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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Un decreto della Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio poiché il ricorrente non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione. La mancata risposta equivale a una rinuncia, comportando la condanna alle spese. Questa decisione conferma il meccanismo di estinzione del giudizio per inattività processuale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta ex art. 380-bis c.p.c. Tale inerzia equivale a una rinuncia implicita al ricorso, con conseguente condanna alle spese legali a carico della parte ricorrente.
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Estinzione del processo: la rinuncia in Cassazione
Una società di trasporti ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione contro la sentenza di una Corte d'Appello. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società ricorrente al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte, liquidate in € 2.700,00 oltre accessori.
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Estinzione del processo per rinuncia: analisi decreto
Una società in liquidazione e il suo liquidatore, dopo aver impugnato una sentenza d'appello contro un ente previdenziale, hanno rinunciato al ricorso. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte dell'ente, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per un ricorso volto alla revocazione di una precedente ordinanza. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione del giudizio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale inerzia viene interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore delle controparti.
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Rinuncia al ricorso: quando causa l’inammissibilità
Un lavoratore, dopo aver perso in Appello una causa per il compenso del lavoro domenicale, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, pur rilevando la mancata notifica della rinuncia alla controparte, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia, anche se inidonea a estinguere il processo, dimostra una carenza sopravvenuta di interesse a proseguire il giudizio, rendendo così l'impugnazione inammissibile. Le spese legali sono state compensate.
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Estinzione del giudizio: la guida completa
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. Una società di trasporti aveva proposto ricorso, ma non ha dato seguito alla proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte. Trascorso il termine di 40 giorni senza alcuna richiesta di decisione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia presunta, condannando la società ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: Cassazione e art. 380-bis
Una società di trasporti ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. La società non ha chiesto la decisione sul ricorso entro 40 giorni, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio per rinuncia presunta e a condannare la stessa società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del processo: cosa accade se si rinuncia?
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. Successivamente, la stessa società ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la parte rinunciante al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio di Cassazione. A seguito di una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la parte ricorrente non ha richiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia, e ha condannato la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un gruppo di lavoratrici del settore universitario. Il caso riguardava il riconoscimento di differenze retributive. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte delle controparti, la Corte ha disposto la compensazione delle spese legali, valutando il comportamento processuale dei ricorrenti che ha evitato ulteriori attività giudiziarie.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un ente previdenziale professionale ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello. In Cassazione, è stata formulata una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Poiché l'ente non ha chiesto la decisione sul ricorso entro 40 giorni, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia. Le spese non sono state liquidate a causa della tardività del controricorso.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia: il caso
Un ente previdenziale ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello. Tuttavia, dopo la proposta di definizione del giudizio, non chiede la decisione del ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione per inerzia, condannando l'ente al pagamento delle spese legali. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., che equipara il silenzio alla rinuncia.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. A seguito di una proposta di definizione del giudizio, la società non ha richiesto una decisione entro 40 giorni. La Suprema Corte ha quindi considerato il ricorso rinunciato, dichiarando l'estinzione del giudizio e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione Ricorso Cassazione: Conseguenze dell’inerzia
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del ricorso Cassazione, assimilando l'inerzia a una rinuncia, e ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del ricorso per inazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso presentato da una società di trasporti contro quattro suoi dipendenti. La decisione è scaturita dalla mancata richiesta di trattazione nel merito da parte della società ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della proposta di definizione del giudizio, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato e la società è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del processo: cosa accade se si rinuncia?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo dopo che una società di trasporti ha rinunciato al ricorso contro un suo dipendente. Il decreto analizza le conseguenze della rinuncia, focalizzandosi sulla condanna della parte rinunciante al pagamento delle spese legali, liquidate in via definitiva.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tra una società di trasporti e un lavoratore. La decisione è stata presa perché la società ricorrente, dopo aver ricevuto una proposta di definizione dalla Corte, non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni, comportando una rinuncia presunta e la conseguente estinzione del giudizio.
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Estinzione giudizio per inattività: silenzio in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per inattività di una società ricorrente. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione, la società non ha richiesto una decisione entro 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso e alla condanna al pagamento delle spese legali in favore della controparte.
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Estinzione del giudizio di cassazione: cosa accade
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione promosso da una lavoratrice contro una compagnia aerea. La decisione deriva dalla mancata richiesta di una decisione sul ricorso entro 40 giorni dalla proposta semplificata del relatore, interpretata come rinuncia all'impugnazione.
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