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Art. 391-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 391-bis Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: la procedura in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un'istanza di correzione errore materiale riguardante un provvedimento che disponeva il pagamento delle spese legali a favore di una curatela fallimentare anziché dell'Erario, nonostante la parte fosse ammessa al patrocinio statale. La Corte ha sospeso la decisione per garantire il contraddittorio, ordinando la notifica alle controparti.
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Imposta sulla pubblicità: carrelli spesa e Revocazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione riguardante l'imposta sulla pubblicità applicata a pannelli installati su carrelli della spesa. La società ricorrente lamentava un errore di fatto da parte della Corte, ma i giudici hanno stabilito che l'errore non era decisivo ai fini del giudizio, poiché la pluralità di messaggi pubblicitari per aziende diverse escludeva a priori la possibilità di considerare i carrelli come un unico mezzo pubblicitario con tassazione agevolata.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva liquidato le spese legali per un importo errato. La Corte, riconoscendo la discrepanza tra quanto deliberato e quanto scritto nel dispositivo, ha accolto l'istanza. La decisione evidenzia il potere del giudice di procedere alla correzione errore materiale anche di propria iniziativa, ripristinando l'importo corretto delle spese di lite da € 4.400,00 a € 10.700,00.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10509/2024, ha corretto un proprio precedente provvedimento che aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato antistatario. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un errore materiale sanabile con l'apposita procedura di correzione e che la richiesta può essere validamente formulata anche nella memoria conclusiva depositata prima della decisione.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di revocazione di una propria precedente sentenza. La contribuente sosteneva un errore di fatto relativo a una mancata risposta a un'istanza di rateazione. La Corte ha chiarito che non si tratta di errore revocatorio quando il punto è stato oggetto di dibattito e decisione, non di una svista. La decisione conferma che la revocazione sentenza Cassazione è un rimedio eccezionale, non un terzo grado di giudizio.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione
Un avvocato, dichiaratosi antistatario, ha richiesto la correzione di un'ordinanza che aveva omesso la distrazione spese a suo favore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese costituisce un errore materiale da correggere con la procedura specifica, più rapida dell'appello, e ha ordinato l'integrazione del provvedimento originale.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
Un erede ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo all'incapacità fisica del defunto di firmare un atto di vendita. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che la precedente decisione era basata su vizi procedurali dell'appello (come la mancanza di autosufficienza) e non su una valutazione dei fatti. Di conseguenza, non essendoci stata una percezione errata dei fatti da parte del giudice, non sussistono i presupposti per la revocazione per errore di fatto.
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Errore di fatto revocatorio: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione di una contribuente avverso una precedente ordinanza. Il caso riguardava un accertamento fiscale per redditi non dichiarati su un conto svizzero. La Corte ha stabilito che non sussisteva un errore di fatto revocatorio, in quanto la precedente decisione non era incorsa in una svista materiale, ma aveva compiuto una valutazione di merito sulle prove fornite, ritenendole non sufficienti. La richiesta di estinzione per definizione agevolata è stata parimenti respinta.
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Errore revocatorio: quando è inammissibile il ricorso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che l'errore revocatorio non può sanare un presunto errore di giudizio del giudice. Il caso, sorto da una controversia su un'indennità di esproprio, evidenzia la netta distinzione tra un errore di fatto, che consente la revocazione, e una errata valutazione delle risultanze processuali, che non la ammette.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammesso
Un contribuente ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto revocatorio. A suo dire, la Corte aveva erroneamente affermato che non avesse fornito giustificazioni per capitali detenuti all'estero, individuati tramite una nota lista di correntisti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un errore di valutazione delle prove o un giudizio sulle argomentazioni non costituisce l'errore percettivo necessario per la revocazione. La Corte ha ribadito che la revocazione non può essere usata per riesaminare il merito o sollevare questioni che dovevano essere trattate nel ricorso originario.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Un notaio aveva impugnato per revocazione una sentenza della Corte di Cassazione relativa all'applicazione di imposte ipotecarie e catastali. Prima della decisione, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta anche dall'Amministrazione finanziaria. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti come da loro accordo.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Gli eredi di un lavoratore chiedono la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto revocatorio. Sostengono che la Corte abbia ignorato la loro tempestiva contestazione all'acquisizione di un documento da parte del CTU. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la valutazione degli atti processuali, inclusa l'idoneità di una contestazione, costituisce un errore di giudizio e non una svista materiale, non integrando i presupposti per la revocazione.
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Errore di fatto: la Cassazione e l’eccezione corretta
Un ente comunale ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo di aver contestato una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione giuridica fondamentale tra un'eccezione di 'inammissibilità' della produzione di documenti e una di 'nullità' della CTU. La mancata formulazione della corretta e specifica eccezione di nullità ha sanato il vizio, rendendo la precedente decisione della Corte non affetta da alcun errore di fatto e il ricorso per revocazione inammissibile.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale in un decreto di estinzione. Il provvedimento originale indicava erroneamente un solo resistente e ometteva la distrazione delle spese legali. La Corte ha rettificato il decreto, specificando che le spese, liquidate in 2.900 euro, devono essere pagate a ciascuna delle due parti resistenti e distratte a favore dei loro difensori antistatari, chiarendo il potere del giudice di agire anche d'ufficio per la correzione errore materiale.
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Errore di fatto revocatorio: quando non si applica
Una società concessionaria autostradale ha richiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto riguardo alla sua presunta rinuncia a un'eccezione di incompetenza arbitrale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la sua precedente decisione era basata su un'interpretazione giuridica del comportamento della parte (la partecipazione alla nomina dell'arbitro), configurando un errore di giudizio (error in iudicando) e non un errore di fatto revocatorio. La sentenza ribadisce che la valutazione legale degli atti processuali non è soggetta a revocazione.
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Errore materiale: spese legali all’avvocato distrattario
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Tale svista può essere corretta attraverso un'apposita procedura, senza necessità di un nuovo ricorso, garantendo così l'efficienza processuale. Il caso analizzato nasce da una controversia familiare, ma il principio affermato ha una valenza generale per tutti i professionisti legali.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. Inizialmente, pur accogliendo il ricorso di un contribuente, aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dei suoi avvocati. Con il nuovo provvedimento, la Corte ha integrato la decisione, stabilendo che le spese liquidate devono essere pagate direttamente ai difensori che ne avevano fatto richiesta, confermando l'utilizzabilità della procedura di correzione per sanare tali sviste.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
Un cittadino ha presentato ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che contestare l'applicazione del principio di autosufficienza del ricorso non costituisce un errore di fatto, bensì una critica all'interpretazione giuridica, non ammissibile in sede di revocazione.
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Errore revocatorio: quando è inammissibile?
Un cittadino straniero ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore revocatorio di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che se la decisione originale si basa su più ragioni autonome e sufficienti (rationes decidendi), il ricorso per revocazione deve contestarle tutte efficacemente. Contestare una valutazione di merito non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio, non sanabile con la revocazione.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di percezione e errore di valutazione. Il caso nasce da una controversia su un appalto pubblico, dove le parti avevano concordato la nomina del presidente di un collegio arbitrale. La Corte ha stabilito che interpretare tale accordo come un'accettazione della competenza del collegio è un giudizio di diritto, non un errore di fatto revocatorio, anche se una delle parti aveva continuato a sollevare eccezioni di incompetenza. La decisione sottolinea che l'errore revocatorio deve consistere in una svista materiale su un fatto decisivo, non in una diversa interpretazione giuridica degli atti processuali.
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