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Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2019

Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Avviso di accertamento ICI: termini e motivazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per un'area fabbricabile, lamentando la decadenza del potere di accertamento e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena applicabilità del termine di decadenza quinquennale per l'annualità 2006 e la legittimità della motivazione tramite riferimento a delibere comunali pubbliche, senza necessità di allegazione. Ha inoltre escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi non armonizzati come l'ICI.
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Obbligo iscrizione produttori assicurativi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33125/2019, ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti non si applica ai produttori assicurativi che operano direttamente per una compagnia di assicurazioni. Tale obbligo, previsto da una norma specifica, riguarda esclusivamente i produttori collegati ad agenzie e sub-agenzie. La Corte ha chiarito che l'inquadramento previdenziale dei produttori diretti dipende dalle concrete modalità di svolgimento dell'attività: iscrizione alla Gestione commercianti ordinaria se in forma di impresa, o alla Gestione Separata se si tratta di collaborazione personale e coordinata.
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Produttori assicurativi: obblighi contributivi chiariti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33126/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi che operano direttamente per una compagnia di assicurazioni non sono obbligati all'iscrizione presso la Gestione Commercianti. La Corte ha chiarito che tale obbligo, previsto da una specifica norma, si applica esclusivamente ai produttori collegati ad agenzie o sub-agenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalle concrete modalità di svolgimento dell'attività: Gestione Commercianti se in forma di impresa, Gestione Separata se come collaborazione coordinata e continuativa.
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Produttori assicurativi: l’obbligo di iscrizione INPS
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33128/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi con un rapporto diretto con la compagnia non sono automaticamente obbligati all'iscrizione nella Gestione Commercianti. L'obbligo riguarda solo coloro che operano tramite agenzie o sub-agenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalla natura, imprenditoriale o di collaborazione personale, della loro attività, che determina l'iscrizione alla Gestione Commercianti ordinaria o alla Gestione Separata.
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Produttori assicurativi: obbligo Gestione Commercianti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19491/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi con un rapporto diretto con la compagnia assicurativa non sono automaticamente obbligati all'iscrizione presso la Gestione Commercianti dell'ente previdenziale. L'obbligo previsto dalla legge riguarda specificamente i produttori che operano tramite agenzie o sub-agenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalle concrete modalità di svolgimento dell'attività: iscrizione alla Gestione Commercianti se l'attività è imprenditoriale, iscrizione alla Gestione Separata se è svolta con apporto personale, coordinato e continuativo.
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Onere della prova nel mobbing: la guida completa
Un lavoratore ha citato in giudizio la sua ex azienda per mobbing, richiedendo un cospicuo risarcimento. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che l'onere della prova nel mobbing spetta interamente al dipendente. Quest'ultimo deve dimostrare non solo i comportamenti vessatori, ma anche l'intento persecutorio del datore di lavoro. Il ricorso è stato giudicato un tentativo di riesaminare i fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Indennità di occupazione: Cassazione e c.t.u.
Gli eredi di un proprietario ricorrono in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che, basandosi su una c.t.u., aveva qualificato un terreno espropriato come agricolo e non come pertinenza di una villa, liquidando una bassa indennità di occupazione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo le critiche alla c.t.u. generiche e una richiesta di riesame del merito, non consentita in sede di legittimità. Il ricorso è stato giudicato anche carente di autosufficienza.
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Ricorso inammissibile: i requisiti dell’appello
Una società sanitaria ha presentato ricorso contro una sentenza che la condannava a pagare arretrati a due dipendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su vizi formali: il ricorso non specificava chiaramente le norme violate né le regole interpretative disattese e, violando il principio di autosufficienza, non includeva documenti essenziali per la valutazione del caso.
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Inquadramento passaggio privato: la prova delle mansioni
Un ex dipendente di un ente statale ha citato in giudizio una società di telecomunicazioni per un presunto errato inquadramento contrattuale a seguito della privatizzazione del settore. Il lavoratore chiedeva il riconoscimento di un livello superiore, lamentando un demansionamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale del rigetto è stata la mancata prova, da parte del dipendente, delle mansioni concrete svolte sia prima che dopo il trasferimento. La Corte ha sottolineato che, per ottenere un diverso inquadramento nel passaggio al privato, è fondamentale dimostrare in modo specifico le attività lavorative effettivamente eseguite.
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Produttori assicurativi diretti: no Gestione Commercianti
La Cassazione ha stabilito che i produttori assicurativi diretti, che lavorano per una compagnia senza intermediari, non devono iscriversi alla Gestione Commercianti. L'obbligo vale solo per chi opera tramite agenzie. Per i diretti, la contribuzione dipende dalla natura (imprenditoriale o collaborazione) dell'attività.
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Produttori assicurativi diretti: obbligo INPS chiarito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34271/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi diretti, ovvero coloro che hanno un rapporto diretto con la compagnia di assicurazioni, non sono automaticamente obbligati all'iscrizione presso la Gestione Commercianti. La Corte ha chiarito che tale obbligo, previsto dall'art. 44 del d.l. 269/2003, si applica solo ai produttori collegati ad agenzie o sub-agenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalle concrete modalità di svolgimento dell'attività: iscrizione alla Gestione Commercianti se svolta in forma d'impresa, o alla Gestione Separata se esercitata come attività di lavoro autonomo coordinato e continuativo.
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Obbligo contributivo produttori: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34270/2019, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo un principio fondamentale sull'obbligo contributivo dei produttori assicurativi. La Corte ha chiarito che i produttori che lavorano direttamente per una compagnia di assicurazioni non sono automaticamente tenuti a iscriversi alla Gestione Commercianti. La loro posizione previdenziale dipende dalle concrete modalità di svolgimento dell'attività: iscrizione alla Gestione Commercianti se operano come impresa, oppure alla Gestione Separata se la loro attività è di natura personale, coordinata e continuativa, ma non imprenditoriale.
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Produttori assicurativi diretti: no Gestione Commercianti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14075/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi diretti, ovvero coloro che operano per conto di una compagnia senza l'intermediazione di un'agenzia, non sono automaticamente obbligati a iscriversi alla Gestione Commercianti. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, chiarendo che tale obbligo vige solo per i produttori legati ad agenzie o subagenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalla natura dell'attività: Gestione Commercianti se svolta in forma d'impresa, altrimenti Gestione Separata se di natura autonoma coordinata o occasionale sopra soglia.
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Produttori assicurativi diretti e Gestione Commercianti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14074/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi diretti, ovvero coloro che operano direttamente per una compagnia di assicurazioni senza l'intermediazione di un'agenzia, non sono obbligati a iscriversi alla Gestione Commercianti dell'INPS. L'obbligo, previsto da una specifica norma, si applica solo ai produttori collegati ad agenti o subagenti. La Corte ha chiarito che i produttori diretti devono iscriversi alla Gestione Separata se la loro attività è una collaborazione coordinata e continuativa, o alla Gestione Commercianti solo se l'attività assume la forma di un'impresa vera e propria.
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Dazio antidumping: responsabilità dell’importatore
La sentenza Cass. Civ., Sez. 5, n. 34581 del 30/12/2019 analizza la responsabilità dell'importatore nel pagamento del dazio antidumping. Una società aveva importato merce dalla Cina, dichiarata con un certo codice doganale. L'Agenzia delle Dogane, dopo un'analisi, ha riclassificato la merce, applicando un pesante dazio antidumping supplementare. La Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la valutazione sulla natura della merce è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità e che l'importatore è il debitore principale dell'obbligazione doganale, in solido con il suo rappresentante indiretto, senza che la buona fede possa esimerlo dal pagamento.
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Responsabilità rappresentante indiretto: la Cassazione
Con la sentenza n. 34580 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha ribadito la piena responsabilità del rappresentante indiretto per maggiori dazi e sanzioni doganali. Il caso riguardava un'errata classificazione di merce importata, soggetta a dazio antidumping. La Corte ha stabilito che la presentazione della dichiarazione doganale fonda la responsabilità solidale del rappresentante, a prescindere dalla sua effettiva conoscenza dell'irregolarità, sottolineando un preciso dovere di diligenza e controllo.
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Rimborso IVA: decisivo il giudicato interno
Con la sentenza n. 34578 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha rigettato il ricorso di una società di riscossione per il rimborso dell'IVA. La richiesta, basata su una precedente condanna a rimborsare l'imposta a terzi, è stata respinta a causa del formarsi di un giudicato interno. La Corte ha stabilito che la mancata impugnazione specifica, nel merito, della questione relativa all'esistenza di un 'provvedimento coattivo' ha reso la decisione del giudice precedente definitiva e non più riesaminabile.
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Rinnovo contratto: quando la proroga è legittima?
La Cass. Civ., Sez. L, n. 34733 del 30/12/2019 analizza il caso di un rinnovo contratto di collaborazione legato a una convenzione esterna. La Corte stabilisce che se la proroga è prevista come condizione in una clausola scritta, non si tratta di un 'rinnovo contratto' tacito e illegittimo, anche in ambiti collegati al settore pubblico, bensì di un'integrazione del contratto originale.
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