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Art. 391-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 391-bis Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: notifica è necessaria?
Una società ha presentato istanza per la correzione di errore materiale di un'ordinanza della Cassazione, omettendo però di notificarla alla controparte. La Corte Suprema ha stabilito che, sebbene l'istanza non notificata sia inammissibile, è possibile sanare il vizio. Citando precedenti giurisprudenziali, ha convertito la procedura in un procedimento d'ufficio, ordinando al ricorrente di effettuare la notifica entro 30 giorni per garantire il principio del contraddittorio, prima di decidere nel merito.
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Errore di Fatto: Cassazione annulla per prescrizione
Un imputato, condannato per contrabbando di tabacchi, ha presentato un ricorso straordinario alla Corte di Cassazione, lamentando un errore di fatto nel precedente provvedimento che aveva dichiarato inammissibile il suo appello. La Corte ha riconosciuto di aver commesso un errore percettivo, confondendo la fattispecie di reato contestata (contrabbando di meno di 10 kg) con una più grave. Questo errore di fatto ha portato a un calcolo sbagliato dei termini di prescrizione. Correggendo il calcolo, la Corte ha constatato che il reato era già estinto per prescrizione al momento della sentenza d'appello e ha quindi annullato la condanna senza rinvio.
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Contratto collettivo pubblico impiego: la scelta è nulla
Un ente pubblico applicava ai suoi dipendenti un contratto collettivo privatistico anziché quello pubblico previsto per legge. Un lavoratore ha richiesto differenze retributive basate su tale contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta della Pubblica Amministrazione è nulla, poiché vincolata al rispetto del contratto collettivo pubblico impiego di comparto. La Corte ha rigettato la domanda del lavoratore e dichiarato inammissibile il successivo ricorso per revocazione, chiarendo che il principio di legalità e la gerarchia delle fonti prevalgono su qualsiasi applicazione di fatto, anche se estesa a tutti i dipendenti.
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Errore materiale: quando la richiesta è inammissibile
La socia di una società ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un presunto errore materiale in una precedente ordinanza, lamentando la mancata enunciazione di un principio di diritto. La Corte ha dichiarato la richiesta inammissibile, specificando che la procedura per errore materiale serve a correggere sviste formali e non a contestare il contenuto sostanziale della decisione. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento di una somma a titolo di sanzione.
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Correzione errore materiale: spese e valore causa
La Corte di Cassazione ha respinto un'istanza di correzione errore materiale relativa alla liquidazione delle spese legali. La Corte ha chiarito che se l'oggetto del ricorso è il rango di un credito (e non il suo ammontare), la causa è di valore indeterminato, giustificando l'applicazione di uno scaglione tariffario superiore. Inoltre, ha stabilito che nel procedimento di correzione non si liquidano le spese.
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Distrazione delle spese: la correzione per errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23153/2025, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione. La Corte ha accolto il ricorso dei legali, disponendo la modifica del precedente decreto per includere la clausola di distrazione, garantendo così una tutela più rapida del credito professionale.
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Patrocinio a spese dello Stato: correzione spese legali
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in un proprio decreto. La Corte chiarisce che, in caso di vittoria di una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato contro un'amministrazione statale, la condanna alle spese legali non va disposta in favore del difensore della parte vittoriosa, ma direttamente in favore dello Stato, secondo le specifiche norme in materia. Di conseguenza, l'istanza di liquidazione presentata dal difensore è stata dichiarata inammissibile.
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Patrocinio a carico dello Stato: spese legali allo Stato
La Corte di Cassazione corregge un'ordinanza per errore materiale, chiarendo che in caso di vittoria di una parte ammessa al patrocinio a carico dello Stato, le spese legali liquidate non vanno pagate alla parte stessa, ma direttamente allo Stato. La decisione si fonda sull'art. 133 del d.P.R. 115/2002, che impone il versamento delle spese processuali in favore dell'Erario per recuperare i costi del patrocinio gratuito concesso.
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Legittimo affidamento: inerzia del Fisco non basta
Una Fondazione ha impugnato avvisi di accertamento ICI, sostenendo il proprio legittimo affidamento a causa della prolungata inerzia del Comune nell'esigere il tributo. La Corte di Cassazione, dopo aver revocato una precedente ordinanza per un errore di fatto, ha stabilito che la sola inerzia dell'amministrazione non è sufficiente a generare un affidamento tutelabile che possa annullare il debito d'imposta. Il principio può, al massimo, escludere sanzioni e interessi, ma nel caso di specie non sono stati riscontrati i presupposti per la sua applicazione, confermando la pretesa tributaria del Comune.
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Cessione cubatura: tassabile la plusvalenza
La Corte di Cassazione, correggendo un proprio errore sulla data di una notifica, ha revocato una precedente ordinanza di inammissibilità. Nel merito, ha stabilito che la plusvalenza derivante da una cessione di cubatura è tassabile, in quanto l'operazione costituisce una cessione onerosa a contenuto patrimoniale, i cui proventi concorrono a formare il reddito imponibile del contribuente.
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Errore di fatto: quando la revocazione è inammissibile
Un gruppo di lavoratori ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto nell'identificazione di chi avesse condotto le selezioni del personale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che il presunto errore di fatto non era decisivo per l'esito del giudizio. La questione centrale, infatti, non era chi avesse materialmente svolto la selezione, ma la mancata prova da parte dei lavoratori che tale selezione rispettasse i principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza richiesti per l'assunzione in una società a partecipazione pubblica. Di conseguenza, anche correggendo l'errore, la decisione finale non sarebbe cambiata.
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Errore di fatto: Cassazione rinvia per accordo
In una complessa vicenda di contraffazione di marchi, la Corte di Cassazione esamina un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. L'ordinanza in esame, tuttavia, non decide nel merito ma concede un rinvio, accogliendo la richiesta congiunta delle parti che stanno negoziando un accordo transattivo per porre fine alla controversia.
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Errore di fatto revocatorio: la Cassazione si corregge
Un contribuente, dopo aver impugnato alcune cartelle esattoriali, si vede dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione per un errore della Corte stessa, che non aveva visto una procura speciale regolarmente depositata. Il contribuente chiede quindi la revocazione dell'ordinanza. La Suprema Corte riconosce il proprio errore di fatto revocatorio, annulla la precedente decisione e, riesaminando il caso, rigetta il ricorso originario a seguito della rinuncia ai motivi espressa dal contribuente, compensando però le spese del giudizio di revocazione.
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Errore di fatto: quando la Cassazione è inappellabile
Una società sanitaria ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo la valutazione di una complessa operazione societaria (cessione di un ospedale e affidamento di servizi), asseritamene simulata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio consiste in una svista percettiva su dati oggettivi e non in un disaccordo con la valutazione giuridica o l'interpretazione dei fatti operata dai giudici, confermando la natura eccezionale di questo rimedio.
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Errore di fatto: quando revocare una sentenza Cassazione
Un cittadino ha chiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione. La Corte ha respinto il motivo relativo al merito della causa, chiarendo che una cattiva interpretazione dei motivi di ricorso è un errore di giudizio, non un errore di fatto. Ha invece accolto il secondo motivo, riconoscendo un errore di fatto nella mancata considerazione della dichiarazione per l'esonero dalle spese di lite. Di conseguenza, l'ordinanza è stata revocata limitatamente alla condanna alle spese.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
Una società immobiliare ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla sua natura commerciale in un caso di esenzione IMU. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la decisione originale non si basava sulla natura della società, bensì sulla mancata esecuzione diretta delle attività che danno diritto all'agevolazione fiscale. Di conseguenza, non sussisteva alcun errore di fatto revocatorio.
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Distrazione delle spese: quando va richiesta?
Un'azienda sanitaria pubblica, dopo una condanna, si è vista opporre un'istanza di correzione per omessa distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della controparte. La Corte di Cassazione ha respinto l'istanza, chiarendo un principio fondamentale: la richiesta di distrazione delle spese deve essere espressamente formulata in ogni singolo grado di giudizio. Poiché il legale non aveva rinnovato la richiesta nella fase di cassazione, la sua omissione nel provvedimento non costituisce un errore materiale. La Corte ha inoltre stabilito che nel procedimento di correzione non sono dovute spese legali.
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Distrazione spese: quando va richiesta in Cassazione?
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione di errore materiale relativa a una mancata statuizione sulla distrazione delle spese. La Corte ha chiarito che tale richiesta deve essere specificamente formulata in ogni grado del giudizio. Inoltre, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che nel procedimento di correzione non è configurabile una soccombenza e, pertanto, non si può provvedere alla liquidazione delle spese.
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Correzione errore materiale: spese legali e rinvio
La Corte di Cassazione interviene per una correzione errore materiale in una propria ordinanza. Era stato omesso, nel dispositivo, di indicare che il giudice del rinvio dovesse decidere anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha accolto l'istanza, disponendo la modifica del provvedimento per allineare il dispositivo alla motivazione, che già prevedeva tale statuizione.
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Errore revocatorio: quando non è decisivo per la Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo i limiti dell'istituto dell'errore revocatorio. Nonostante la Corte avesse commesso un'evidente svista in una precedente ordinanza, ha stabilito che tale errore non era decisivo per l'esito del giudizio. La decisione principale di inammissibilità si basava su altre ragioni autonome e sufficienti, rendendo l'errore irrilevante ai fini della modifica del provvedimento.
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