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Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Azione revocatoria: la cessione del bene tra coniugi
Un creditore ha ottenuto con successo un'azione revocatoria contro un trasferimento immobiliare effettuato da un debitore a sua moglie durante la loro separazione. La Corte di Cassazione ha confermato che il credito, derivante da un contratto del 2005, era anteriore al trasferimento. L'atto è stato considerato gratuito in assenza di prova contraria e pregiudizievole per il creditore, poiché i restanti beni del debitore erano gravati da ipoteca.
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Associazione in partecipazione: onere della prova
In un caso di associazione in partecipazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova delle perdite spetta all'associante. A seguito della cessazione del contratto, l'associato ha richiesto la restituzione del proprio apporto. L'associante si è opposto, adducendo perdite non provate. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, in assenza di prova contraria fornita dall'associante, l'apporto deve essere restituito.
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Azione revocatoria: quando inizia la prescrizione?
Una società finanziaria contesta un'azione revocatoria su una compravendita immobiliare, sostenendo la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione quinquennale per l'azione revocatoria decorre dalla data di trascrizione dell'atto nei registri immobiliari, e non dalla data della sua stipula, poiché è solo con la trascrizione che l'atto diventa conoscibile e opponibile ai terzi creditori.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30308/2024, chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese in favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più rapida procedura di correzione. Nel caso specifico, un'ordinanza precedente aveva omesso di disporre la distrazione, e la Corte ha accolto l'istanza di correzione, ordinando l'integrazione del dispositivo a favore del legale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente previdenziale per l'applicazione di un prelievo sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ribadito che un contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale che solo una legge statale può introdurre, non i regolamenti interni di una Cassa di previdenza privatizzata. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Licenza scommesse: Cassazione e autorizzazioni TULPS
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a un'operatrice per l'installazione di apparecchi da gioco senza la specifica licenza scommesse prevista dall'art. 88 TULPS. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'operatore che invoca il diritto dell'Unione Europea per giustificare la mancanza del titolo deve fornire la prova rigorosa di essere stato discriminato nell'accesso alle concessioni. È stata inoltre esclusa la buona fede, poiché l'operatrice era consapevole della necessità dell'autorizzazione.
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Estinzione anticipata mutuo: quando non è revocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare volto a revocare l'estinzione anticipata di un mutuo fondiario. La Suprema Corte chiarisce che il pagamento, effettuato in virtù di una facoltà contrattuale, trasforma il debito in scaduto, rendendolo non assoggettabile all'azione revocatoria ai sensi dell'art. 2901 c.c., a prescindere dal potenziale pregiudizio per gli altri creditori.
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Stralcio debiti fiscali: estinzione del giudizio
Un contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento per un debito erariale inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio di Cassazione, è intervenuta una normativa che ha previsto lo stralcio debiti fiscali di modesto importo. Poiché il debito in questione rientrava nei parametri della nuova legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Deducibilità spese rappresentanza: prova dell’inerenza
Una società di elettronica si è vista negare la deduzione di costi per omaggi ai clienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la deducibilità delle spese di rappresentanza è fondamentale che il contribuente fornisca la prova dell'inerenza del costo all'attività d'impresa. La sola congruità della spesa rispetto al fatturato non è considerata una prova sufficiente.
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Notifica nulla: quando la conoscenza sana il vizio
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra notifica nulla e inesistente. In un caso di notifica nulla di cartelle di pagamento, la Corte ha stabilito che la successiva richiesta di rateizzazione da parte del contribuente dimostra la sua piena conoscenza dell'atto, sanando il vizio originario. Di conseguenza, non avendo impugnato le cartelle entro i termini decorrenti da tale conoscenza, la pretesa fiscale è divenuta definitiva e non più contestabile.
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Notifica cartella esattoriale: la prova in appello
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. L'agente della riscossione, assente in primo grado, ha prodotto le prove della notifica solo in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la validità di tale produzione documentale, specificando che nel processo tributario è ammessa. Ha inoltre chiarito che per la notifica cartella esattoriale diretta tramite raccomandata, l'avviso di ricevimento è prova sufficiente, anche se l'atto è consegnato a un terzo (es. portiere), senza necessità di un'ulteriore comunicazione.
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Esenzione IMU immobili merce: non è retroattiva
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2012 relativo a immobili invenduti, chiedendo l'applicazione retroattiva dell'esenzione per gli "immobili merce" introdotta dal 2014. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'esenzione IMU immobili merce non può essere applicata retroattivamente. La Corte ha sottolineato che le agevolazioni fiscali sono di stretta interpretazione e che il legislatore ha piena discrezionalità nel fissare la loro data di decorrenza, senza che ciò violi i principi costituzionali.
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Onere della prova: chi deve dimostrare il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21523/2024, ha rigettato il ricorso di un agente contro una banca, chiarendo l'onere della prova nella restituzione degli anticipi provvigionali. La Corte ha stabilito che spetta alla società preponente dimostrare i fatti che giustificano la restituzione. Inoltre, ha confermato che l'indennità per mancato preavviso si prescrive in dieci anni, avendo natura risarcitoria.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società in fallimento ha tentato un'impugnazione estratto di ruolo per contestare una cartella di pagamento, sostenendo di non averla mai ricevuta e che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la nuova normativa che limita fortemente la possibilità di contestare l'estratto di ruolo. La Corte ha stabilito che tale documento non è un atto autonomamente impugnabile, se non in casi eccezionali e documentati di pregiudizio per il contribuente, confermando la legittimità di tale restrizione.
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Compenso avvocati pubblici: il CCNL prevale sempre
La Corte di Cassazione, con la sentenza 21520/2024, ha negato il diritto al compenso professionale a tre avvocati dipendenti di un'azienda ospedaliera per le cause con spese compensate. La Corte ha stabilito la prevalenza del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) sugli accordi individuali. Poiché il CCNL di settore prevedeva il pagamento degli onorari solo in caso di recupero delle spese dalla controparte, le clausole dei contratti individuali che estendevano tale diritto anche ai casi di compensazione sono state dichiarate nulle. Questa decisione riafferma il principio di inderogabilità della contrattazione collettiva nel pubblico impiego per quanto riguarda il compenso avvocati pubblici.
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Responsabilità della banca per illeciti del dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito a risarcire un cliente per oltre un milione di euro, a causa di operazioni fraudolente compiute da un proprio dipendente. L'ordinanza ribadisce la piena responsabilità della banca quando l'illecito del dipendente è reso possibile dalle mansioni a lui affidate (nesso di occasionalità necessaria). La Corte ha inoltre chiarito che la pendenza di un giudizio su una querela di falso non obbliga alla sospensione del processo principale, essendo una facoltà del giudice.
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IVA agevolata auto: obblighi e risoluzione contratto
Un acquirente cita in giudizio un concessionario per la risoluzione del contratto, lamentando la mancata rottamazione del suo vecchio veicolo, necessaria per l'applicazione dell'IVA agevolata acquisto auto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di rottamazione non ricade automaticamente sul venditore, a meno che non sia specificamente pattuito. Inoltre, ha chiarito che un tale inadempimento non sarebbe comunque abbastanza grave da giustificare la risoluzione del contratto, potendo al massimo dar luogo a un risarcimento del danno.
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Dichiarazione fiscale: solo frontespizio vale?
Un contribuente ha trasmesso telematicamente la dichiarazione fiscale compilando solo il frontespizio. L'Agenzia delle Entrate, considerandola omessa, ha emesso un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che una dichiarazione fiscale accettata dal sistema telematico, anche se contenente solo i dati identificativi, non è omessa ma semplicemente incompleta. Di conseguenza, l'azione di accertamento dell'Amministrazione finanziaria era prescritta, essendo soggetta ai termini più brevi previsti per le dichiarazioni presentate.
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Giudizio di rinvio: i poteri del giudice civile
Due dirigenti di una società, diffamati da un direttore televisivo, si vedevano liquidare il danno dalla Corte d'Appello civile. In Cassazione, lamentavano che la Corte fosse andata oltre la loro richiesta di condanna generica. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che nel giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p. il giudice civile ha piena cognizione per decidere sia sull'esistenza che sull'ammontare del danno, realizzandosi una piena 'translatio iudicii'.
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Rendita catastale centrali: inclusi i pozzi
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale di una centrale geotermica, devono essere inclusi anche i pozzi, i vapordotti e gli altri impianti funzionali alla produzione di energia. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia fiscale, affermando che tali elementi sono componenti strutturali e impiantistiche essenziali della centrale, e non pertinenze di una miniera, cassando la precedente decisione di merito.
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