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Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Sisma Abruzzo agevolazioni fiscali: si anche senza dich.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12111/2024, ha stabilito che le agevolazioni fiscali per il sisma Abruzzo, consistenti nella riduzione dell'imposta al 40%, si applicano anche ai contribuenti che hanno omesso la dichiarazione dei redditi. Il beneficio è legato al periodo d'imposta e non alla data dell'accertamento fiscale, garantendo così parità di trattamento.
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Decadenza prova testimoniale: quando si perde il diritto
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo e, in appello, lamentava che la controparte avrebbe dovuto perdere il diritto di sentire un suo testimone. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la decadenza prova testimoniale non è automatica. Deve essere eccepita dalla parte interessata nella stessa udienza in cui si verifica la mancanza, altrimenti il vizio si considera sanato e la prova resta valida.
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Onere della prova: la contestazione specifica nel ricorso
Una associazione sportiva, accusata di essere un'entità commerciale, ricorre contro un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione chiarisce che l'onere della prova per l'Agenzia delle Entrate è limitato ai soli fatti specificamente contestati dal contribuente. Se la contestazione è generica, i fatti allegati dall'amministrazione finanziaria si considerano provati, anche in assenza della produzione del processo verbale di constatazione (PVC). Di conseguenza, il ricorso dell'associazione è stato respinto.
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Cessione del credito: chi può chiedere il fallimento?
Un imprenditore, dopo la risoluzione del suo concordato preventivo, è stato dichiarato fallito su richiesta della banca creditrice originaria. Ha impugnato la decisione sostenendo che la banca non fosse legittimata, avendo effettuato una cessione del credito a un'altra società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, finché la cessione del credito non viene formalmente comunicata agli organi della procedura concorsuale, il creditore originario (cedente) mantiene pienamente la legittimazione ad agire, inclusa la facoltà di chiedere il fallimento.
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Clausola penale: quando non si applica per impossibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso relativo a un contratto di cointeressenza immobiliare. La Corte ha stabilito che la clausola penale per il ritardo nell'inizio dei lavori non può essere applicata se la prestazione è divenuta oggettivamente impossibile per cause non imputabili al debitore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando le decisioni dei gradi precedenti e ribadendo che la penale presuppone un inadempimento colpevole.
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Transfer pricing: onere della prova e valore normale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12061/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di transfer pricing. L'Amministrazione finanziaria deve provare l'esistenza di transazioni infragruppo a un prezzo anomalo; spetta poi al contribuente dimostrare la congruità di tale prezzo al valore normale di mercato. La Corte ha rigettato sia il ricorso di una società del settore lusso, che contestava l'indeducibilità di provvigioni a controllate estere, sia quello dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la disciplina del transfer pricing mira a tutelare il principio di libera concorrenza e non è una norma antielusiva in senso stretto.
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Notifica a mezzo PEC: a chi spetta la prova?
Una società e la sua amministratrice hanno impugnato una sentenza tributaria, sostenendo che la notifica a mezzo PEC dell'appello fosse nulla per la mancanza dell'allegato principale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: una volta provata la consegna del messaggio PEC, l'onere di dimostrare che un allegato era assente grava sul destinatario, in applicazione del principio di vicinanza della prova.
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Verbale ispettivo: valore probatorio e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11977/2024, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento di differenze retributive per lavoro straordinario. La Corte ha chiarito che il verbale ispettivo ha un valore probatorio limitato e non è sufficiente da solo a dimostrare l'effettuazione dello straordinario, il cui onere della prova grava interamente sul lavoratore. La testimonianza generica e il verbale senza riscontri documentali sono stati ritenuti insufficienti.
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Terreno pertinenziale: quando si paga IMU e ICI?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13720/2024, ha respinto il ricorso di un contribuente che riteneva non tassabile una porzione di terreno frazionata e accorpata a un'altra particella. La Corte ha stabilito che un semplice frazionamento catastale non è sufficiente a creare un vincolo pertinenziale. È stato inoltre confermato il valore di un precedente giudicato che aveva già definito la natura edificabile del terreno, rendendo irrilevanti le successive modifiche catastali ai fini fiscali.
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Simulazione cessione quote: la prova della controdichiarazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito sulla simulazione cessione quote societarie tra un padre e i suoi figli. La prova decisiva è stata una scrittura privata (controdichiarazione) che attestava la natura fittizia dell'atto, rendendolo inefficace. L'appello di una delle figlie è stato dichiarato inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti e introduceva questioni nuove, non consentite in sede di legittimità.
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Termine impugnazione lavoro: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro la sentenza che riconosceva un risarcimento a un lavoratore per abuso di contratti a termine. La decisione si fonda sulla tardività dell'appello, in quanto il termine impugnazione lavoro di sei mesi non è soggetto a sospensione feriale, rendendo cruciale il rispetto perentorio delle scadenze procedurali.
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Oneri consortili: chi paga i debiti pregressi?
Un consorzio industriale ha richiesto al nuovo proprietario di un immobile il pagamento di oneri consortili maturati prima della vendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di una specifica previsione nello statuto del consorzio, i debiti pregressi restano a carico del venditore. La Corte ha chiarito che l'obbligo di pagare gli oneri consortili è un'obbligazione 'propter rem', che vincola il nuovo proprietario solo per le quote maturate dopo l'acquisto, e non può essere assimilata automaticamente alla disciplina del condominio.
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Tassa Rifiuti Parcheggi: la discrezionalità comunale
Una società cooperativa ha contestato l'applicazione della tassa rifiuti (TARI) a un'area adibita a parcheggio scoperto, tassata con la stessa tariffa di immobili come garage e magazzini. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13630/2024, ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che i Comuni godono di ampia discrezionalità nel classificare le aree ai fini della tassa rifiuti parcheggi, potendo legittimamente equiparare utenze diverse che presentano una simile potenzialità di produzione di rifiuti. La decisione del Comune rientra in una scelta tecnico-amministrativa non sindacabile dal giudice, se non per manifesta illogicità.
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Ricorso per cassazione inammissibile: oneri formali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società costruttrice contro una sentenza per vizi immobiliari. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società, dopo che il suo appello era stato dichiarato inammissibile, non ha riportato nel ricorso per cassazione né i motivi del gravame né la motivazione dell'ordinanza di inammissibilità. Questa omissione ha reso il ricorso per cassazione inammissibile, impedendo alla Corte di verificare quali questioni fossero ancora pendenti e quali coperte da giudicato interno.
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Preliminare cessione azienda: che fare se un socio recede?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto preliminare di cessione d'azienda resta valido anche se uno dei due soci della società venditrice recede prima della stipula del contratto definitivo. Il socio superstite ha pieni poteri per rappresentare la società e concludere l'affare, poiché la società non si scioglie immediatamente ma rimane pienamente operativa per un periodo di sei mesi. Di conseguenza, il ricorso del promissario acquirente, che si rifiutava di concludere l'acquisto, è stato respinto.
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Accordo aziendale peggiorativo: legittima la scelta?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un accordo aziendale peggiorativo che ristrutturava le voci retributive, sostituendo indennità fisse con altre legate alla presenza. La Corte ha ritenuto valida la scelta offerta al singolo lavoratore di mantenere il proprio assegno 'ad personam' o di optare per il nuovo trattamento, escludendo che il contratto collettivo possa unilateralmente eliminare un trattamento individuale più favorevole, ma potendo legittimamente proporre un'alternativa.
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Transazione condebitore solidale: limiti all’estensione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13581/2024, ha chiarito i limiti di efficacia di una transazione condebitore solidale. Il caso riguardava una doppia cessione d'azienda in cui il primo acquirente, debitore solidale, cercava di beneficiare di un accordo transattivo stipulato tra il creditore originario e il garante del secondo acquirente. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'accordo non si estende automaticamente se il suo oggetto è limitato a definire solo la posizione debitoria di una delle parti e non l'intero rapporto obbligatorio.
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Successione contratti a termine: risarcimento e abusi
La Cassazione conferma il risarcimento per una lavoratrice a seguito di una successione contratti a termine ritenuta abusiva. L'ente datore di lavoro è stato condannato nonostante i lunghi intervalli tra i contratti, affermando il principio del danno comunitario presunto senza necessità di prova specifica da parte del dipendente.
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Lavoro subordinato: quando il contratto è autonomo?
Una collaboratrice che ha lavorato per decenni come suggeritrice per una grande emittente televisiva ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la natura autonoma della collaborazione. La decisione sottolinea che, in assenza di prove concrete del potere direttivo e disciplinare del committente, la lunga durata e la necessità di coordinarsi per l'esecuzione della prestazione non sono sufficienti a qualificare il rapporto come subordinato.
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Incremento stipendiale causa servizio: quando matura?
Un dipendente pubblico si è visto negare l'incremento stipendiale per causa di servizio a seguito di una legge che ha abrogato il beneficio. La Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto matura al momento della presentazione della domanda di riconoscimento dell'infermità, non alla data della richiesta economica. Avendo il lavoratore presentato la domanda prima dell'abrogazione, il suo diritto è stato salvaguardato, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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