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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: guida agli effetti processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente. Essendo la rinuncia un atto unilaterale, non richiede l'accettazione delle controparti per essere efficace. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile a questa fattispecie.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un lavoratore che agiva per il riconoscimento di differenze retributive e l'illegittimità di un licenziamento orale. Dopo una parziale vittoria in appello, il ricorrente ha scelto di non proseguire il giudizio di legittimità. Poiché la controparte ha accettato formalmente la rinuncia, la Corte ha applicato le norme procedurali che escludono la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato, chiudendo definitivamente la controversia senza esaminare i motivi di merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e transazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da una società agricola. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere una disputa su un presunto licenziamento orale e differenze retributive. La Corte ha disposto la compensazione delle spese e ha chiarito che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Indennità di posizione: risarcimento per inerzia PA
Un dirigente medico ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione della parte variabile dell'indennità di posizione. Il danno è scaturito dall'inerzia dell'ente nell'adottare il provvedimento di graduazione delle funzioni. I giudici di merito hanno riconosciuto l'inadempimento contrattuale, liquidando il danno in via equitativa. In sede di Cassazione, l'ente ha presentato rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio senza l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Indennità di posizione: risarcimento e rinuncia
Un dirigente medico ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal mancato versamento della quota variabile dell'indennità di posizione. Il danno è scaturito dall'omessa adozione dei provvedimenti di graduazione delle funzioni e pesatura degli incarichi. I giudici di merito hanno riconosciuto la responsabilità contrattuale dell'ente, applicando la prescrizione decennale e liquidando il danno in via equitativa. In sede di legittimità, l'azienda ha presentato rinuncia al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza ulteriori oneri fiscali o condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un dirigente medico ha ottenuto il risarcimento danni per l'inadempimento di un'azienda sanitaria che non aveva provveduto alla graduazione delle funzioni, impedendo il pagamento dell'indennità di posizione. Dopo il ricorso in Cassazione dell'ente, è intervenuta una formale Rinuncia al ricorso accettata dal lavoratore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una norma sanzionatoria applicabile solo a rigetto o inammissibilità.
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Indennità di posizione e rinuncia al ricorso
Un dirigente medico ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione dell'indennità di posizione variabile. L'omissione dell'ente nell'attivare le procedure di graduazione delle funzioni è stata qualificata come inadempimento contrattuale. Dopo le sentenze di merito favorevoli al lavoratore, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di rinunciarvi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Inadempimento contrattuale e rinuncia al ricorso
Una dirigente farmacista ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento del danno da inadempimento contrattuale. La causa riguardava l'omessa graduazione delle funzioni, che impediva la corresponsione della parte variabile dell'indennità di posizione. Dopo la condanna dell'ente in primo e secondo grado, l'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di rinunciarvi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che la rinuncia accettata esclude il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice impegnata in attività socialmente utili ha presentato ricorso per ottenere il ricalcolo dell'assegno integrativo, chiedendo l'inclusione della tredicesima mensilità e di altre indennità. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la ricorrente ha deciso di procedere con la Rinuncia al ricorso in sede di legittimità. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non compatibile con la chiusura volontaria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della Rinuncia al ricorso presentata da un lavoratore socialmente utile impegnato presso un ente universitario. La controversia originaria riguardava il calcolo dell'assegno integrativo, con particolare riferimento all'inclusione della tredicesima mensilità e dell'indennità di ateneo. Poiché la rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello che negava l'inclusione della tredicesima mensilità nel calcolo dell'assegno integrativo per LSU. Prima della decisione della Suprema Corte, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte istituzionale con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia non sanzionatoria.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una lavoratrice. La controversia originava dalla richiesta di differenze retributive sull'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione della tredicesima e dell'indennità di ateneo dal calcolo. Poiché la rinuncia è stata accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, tipico dei casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione in Cassazione
Un lavoratore impegnato in attività socialmente utili ha presentato ricorso in Cassazione per contestare il calcolo del proprio assegno integrativo, escludente tredicesima e indennità specifiche. Prima della decisione, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, formalmente accettato dall'ente universitario controricorrente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia accettata esclude sia la condanna alle spese, sia l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una definizione non sanzionatoria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello relativa al calcolo dell'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione di alcune indennità. Prima della decisione di legittimità, la ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dall'ente universitario resistente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità dell'accordo sulla compensazione delle spese e chiarendo che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Una società tecnologica ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una controversia su retribuzioni e trasferimenti d'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il punto centrale della decisione riguarda l'esclusione del raddoppio del contributo unificato: la rinuncia al ricorso, configurando un'inammissibilità sopravvenuta, non attiva il meccanismo sanzionatorio previsto per le impugnazioni dilatorie o pretestuose.
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Rinuncia al ricorso e contributo unificato
Una società informatica ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con un lavoratore dipendente. La controversia riguardava spettanze retributive derivanti da un subingresso aziendale dichiarato illegittimo nei precedenti gradi di merito. La Suprema Corte, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il punto centrale della decisione riguarda l'esclusione del raddoppio del contributo unificato: la Corte ha stabilito che tale sanzione non si applica in caso di rinuncia al ricorso, poiché l'inammissibilità sopravvenuta non è equiparabile a quella originaria o pretestuosa.
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Rottamazione delle cartelle: stop al giudizio INPS
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una lite tra un ente previdenziale e una società fornitrice di servizi. La controversia riguardava il pagamento di contributi per malattia e maternità. Durante il giudizio, la società ha aderito alla rottamazione delle cartelle, provvedendo al saldo integrale del debito. Tale adempimento ha determinato l'estinzione del processo per il venir meno dell'oggetto della disputa.
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Mobbing: estinzione del processo in Cassazione
Una società datrice di lavoro, condannata in appello per mobbing e demansionamento illegittimo ai danni di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la stessa società ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di estinzione non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, previsto invece solo per rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata INPS
Una società ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione dopo aver impugnato una cartella esattoriale per crediti previdenziali. La decisione è maturata a seguito dell'adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, rilevando la regolarità formale dell'atto di rinuncia sottoscritto dalla parte e dal difensore.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a crediti previdenziali. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, decidendo di rinunciare formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti e confermando che la definizione agevolata estingue l'interesse alla prosecuzione della lite.
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