LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 12 di 28

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Vince il concorso ma non lo assumono: la causa finisce con un accordo
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico, si è visto negare l'impiego da parte di un'Agenzia regionale a causa di una sopravvenuta mancanza di fondi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. Prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il lavoratore ha ritirato il ricorso e la Corte ha dichiarato il processo estinto, senza pronunciarsi sul merito del conteso diritto all'assunzione. La vicenda si conclude quindi con una soluzione pratica per il lavoratore, ma senza creare un precedente legale sulla questione.
Continua »
Vince il concorso ma non lo assumono: la transazione chiude il caso
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico per la stabilizzazione, non veniva assunto da un'Agenzia Regionale per sopravvenuta mancanza di copertura finanziaria. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso per transazione, accettata dall'Agenzia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito, ma prendendo atto dell'accordo raggiunto tra le parti.
Continua »
Lavoratore contesta il giudice, poi rinuncia: processo estinto
Un Lavoratore si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da un'Azienda, sostenendo che il Giudice di Pace non fosse competente e che la causa dovesse essere trattata dal Tribunale del Lavoro. Il Lavoratore presenta quindi ricorso in Cassazione per risolvere la questione. A sorpresa, prima della decisione, il Lavoratore rinuncia al ricorso e l'Azienda accetta la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La causa originaria per il pagamento proseguirà quindi davanti al Giudice di Pace, poiché la contestazione sulla sua competenza è stata abbandonata.
Continua »
Scatti di Anzianità Apprendistato: Nulli i Patti Contrari
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità apprendistato. Un gruppo di lavoratori si era opposto a una clausola del loro contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità utile per gli aumenti di stipendio. I giudici di merito avevano dato ragione ai lavoratori, dichiarando nulla la clausola e condannando l'azienda a riconoscere l'anzianità maturata e a pagare le differenze retributive. Prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura del caso. Resta però il principio affermato nei gradi precedenti: l'intero periodo di apprendistato è valido per la maturazione degli scatti di anzianità.
Continua »
Anzianità di servizio in apprendistato: CCNL nullo, vince il Lavoratore
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto al riconoscimento dell'anzianità di servizio in apprendistato. Un lavoratore si era opposto a una clausola del CCNL che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione al dipendente. Di fronte al ricorso dell'azienda in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, ponendo fine alla causa. La decisione favorevole al lavoratore è così diventata definitiva, confermando che il periodo di apprendistato va interamente conteggiato ai fini dell'anzianità.
Continua »
Scatti Anzianità Apprendistato: CCNL Annullato, Azienda Paga
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità per il periodo di apprendistato. Inizialmente, i tribunali avevano dato ragione a un gruppo di lavoratori, annullando la clausola di un contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. L'Azienda era stata condannata a pagare le differenze retributive. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura anticipata della causa. La sentenza, quindi, non si pronuncia sul merito della questione, ma sancisce la fine del contenzioso per avvenuta transazione.
Continua »
Anzianità Apprendistato: Azienda rinuncia, vittoria ai Lavoratori
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio apprendistato ai fini degli scatti di stipendio. Alcuni lavoratori, dopo la trasformazione del loro contratto e il passaggio a una nuova azienda, si sono visti negare il computo dei primi 18 mesi di apprendistato sulla base di una clausola del CCNL. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione ai dipendenti. Di fronte al ricorso dell'azienda, la vicenda si è conclusa con la rinuncia della stessa società al giudizio in Cassazione. Questo atto ha reso definitiva la vittoria dei lavoratori, che hanno ottenuto il riconoscimento del loro diritto e le relative differenze retributive.
Continua »
Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Appello Inammissibile Senza Notifica
Un lavoratore, dopo aver fatto ricorso contro il suo ex datore di lavoro per un incentivo economico, decide di ritirarsi dal giudizio in Cassazione. Tuttavia, la sua rinuncia al ricorso in Cassazione non viene formalmente comunicata all'Azienda. La Suprema Corte stabilisce un principio importante: anche se la notifica manca, l'atto di rinuncia dimostra la chiara volontà di non proseguire. Questo 'sopravvenuto difetto di interesse' è sufficiente a rendere il ricorso inammissibile. Di conseguenza, il lavoratore perde la causa e viene condannato a pagare una parte delle spese legali, pur avendo tentato di abbandonare il contenzioso.
Continua »
Licenziamento collettivo illegittimo: Azienda rinuncia, vince operaio
Una compagnia aerea ha impugnato in Cassazione la sentenza che dichiarava il licenziamento collettivo illegittimo di un suo dipendente, con condanna alla reintegrazione e al risarcimento. Tuttavia, durante il giudizio, l'azienda ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Questa mossa ha reso definitiva la sentenza precedente, sancendo la vittoria del lavoratore. Il licenziamento resta illegittimo e l'azienda deve reintegrare il dipendente e risarcirlo come stabilito in precedenza.
Continua »
Azienda rinuncia al ricorso: inammissibile per difetto di interesse
Un'azienda aveva impugnato la sentenza che la obbligava a calcolare il periodo di apprendistato dei dipendenti ai fini degli scatti di anzianità. Durante il processo in Cassazione, l'azienda ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. Sebbene la rinuncia non fosse formalmente perfetta, la Corte ha ritenuto che dimostrasse un 'sopravvenuto difetto di interesse' a proseguire la causa. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo definitiva la vittoria dei lavoratori. La Corte ha inoltre stabilito che ogni parte dovesse pagare le proprie spese legali per questa fase del giudizio.
Continua »
Benefici ex dipendenti: l’azienda può toglierli? La Cassazione
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda energetica per mantenere il diritto a una tariffa agevolata sulla fornitura di energia elettrica. L'Azienda aveva cancellato questo vantaggio, previsto da un vecchio accordo collettivo, tramite una nuova intesa sindacale. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia al ricorso da parte dei pensionati, dichiarando estinto il giudizio. Di conseguenza, la precedente sentenza sfavorevole ai pensionati è diventata definitiva. La vicenda conferma che i benefici ex dipendenti, se derivanti da accordi collettivi, possono essere legittimamente modificati o eliminati da accordi successivi, anche quando erano stati concessi a tempo indeterminato.
Continua »
Riconoscimento Anzianità: Azienda Rinuncia, Vittoria ai Lavoratori
Un'azienda di trasporti aveva negato a un gruppo di dipendenti il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio. I lavoratori, dopo aver vinto nei primi gradi di giudizio, si sono visti opporre un ricorso in Cassazione da parte dell'azienda. Tuttavia, l'azienda ha successivamente rinunciato al ricorso e i lavoratori hanno accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la sentenza favorevole ai dipendenti sul loro diritto al corretto riconoscimento anzianità di servizio. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Riconoscimento anzianità: l’azienda paga e poi ritira il ricorso
Un lavoratore ottiene una sentenza favorevole per il riconoscimento dell'anzianità di servizio, con condanna dell'Azienda al pagamento delle differenze retributive. L'Azienda presenta ricorso in Cassazione ma, successivamente, raggiunge un accordo con il dipendente. A seguito di tale accordo, l'Azienda rinuncia al ricorso e il Lavoratore accetta la rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, dichiara il processo estinto. La decisione finale stabilisce che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali, chiudendo definitivamente la controversia senza una pronuncia sul merito della questione del riconoscimento anzianità di servizio.
Continua »
Riconoscimento anzianità di servizio: Azienda rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tra un'azienda e alcuni suoi dipendenti. Inizialmente, l'azienda era stata condannata a pagare delle somme per il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio ai fini degli aumenti di stipendio. L'azienda aveva presentato ricorso in Cassazione per annullare la decisione, ma in seguito ha rinunciato all'azione legale. I lavoratori hanno accettato la rinuncia. Di conseguenza, il processo si è chiuso e la sentenza precedente, favorevole ai dipendenti, è diventata definitiva. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Prescrizione crediti di lavoro: l’azienda rinuncia, vince il lavoratore
Un lavoratore chiede al suo ex datore di lavoro, poi fallito, il pagamento di differenze retributive per aver svolto mansioni superiori. L'Azienda si opponeva, invocando la prescrizione dei crediti di lavoro. Il Tribunale dava ragione al lavoratore, stabilendo che la prescrizione decorre solo dalla fine del rapporto. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione ma, a sorpresa, ha poi rinunciato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore, che ha visto così confermato il suo diritto a un credito di quasi 170.000 euro.
Continua »
Licenziamento verbale nullo: l’azienda rinuncia al ricorso finale
Un lavoratore impugna una serie di contratti a termine e il successivo licenziamento verbale. I giudici dichiarano i contratti illegittimi e il licenziamento nullo, ordinando la reintegra. Dal risarcimento del danno viene però detratto l'aliunde perceptum, cioè quanto guadagnato dal lavoratore con altri impieghi, ma non le indennità di disoccupazione. L'Azienda presenta ricorso in Cassazione ma poi vi rinuncia. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del processo, rendendo la condanna precedente definitiva. Il lavoratore vince la causa sul licenziamento verbale, consolidando il suo diritto alla reintegra e al risarcimento, seppur ridotto.
Continua »
Docente rinuncia al ricorso: spese legali azzerate senza accordo
Una docente aveva citato in giudizio l'Amministrazione Pubblica per ottenere un trasferimento. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di procedere con la rinuncia al ricorso. L'Amministrazione, pur specificando che non era stato raggiunto alcun accordo, non si è opposta alla richiesta di compensare le spese legali. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il processo, stabilendo un importante principio: se la controparte non si oppone alla compensazione delle spese, il giudice può decidere che ogni parte paghi le proprie, anche in assenza di un accordo formale. Questo evita la condanna automatica al pagamento delle spese per chi rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: processo chiuso ma spese da pagare
Un gruppo di lavoratori aveva fatto causa a un Ministero per ottenere differenze retributive. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, hanno deciso di ritirarsi, presentando una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, stabilendo un principio fondamentale: la rinuncia al ricorso per cassazione è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione della controparte per essere valido. Nonostante il ritiro, i lavoratori sono stati condannati a pagare le spese legali al Ministero, in applicazione del principio di causalità.
Continua »
Selezione bloccata? L’estinzione del processo per transazione
Una dipendente pubblica partecipava a una selezione per un incarico dirigenziale. L'Ente, condannato nei primi gradi di giudizio a proseguire la procedura, ricorreva in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo. Di conseguenza, l'Ente ha rinunciato al ricorso e la dipendente ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per transazione. Questo significa che la causa si è chiusa definitivamente senza una decisione sul merito, ma sulla base dell'accordo privato. La Corte ha stabilito che, in caso di estinzione, l'Ente non deve pagare il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
Continua »
Condotta antisindacale per cene aziendali? Il sindacato rinuncia
Un sindacato accusa un'azienda di condotta antisindacale per aver organizzato incontri conviviali con altre sigle sindacali, escludendolo. I giudici di primo e secondo grado respingono la richiesta, non ravvisando alcuna illegalità. Il sindacato ricorre in Cassazione, ma prima della decisione finale, rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara estinto il giudizio. Di conseguenza, la sentenza d'appello che dava ragione all'azienda diventa definitiva, chiudendo la vicenda a favore di quest'ultima.
Continua »