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Art. 38 Costituzione — Anno 2023

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Pensione anticipata: la Cassazione accoglie il ricorso
L'ordinanza n. 2440/2023 della Corte di Cassazione analizza la controversia relativa al riconoscimento della pensione anticipata a favore di alcuni lavoratori. L'ente previdenziale nazionale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dato ragione ai privati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, cassando la decisione precedente e ribadendo la necessità di una rigorosa osservanza dei requisiti contributivi previsti dalla legge per l'accesso al trattamento pensionistico.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza professionale sui ratei di pensione maturati tra il 2009 e il 2013. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali privatizzati non possono istituire autonomamente prelievi forzosi tramite regolamenti interni, poiché tali trattenute costituiscono prestazioni patrimoniali imposte. Secondo l'Articolo 23 della Costituzione, ogni imposizione di questo tipo richiede una specifica base legislativa, che nel caso di specie è risultata assente.
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Fondo di Garanzia INPS: tutela crediti da reintegra
La Corte di Cassazione ha confermato che il Fondo di Garanzia INPS è tenuto a pagare le retribuzioni maturate dal lavoratore nel periodo compreso tra un licenziamento illegittimo e l'esercizio dell'opzione sostitutiva della reintegrazione. Nonostante l'ente previdenziale sostenesse la natura risarcitoria di tali somme per escluderle dalla copertura, i giudici hanno ribadito che esse hanno natura retributiva. La tutela opera per le ultime tre mensilità rientranti nell'anno precedente alla dichiarazione di fallimento del datore di lavoro, garantendo al dipendente il recupero dei crediti essenziali per il proprio sostentamento.
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Massimale pensionabile: la Cassazione conferma il limite
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto dal d.P.R. 1420/1971 per i lavoratori dello spettacolo continua ad applicarsi anche alla Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di un lavoratore di ricalcolare la pensione senza il limite giornaliero, sostenendo che le riforme del 1997 avessero tacitamente abrogato tale tetto. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, affermando che non esiste incompatibilità tra le vecchie e le nuove norme. Il limite retributivo è fondamentale per garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e non può essere rimosso senza una chiara volontà del legislatore.
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Massimale pensionabile: guida alla sentenza 1774/2023
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla Quota B della pensione. La controversia riguardava la riliquidazione del trattamento di un lavoratore, al quale i giudici di merito avevano riconosciuto il calcolo senza il limite massimo giornaliero. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che le riforme degli anni '90 non hanno abrogato tacitamente il tetto fissato dalla normativa del 1971. Tale limite resta fondamentale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali.
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Massimale pensionabile: regole per i lavoratori spettacolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo dal d.P.R. n. 1420 del 1971 continua ad applicarsi anche alla quota B della pensione. La decisione ribalta l'orientamento della Corte d'Appello, escludendo che le riforme del 1997 abbiano abrogato tacitamente il limite alla retribuzione giornaliera. La Suprema Corte ha evidenziato come tale limite sia essenziale per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali e la sostenibilità del sistema, non ravvisando alcuna incompatibilità tra la normativa storica e i nuovi criteri di calcolo introdotti successivamente.
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Assegno per il nucleo familiare: diritto per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando il diritto di un lavoratore straniero a percepire l'assegno per il nucleo familiare anche per i familiari residenti nel paese d'origine. La decisione si fonda sulla diretta applicabilità della Direttiva 2011/98/UE, che impone la parità di trattamento tra lavoratori stranieri titolari di permesso unico e cittadini nazionali. La normativa italiana, che limitava tale beneficio escludendo i familiari non residenti in Italia, è stata dichiarata discriminatoria e disapplicata in favore della disciplina europea, come già sancito dalla Corte di Giustizia UE e dalla Corte Costituzionale.
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Massimale pensionabile: limiti confermati dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo rimane pienamente operativo anche per la Quota B della pensione. La controversia nasceva dalla richiesta di una pensionata di ricalcolare il supplemento di pensione senza applicare il limite retributivo giornaliero, sostenendo un'abrogazione tacita della norma del 1971. Gli Ermellini hanno invece stabilito che le riforme del 1997 non hanno eliminato tale tetto, necessario per garantire l'equilibrio finanziario delle gestioni previdenziali speciali.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che gli enti privatizzati non possono ridurre i trattamenti pensionistici per esigenze di bilancio senza una specifica autorizzazione legislativa, violando la riserva di legge prevista dall'Art. 23 della Costituzione. La sentenza chiarisce inoltre che per il rimborso delle somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale ordinaria, poiché il credito non è considerato liquido ed esigibile finché l'importo corretto è oggetto di contestazione.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** applicato da una cassa di previdenza privatizzata sui trattamenti pensionistici già maturati. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali non possono imporre prelievi forzosi per esigenze di bilancio senza una specifica copertura legislativa, violando la riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che per la restituzione delle somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale ordinaria, poiché il credito non poteva considerarsi liquido ed esigibile nella sua interezza finché l'ammontare era oggetto di contestazione.
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Rivalutazione amianto: il limite dei 40 anni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un pensionato che chiedeva il ricalcolo del proprio assegno includendo integralmente la rivalutazione amianto oltre il limite dei 40 anni di contribuzione. Nonostante il riconoscimento giudiziale del beneficio per l'esposizione all'amianto, l'INPS aveva applicato il tetto massimo di 2080 settimane (40 anni) previsto per il sistema retributivo, riducendo proporzionalmente altri contributi. La Corte ha stabilito che la rivalutazione amianto ha la funzione di agevolare l'accesso alla pensione ma non può essere utilizzata per superare il limite massimo di anzianità contributiva utilmente valutabile, garantendo così l'uniformità del sistema previdenziale ed evitando disparità di trattamento tra lavoratori.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno chiarito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono il potere legislativo necessario per imporre prelievi patrimoniali forzosi, i quali restano di esclusiva competenza dello Stato. La sentenza stabilisce inoltre che il diritto del pensionato a recuperare le somme indebitamente trattenute è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, respingendo la tesi della prescrizione breve quinquennale.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulle pensioni già in essere. La decisione ribadisce che gli enti non possono esercitare poteri impositivi riservati allo Stato, né ridurre trattamenti già determinati violando il principio del pro rata. Il prelievo forzoso è stato giudicato privo di base legale, obbligando l'ente alla restituzione delle somme trattenute al pensionato.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei propri iscritti. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono il potere di istituire prelievi di natura tributaria, poiché tale competenza è riservata esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'Art. 23 della Costituzione. La decisione ribadisce che tali trattenute violano il principio del pro rata e non possono essere giustificate dalla semplice autonomia gestionale dell'ente, condannando la Cassa alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulle pensioni di anzianità già liquidate. La decisione ribadisce che il potere regolamentare delle Casse professionali non può estendersi all'imposizione di prelievi patrimoniali, la cui istituzione è riservata esclusivamente al legislatore ai sensi dell'art. 23 della Costituzione. Inoltre, la Corte ha chiarito che il diritto al rimborso delle somme trattenute indebitamente è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella quinquennale, poiché l'azione non riguarda la riliquidazione del rateo ma il recupero di somme sottratte unilateralmente e illegittimamente.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. I giudici hanno stabilito che tali enti non possiedono il potere di imporre prelievi forzosi su trattamenti già determinati, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione. La decisione ribadisce che l'autonomia gestionale delle Casse non può violare il principio del pro rata né trasformarsi in un potere impositivo di natura tributaria, condannando l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre prelievi forzosi sui trattamenti già determinati, poiché tale potere è riservato esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione. L'autonomia degli enti si limita alla definizione dei criteri di calcolo per le prestazioni future e non può tradursi in una tassazione impropria delle pensioni già maturate.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che l'autonomia degli enti previdenziali non permette di istituire prelievi forzosi sui trattamenti già determinati, poiché tale potere è riservato esclusivamente al legislatore statale ai sensi dell'Art. 23 della Costituzione. La decisione obbliga l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute ai pensionati o ai loro eredi, ribadendo che la stabilità di bilancio non può giustificare violazioni della riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da un ente previdenziale privatizzato sui trattamenti pensionistici già in essere. La decisione sottolinea che tali enti non possono imporre prelievi patrimoniali senza una specifica autorizzazione legislativa, violando il principio del pro rata e la riserva di legge prevista dalla Costituzione. Inoltre, la Corte ha stabilito che l'azione per il recupero delle somme indebitamente trattenute è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, poiché il credito non riguarda una semplice riliquidazione dei ratei, ma la restituzione di un prelievo patrimoniale illegittimo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** applicato da un ente previdenziale privatizzato sui trattamenti pensionistici già in essere. La decisione ribadisce che tali enti non possono imporre prelievi forzosi per esigenze di bilancio, poiché ciò violerebbe il principio del pro rata e la riserva di legge prevista dall'articolo 23 della Costituzione. La Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute al professionista in pensione, confermando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.
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