LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 5 di 20

Altri anni per Art. 391-bis Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un'omissione relativa alla distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario. Il caso chiarisce che la procedura di correzione errore materiale, ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., può essere attivata d'ufficio dalla Corte stessa, anche su semplice sollecitazione della parte. La decisione sottolinea inoltre che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista una condanna alle spese per questa fase specifica.
Continua »
Errore materiale e distrazione spese: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di disporre la distrazione delle spese processuali a favore del difensore, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha stabilito che, in questi casi, lo strumento corretto non è l'impugnazione, ma il procedimento di correzione dell'errore materiale. Questa procedura è più rapida e in linea con il principio della ragionevole durata del processo, permettendo al legale di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi.
Continua »
Correzione errore materiale e patrocinio a spese Stato
La Suprema Corte di Cassazione è intervenuta per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver disposto il pagamento delle spese legali a favore della parte vincitrice, senza specificare che, essendo questa ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il pagamento doveva essere eseguito a favore dello Stato. La Corte ha ribadito che tale omissione costituisce un errore materiale correggibile d'ufficio, in quanto discende da una statuizione obbligatoria per legge.
Continua »
Errore di Fatto: Documento Smarrito in Cancelleria
La Corte di Cassazione ha revocato una propria ordinanza a causa di un errore di fatto. L'appello di un'agenzia fiscale era stato dichiarato inammissibile per la mancata produzione di un documento essenziale. Tuttavia, l'agenzia ha dimostrato di averlo regolarmente depositato e che la sua assenza dal fascicolo era dovuta a un disguido della cancelleria. La Corte ha stabilito che la temporanea irreperibilità di un atto, non imputabile alla parte, costituisce un errore di fatto percettivo che giustifica la revocazione, tutelando il principio del giusto processo.
Continua »
Riassunzione processo sospeso: il termine decorre subito
Un comune ha citato in giudizio un consigliere comunale per la nullità della vendita di un immobile. Il processo è stato sospeso in attesa della definizione di un'altra causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riassunzione del processo sospeso, avvenuta oltre il termine di legge, è tardiva. Il termine per la riassunzione decorre dalla data di pubblicazione della sentenza che definisce la causa pregiudiziale, e non dalla sua eventuale definitività dopo i termini per i rimedi straordinari. Di conseguenza, il processo originario è stato dichiarato estinto.
Continua »
COSAP griglie: quando il canone non è dovuto
Un condominio ha citato in giudizio il proprio Comune per ottenere il rimborso del COSAP versato per griglie e intercapedini presenti sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il COSAP per griglie non è dovuto se le opere sono state realizzate su un'area privata prima che questa venisse destinata all'uso pubblico. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per accertare la cronologia dei fatti, ovvero se le griglie preesistessero alla servitù di passaggio pubblico.
Continua »
Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
Un imprenditore, condannato per reati fiscali, ha presentato ricorso straordinario lamentando un errore di fatto nell'interpretazione di un documento contabile da parte della Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la richiesta di una nuova valutazione delle prove non integra un errore di fatto percettivo, ma un inammissibile tentativo di riesame del giudizio di merito.
Continua »
Errore materiale e spese: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione per errore materiale presentata da un cittadino. L'istante, pur avendo vinto il ricorso in Cassazione, lamentava la mancata condanna della controparte al pagamento delle spese legali. La Corte ha chiarito che non si tratta di errore materiale, ma di una corretta applicazione della legge: quando una causa viene cassata con rinvio, spetta al giudice del rinvio decidere sulle spese di tutti i gradi di giudizio, in base all'esito finale dell'intera lite.
Continua »
Correzione errore materiale: no se c’è rinvio spese
Un cittadino, dopo aver ottenuto l'annullamento con rinvio di un provvedimento, ha richiesto una correzione di errore materiale dell'ordinanza della Cassazione, sostenendo che avrebbe dovuto condannare subito la controparte al pagamento delle spese legali. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che non si tratta di un errore. In caso di cassazione con rinvio, la competenza a decidere sulle spese di tutti i gradi di giudizio spetta al giudice del rinvio, che valuterà l'esito finale complessivo della lite.
Continua »
Correzione errore materiale: no se c’è rinvio
Un cittadino, dopo aver vinto un ricorso in Cassazione con rinvio, ha chiesto una correzione di errore materiale sostenendo che l'ordinanza non avesse liquidato le spese a suo favore. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che non si trattava di un errore. In caso di cassazione con rinvio, spetta infatti al giudice del rinvio decidere sulle spese di tutti i gradi del giudizio, sulla base dell'esito finale dell'intera causa. Pertanto, l'omessa liquidazione delle spese nell'ordinanza di Cassazione non costituisce un errore materiale da correggere.
Continua »
Distrazione spese legali: rimedi per l’omissione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. In questo caso, il difensore di un Comune aveva ottenuto la condanna alle spese della controparte, ma la Corte aveva omesso di disporre il pagamento diretto in suo favore come richiesto. La Cassazione ha accolto l'istanza di correzione, modificando la precedente ordinanza e affermando che questo è il rimedio più celere ed efficiente per sanare tale svista, in quanto l'istanza di distrazione è un mero accessorio della condanna principale alle spese.
Continua »
Distrazione spese: come rimediare a un’omissione
Una società ottiene una vittoria in Cassazione, ma l'ordinanza omette di disporre la distrazione delle spese in favore del suo avvocato, nonostante la richiesta. L'avvocato presenta ricorso per la correzione di errore materiale. La Suprema Corte accoglie l'istanza, chiarendo che questa è la procedura corretta e più rapida per sanare tale dimenticanza. Viene ribadito che la richiesta di distrazione non è una domanda autonoma e che la sua omissione costituisce un errore materiale emendabile, consentendo al legale di ottenere celermente un titolo esecutivo per le proprie competenze.
Continua »
Errore materiale sentenza: Cassazione corregge PQM
Un ente previdenziale, pur avendo vinto il proprio ricorso in Cassazione, si è visto erroneamente condannare al pagamento del doppio del contributo unificato. La Suprema Corte, riconoscendo l'evidente errore materiale sentenza, ha accolto l'istanza di correzione, modificando il dispositivo e chiarendo che nulla era dovuto. L'ordinanza ribadisce che tale procedura ha natura amministrativa e non prevede condanna alle spese.
Continua »
Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione accoglie un'istanza per la correzione di errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato una "società" come parte tenuta al pagamento delle spese legali, anziché una specifica persona fisica. La Corte ha disposto la semplice cancellazione del termine errato, ripristinando la corretta identificazione del soggetto debitore e sottolineando l'importanza di questo strumento processuale per rettificare sviste senza alterare la decisione.
Continua »
Estinzione del giudizio per rottamazione-quater
Un lungo contenzioso tributario, relativo a un accertamento su un'imposta di successione risalente al 1986, si conclude con una ordinanza della Corte di Cassazione. Dopo aver percorso tutti i gradi di giudizio, i contribuenti, nel corso di un procedimento di revocazione, aderiscono alla "rottamazione-quater", definendo il debito con l'Agenzia delle Entrate. A seguito dell'accordo e della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia decennale.
Continua »
Errore di fatto: quando non puoi revocare in Cassazione
Una banca ha tentato di far revocare un'ordinanza della Cassazione sostenendo un errore di fatto, poiché la Corte non avrebbe visto la trascrizione completa di un motivo d'appello. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che valutare se una sintesi del motivo sia sufficiente è un'operazione di giudizio e non una svista materiale. L'ordinanza sottolinea la netta distinzione tra errore di fatto, che è una percezione errata di un atto processuale, ed errore di giudizio, che riguarda l'interpretazione e la valutazione giuridica, non soggetto a revocazione.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: limiti e differenze
La Corte di Cassazione affronta un complesso caso originato da una disputa su un affitto agrario. Il fulcro è una richiesta di revoca di un'ordinanza della stessa Corte, basata su un presunto errore di fatto revocatorio. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente identificato la parte che aveva proposto un appello proceduralmente scorretto. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, chiarendo che l'errore commesso era di natura giuridica (errore di giudizio) e non una errata percezione dei fatti (errore di fatto), non costituendo quindi un valido motivo per la revocazione. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti per questo rimedio straordinario.
Continua »
Correzione errore materiale: le spese del CTU
La Corte di Cassazione, attraverso un'ordinanza di correzione errore materiale, ha rettificato una sua precedente decisione. L'errore consisteva nell'omissione di specificare la ripartizione delle spese del Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) dopo aver disposto la compensazione integrale delle spese legali tra un ente locale e la controparte. La Corte ha chiarito che, in caso di compensazione, le spese del CTU devono essere suddivise in misura paritaria tra le parti, poiché la consulenza è svolta nell'interesse generale della giustizia e comune a tutte le parti del processo.
Continua »
Distrazione spese: come correggere l’errore
La Corte di Cassazione stabilisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata attraverso la più celere procedura di correzione dell'errore materiale. In un caso tra un ente previdenziale e gli eredi di un lavoratore, la Corte ha accolto l'istanza dei legali, che avevano ritualmente richiesto la distrazione, e ha integrato l'ordinanza originale, ribadendo un principio di economia processuale e di tutela del difensore antistatario.
Continua »
Rinuncia al ricorso e spese: la decisione della Corte
Una società ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione in una controversia tributaria. La controparte non ha accettato la rinuncia, chiedendo il rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, ma ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese. La Corte ha chiarito che, sebbene la rinuncia al ricorso sia efficace anche senza accettazione, la norma che esclude la condanna alle spese si applica solo in caso di accettazione della controparte.
Continua »