune. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione giudizio: rinuncia e spese compensate
Un contenzioso tributario tra un Consorzio e un Comune si conclude con un accordo transattivo. Le parti presentano una rinuncia congiunta al ricorso e al controricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese legali, come richiesto concordemente dalle parti, e chiarisce la non applicabilità del raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Un notaio aveva impugnato per revocazione una sentenza della Corte di Cassazione relativa all'applicazione di imposte ipotecarie e catastali. Prima della decisione, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta anche dall'Amministrazione finanziaria. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti come da loro accordo.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e costi
Un lavoratore del settore sanitario ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia contro un'azienda ospedaliera per un'indennità di rischio. La Corte di Cassazione, con ordinanza 10099/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un atto unilaterale efficace senza accettazione, la quale rileva solo per evitare la condanna alle spese legali, come avvenuto nel caso di specie.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. In applicazione delle nuove norme processuali, la Corte ha chiarito che la rinuncia è efficace senza necessità di accettazione da parte delle controparti, e ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese legali. Il caso originava da un'impugnazione di una sentenza che confermava un lodo arbitrale.
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Termine dilatorio 60 giorni: avviso nullo se emesso prima
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di alcuni avvisi di liquidazione emessi dall'Amministrazione Finanziaria. La decisione si fonda sulla violazione del termine dilatorio 60 giorni, un periodo di garanzia per il contribuente che deve intercorrere tra la conclusione della verifica fiscale e l'emissione dell'atto impositivo. La Corte ha ribadito che l'emissione anticipata dell'avviso, senza comprovate ragioni d'urgenza, ne determina l'illegittimità.
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Estinzione del giudizio tributario: il caso di rinuncia
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società e dei suoi soci. La controversia, nata da un avviso di accertamento per operazioni ritenute inesistenti, si è conclusa dopo che i contribuenti hanno aderito a una procedura di definizione agevolata, rinunciando al ricorso principale. Tale rinuncia, accettata dall'Amministrazione finanziaria che ha a sua volta rinunciato al ricorso incidentale, ha portato alla chiusura definitiva del contenzioso senza una pronuncia nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a un'iscrizione ipotecaria. Durante il procedimento, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, saldando i debiti. Tale adesione, secondo la Corte, fa venir meno l'oggetto del contendere, determinando la chiusura del caso senza una pronuncia nel merito e senza statuizione sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un gruppo di collaboratori linguistici universitari, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha raggiunto un accordo con l'ateneo. A seguito della conciliazione, le parti hanno presentato una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che non necessita di accettazione e, in caso di accordo tra le parti, non si procede alla liquidazione delle spese.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte della società ricorrente e della successiva accettazione da parte del curatore fallimentare resistente. La decisione chiarisce che, in caso di accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, la Corte prende atto della volontà congiunta. Inoltre, non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato a carico del rinunciante, chiudendo così definitivamente la controversia.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza tributaria sfavorevole, ha aderito a una sanatoria fiscale pagando il debito. La Corte, su richiesta delle parti, ha dichiarato la cessazione materia del contendere e l'estinzione del giudizio. È stato chiarito che, in questi casi, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lavoratrice aveva impugnato in Cassazione la sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il corretto inquadramento professionale. Prima della decisione, la lavoratrice ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la fine del contenzioso con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e inammissibilità
Un consumatore rinuncia al ricorso in Cassazione contro due società di telecomunicazioni. Una società accetta, portando all'estinzione del giudizio nei suoi confronti. L'altra non accetta, e la Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, condannando il ricorrente alle spese. La decisione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso parziale.
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