LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 30 di 39

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia di lavoro relativa a un trasferimento d'azienda. A seguito della rinuncia al ricorso da parte delle società appellanti e dell'accettazione da parte dei lavoratori, la Corte ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese processuali. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato non si applica nei casi di estinzione del processo, ma solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
Continua »
Cessione ramo d’azienda illegittima: la Cassazione
In un caso di cessione ramo d'azienda illegittima, la Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore ha diritto alla retribuzione dal datore di lavoro originario (cedente) anche se ha lavorato per l'azienda acquirente (cessionaria). Le somme percepite dal nuovo datore di lavoro non devono essere detratte. Inoltre, è stato confermato il diritto del lavoratore a maturare le ferie, anche senza prestazione lavorativa effettiva, a causa del comportamento illegittimo dell'azienda che ha impedito lo svolgimento del rapporto di lavoro.
Continua »
Fondo di garanzia TFR: quando interviene?
Un lavoratore, il cui datore di lavoro originale è fallito a seguito di una cessione d'azienda, ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di garanzia dell'INPS. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento a seguito della rinuncia del lavoratore al ricorso. La decisione di merito sottostante aveva negato l'intervento del Fondo, poiché il rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con la nuova società, impedendo che il TFR diventasse esigibile.
Continua »
Estinzione processo per rinuncia: ecco quando succede
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in una causa di lavoro, ha raggiunto un accordo con i dipendenti. A seguito della transazione, ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, specificando che in questi casi non vi è condanna alle spese né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una contribuente ha impugnato in Cassazione un avviso di pagamento per contributi previdenziali. A seguito di una nuova sentenza sfavorevole su un caso identico, ha presentato una rinuncia al ricorso per carenza di interesse. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti proprio in virtù del mutato orientamento giurisprudenziale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze legali
Un'azienda di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sulla corretta retribuzione feriale di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, rendendo definitiva la sentenza d'appello e condannando l'azienda a pagare le spese legali della controparte in base al principio di causalità.
Continua »
Rottamazione quater: l’appello diventa inammissibile
Un contribuente, in lite con l'ente previdenziale per un avviso di addebito, aderisce alla rottamazione quater. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'ente, stabilendo che l'adesione alla sanatoria determina una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un lavoratore, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, ha raggiunto un accordo transattivo con l'azienda. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'azienda ha accettato la rinuncia, e la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, stabilendo che, in virtù dell'accordo tra le parti, non vi era luogo a provvedere sulle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sulla retribuzione feriale di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, condannando la società stessa a pagare le spese legali della controparte in base al principio di causalità, secondo cui chi avvia un'azione legale e poi vi rinuncia deve rimborsare i costi sostenuti dall'altra parte.
Continua »
Estinzione del processo: cosa accade dopo l’accordo?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una controversia di lavoro a seguito di un accordo transattivo tra un'azienda e un suo ex dipendente. La controversia, originata da un trasferimento d'azienda, era giunta in Cassazione dopo una condanna della società in appello. A seguito della conciliazione, le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza disporre nulla sulle spese e chiarendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un imprenditore, condannato in appello al pagamento di differenze retributive, rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte accetta la rinuncia. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, esonerando il ricorrente dal pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Rottamazione-quater: ricorso inammissibile
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa a contributi previdenziali non versati. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata dei debiti, nota come rottamazione-quater. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la scelta di definire il debito in via amministrativa prevale sulla volontà di proseguire il giudizio, rendendo la controversia priva di scopo.
Continua »
Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio promosso da una Cassa di Previdenza contro un professionista. La decisione si fonda sulla mancata richiesta di trattazione da parte della ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, un silenzio che la legge interpreta come rinuncia. Non si provvede sulle spese a causa del tardivo deposito del controricorso.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso promosso da una cassa di previdenza. La decisione si basa sulla mancata richiesta di una decisione sul merito da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di definizione accelerata, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia al ricorso. Non è stata disposta alcuna statuizione sulle spese a causa del tardivo deposito del controricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso in un contenzioso previdenziale. Una professionista, dopo aver impugnato la sentenza d'appello sfavorevole in materia di contributi alla Gestione Separata, ha rinunciato al proprio ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, in quanto prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un ricorrente ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello dinanzi alla Corte di Cassazione. Quest'ultima ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi della procedura semplificata. Poiché il ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, condannando lo stesso al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Estinzione giudizio: il silenzio che vale rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, il ricorrente ha lasciato trascorrere il termine di quaranta giorni senza alcuna comunicazione. Questo silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la conseguente estinzione del processo.
Continua »
Estinzione ricorso Cassazione: silenzio che costa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso di alcuni ricorrenti contro un ente pensionistico. La decisione si basa sulla mancata richiesta di trattazione del ricorso entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di definizione semplificata, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia. Questo caso evidenzia l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali per evitare l'estinzione ricorso Cassazione.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia di lavoro. La società ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, portando alla presunzione di rinuncia e alla condanna al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa dell'inerzia dei ricorrenti. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione accelerata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., i ricorrenti non hanno chiesto la fissazione dell'udienza entro il termine di 40 giorni. Questo silenzio è stato interpretato come una rinuncia tacita al ricorso, portando alla chiusura del processo e alla loro condanna al pagamento delle spese legali, escludendo però la responsabilità aggravata richiesta dai controricorrenti.
Continua »