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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la proposta
Una lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione contro un'Azienda Sanitaria. La Corte ha proposto una definizione semplificata del caso. La ricorrente non si è opposta entro il termine stabilito e ha successivamente depositato un atto di rinuncia formale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la lavoratrice al pagamento delle spese legali a favore dell'azienda.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso promosso da una cassa di previdenza contro due professionisti. La decisione è scaturita dalla mancata richiesta di decisione sul ricorso da parte della ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, configurando una rinuncia tacita all'impugnazione. La cassa è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società di trasporti. Il decreto analizza le conseguenze di tale atto, ponendo a carico della parte rinunciante la totalità delle spese legali sostenute dalla controparte, un ex dipendente. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, che regolamentano appunto la rinuncia e la conseguente estinzione del processo.
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Estinzione giudizio Cassazione: analisi decreto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in una controversia di lavoro. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione del ricorso da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione semplificata, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Questo silenzio viene interpretato dalla legge come una rinuncia al ricorso.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. La rinuncia è stata prima desunta dalla mancata opposizione alla proposta di definizione del giudizio e poi confermata da un atto formale. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali in favore della controparte, in applicazione del principio secondo cui chi rinuncia sopporta i costi del procedimento.
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Estinzione giudizio di Cassazione: la mancata istanza
Una società di trasporti ha proposto ricorso in Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio, la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha richiesto la fissazione dell'udienza entro il termine di 40 giorni. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia presunta, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio di cassazione per silenzio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa del silenzio della parte ricorrente. A seguito di una proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte, la società che aveva promosso il ricorso non ha chiesto una decisione entro il termine di quaranta giorni. Tale inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., è stata interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, portando all'estinzione giudizio di cassazione e alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società. La Corte ha condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese legali a favore della controparte, liquidando compensi, esborsi e accessori di legge.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Un ente comunale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio, ma l'ente ricorrente non ha chiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando all'estinzione del giudizio. Le spese processuali sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: silenzio che costa caro
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia della parte ricorrente. A seguito di una proposta di definizione del giudizio, la mancata richiesta di una decisione entro 40 giorni ha comportato l'estinzione del giudizio, equiparando il silenzio a una rinuncia al ricorso. La società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
Una società di trasporti ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio, la società non ha chiesto la decisione entro 40 giorni, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio per rinuncia tacita e alla condanna al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in un caso in cui la parte ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. L'inerzia del ricorrente, protrattasi per oltre quaranta giorni dalla comunicazione, è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento e alla compensazione delle spese processuali tra le parti.
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Estinzione ricorso per silenzio: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito di una proposta di definizione del giudizio. La mancata richiesta di decisione entro 40 giorni comporta la presunzione di rinuncia e la conseguente estinzione del ricorso per silenzio, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: mancata opposizione e costi
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro una grande azienda di servizi. La Corte, a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente dopo la proposta di definizione del giudizio, dichiara l'estinzione del giudizio. Il decreto stabilisce che la parte ricorrente, pur ammessa al gratuito patrocinio, debba pagare le spese legali alla controparte, poiché il beneficio non copre i costi della parte vittoriosa.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Poiché la società ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni, il suo silenzio è stato interpretato come una rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte della società ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese legali in favore della controparte.
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Estinzione processo per rinuncia: guida alle spese
Una società di trasporti aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma ha successivamente rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Di conseguenza, ha condannato la società ricorrente a pagare tutte le spese legali sostenute dalla controparte, liquidate in € 2.500,00 per compensi e € 200,00 per esborsi, oltre accessori, con distrazione a favore del legale avversario.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo proposta 380-bis
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per tacita rinuncia, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore delle controparti.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un candidato in un concorso pubblico ha citato in giudizio un'amministrazione per presunte irregolarità nell'assunzione di personale, che aveva scavalcato la graduatoria. Dopo essere stato sconfitto nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
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