LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2024

Pagina 12 di 40

Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Assegno alimentare dirigente: CCNL prevale sul contratto
Un dirigente pubblico, sospeso dal servizio per un procedimento penale, ha contestato il calcolo del suo assegno alimentare, sostenendo che dovesse basarsi sulla sua più alta retribuzione individuale e non su quella tabellare prevista dal CCNL. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per l'assegno alimentare del dirigente i parametri corretti sono quelli stabiliti dalla contrattazione collettiva. La Corte ha inoltre ribadito l'inammissibilità del ricorso quando non vengono contestate tutte le autonome motivazioni della sentenza impugnata.
Continua »
Estinzione sanzione amministrativa per morte del reo
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso di opposizione a un'ordinanza ingiunzione. La decisione si fonda sul decesso dell'opponente, confermando il principio dell'estinzione della sanzione amministrativa con la morte del trasgressore. La Corte ha chiarito che l'obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria è personale e non si trasmette agli eredi, portando alla fine del processo senza una decisione sul merito o sulle spese.
Continua »
Onere della prova mutuo: la causale del bonifico basta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19622/2024, chiarisce l'onere della prova nel mutuo tra privati. Un uomo, dopo aver ricevuto oltre 234.000 euro dalla sua ex compagna per l'acquisto di una casa, sosteneva si trattasse di un regalo. La Corte ha stabilito che, sebbene la sola consegna di denaro non basti, la causale 'prestito' sui bonifici, unita a prove atipiche come email e registrazioni, è sufficiente a dimostrare l'obbligo di restituzione, confermando la condanna.
Continua »
Accertamento ICI: la Cassazione sui terreni edificabili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro un accertamento ICI su un terreno edificabile. La sentenza conferma che l'onere di provare una minore volumetria o un valore venale inferiore spetta al contribuente. L'incertezza su un pagamento in ravvedimento operoso, causata da omissioni del contribuente, ricade su quest'ultimo. La Corte ha ribadito che la valutazione del Comune, se basata su atti comparativi e adeguatamente motivata, è legittima e che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per un riesame dei fatti.
Continua »
Termine impugnazione sentenza: quando decorre?
Un notaio ha impugnato un avviso di liquidazione fiscale relativo a un trust. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non aver ricevuto comunicazione della decisione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il termine impugnazione sentenza decorre dalla data di pubblicazione (deposito in cancelleria) e non dalla successiva comunicazione alle parti, rendendo l'appello tardivo.
Continua »
Esenzione imposta di registro: no per affitti a mercato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19537/2024, ha negato l'esenzione dall'imposta di registro a una ONLUS per contratti di locazione di immobili commerciali a canoni di mercato. La Corte ha chiarito che, per beneficiare dell'agevolazione, l'atto deve essere direttamente connesso all'attività istituzionale e non meramente strumentale alla raccolta di fondi. La destinazione finale degli utili a scopi solidaristici non è sufficiente a qualificare l'atto come meritevole di esenzione.
Continua »
Ricorso Cassazione inammissibile: oneri formali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di un vizio formale. Il caso nasce da un contratto di finanziamento per un'auto, collegato a una polizza assicurativa. Dopo un incidente, l'assicurazione nega la copertura e gli acquirenti citano la finanziaria. Il Tribunale rigetta la domanda e l'appello viene dichiarato inammissibile. Il successivo ricorso in Cassazione viene anch'esso dichiarato inammissibile perché i ricorrenti non hanno riportato i motivi del precedente appello, un requisito procedurale fondamentale in questi casi.
Continua »
Valore venale terreno edificabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19495/2024, ha rigettato il ricorso di due contribuenti contro avvisi di accertamento ICI. La Corte ha confermato la legittimità della valutazione del valore venale terreno edificabile effettuata dal Comune, basata sulla 'realtà economica fattuale', e ha ribadito l'ampia discrezionalità del giudice di merito nell'apprezzamento delle prove, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici gravi. La decisione sottolinea che la motivazione della sentenza impugnata, seppur sintetica, era sufficiente e non meramente apparente.
Continua »
Rinuncia al ricorso: spese e doppio contributo
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole relativa a un pagamento per una fornitura di merce, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali, dato che la controparte non aveva accettato la rinuncia. È stato inoltre chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso, non è dovuto il versamento del cosiddetto "doppio contributo unificato".
Continua »
Giudicato esterno: l’inammissibilità del ricorso
Un Ente Locale ha impugnato una decisione che confermava un decreto ingiuntivo basato su un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nel fatto che la decisione della corte d'appello si fondava su più motivazioni autonome, tra cui l'esistenza di un giudicato esterno sul credito. Poiché il ricorrente non è riuscito a contestare efficacemente questa motivazione centrale, gli altri motivi di ricorso sono diventati irrilevanti, determinando l'inammissibilità dell'intera impugnazione.
Continua »
Aggiornamento catastale: efficacia retroattiva e termini
Una società alberghiera e un comune si sono scontrati su accertamenti IMU. Il nodo centrale era la corretta rendita catastale da usare dopo che una sentenza ne aveva ordinato la rideterminazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'aggiornamento catastale ha efficacia retroattiva e che i termini per l'amministrazione per eseguirlo non sono perentori. La Corte ha quindi respinto il ricorso della società per un'annualità e accolto quello del comune per un'altra, evidenziando un errore del giudice precedente nel non aver esaminato prove decisive.
Continua »
Contributo unificato: non è dovuto se rinunci al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19463/2024, ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, che avevano raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che, in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché tale misura, di natura sanzionatoria, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso e non può essere estesa per analogia.
Continua »
Esterovestizione: quando la sede estera non basta
Una società controllata con sede legale e stabilimento produttivo in Romania è stata ritenuta fiscalmente residente in Italia a causa di esterovestizione, poiché la sua gestione effettiva avveniva presso la controllante italiana. L'Agenzia delle Entrate ha quindi emesso un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società, in quanto le contestazioni sollevate riguardavano il merito dei fatti, non sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: l’onere di deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso in Cassazione di un lavoratore contro un'azienda di trasporti. La causa è l'omesso deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata, un onere che sorge dalla dichiarazione della parte stessa nel ricorso. La Corte ribadisce che tale omissione non è sanabile, in applicazione del principio di autoresponsabilità processuale.
Continua »
Prescrizione azione disciplinare: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso di un avvocato, chiarendo i termini della prescrizione azione disciplinare per illeciti permanenti. La Corte ha stabilito che il termine decorre dalla cessazione della condotta illecita e che il periodo massimo, comprese le interruzioni, è di sette anni e mezzo, confermando la sanzione inflitta.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: non basta dirsi prestanome
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale basato sulla presunzione di distribuzione utili a una socia di una S.r.l. a ristretta base. La contribuente sosteneva di essere una mera prestanome del padre, ma la Corte ha ritenuto le sue prove insufficienti a superare la presunzione legale, confermando la decisione dei giudici di merito.
Continua »
Progressione economica: come interpretare il bando
Un dipendente pubblico ha contestato la sua posizione in una graduatoria per la progressione economica, sostenendo che le sue qualifiche non fossero state adeguatamente valutate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore dimostrare la coerenza delle proprie mansioni con il profilo richiesto e che la Corte stessa non può procedere a una nuova interpretazione del bando, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Pregiudizialità logica: no alla modifica di competenza
Una cittadina chiede la restituzione di un acconto versato a un'impresa edile per lavori mai iniziati. L'impresa eccepisce l'incompetenza del Tribunale, indicando il Giudice di Pace. La Cassazione, intervenendo sul regolamento di competenza, chiarisce che la questione sull'esistenza del contratto costituisce una pregiudizialità logica, inidonea a modificare la competenza per valore, che resta determinata dall'importo richiesto. Viene quindi confermata la competenza del Giudice di Pace.
Continua »
Opposizione atti esecutivi tardiva: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società fallita contro la vendita di un suo immobile. L'opposizione agli atti esecutivi è stata ritenuta tardiva perché la società, pur essendo a conoscenza della procedura da anni, non ha provato di aver appreso dell'ordinanza di vendita solo in un momento successivo, mancando così di assolvere al proprio onere della prova.
Continua »
Onere della prova: Cassazione e rivendicazione
Una società energetica ha dimostrato con successo la proprietà di un terreno occupato da un vicino. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del vicino, chiarendo i rigorosi requisiti per l'onere della prova nelle azioni di rivendicazione immobiliare e le regole procedurali per contestare le prove. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui il difetto di autosufficienza e la tardiva contestazione di vizi processuali.
Continua »