Improcedibilità dell’esecuzione, difensore del creditore procedente non munito di procura alle liti

REPUBBLICA ITALIANA
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Civile III, in persona del Giudice dott.ssa, all’udienza del 7.2.2020 ha pronunciato la seguente

SENTENZA EX ART 281 SEXIES C.P.C. n. 2831/2020 pubbl. il 07/02/2020

nella causa civile iscritta al numero 36277/2018 del ruolo generale

TRA

XXX

elettivamente domiciliato in presso lo studio dell’Avv.

ATTORE –

E

INPS

– CONVENUTO CONTUMACE –

OGGETTO: opposizione all’esecuzione.

CONCLUSIONI: per l’attore “…si confida per la inammissibilità dell’opposizione agli atti esecutivi e l’infondatezza nel merito dell’opposizione all’esecuzione e ciò anche in ragione del fatto che sino ad oggi l’Inps non ha pagato nulla a fonte di un titolo esecutivo emesso nell’anno 2010. Spese distratte”

Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione

L’INPS ha proposto opposizione avverso l’esecuzione forzata n. /17 RGE, come nei suoi confronti intrapresa da XXX con pignoramento presso terzi, per ottenere l’assegnazione di complessivi € 6.797,10 in forza della sentenza n. /2010 della Corte d’Appello di Roma. A sostegno dell’opposizione, l’opponente ha dedotto il difetto di procura e la mancata dimostrazione della qualità di erede del creditore procedente.

L’opposto si è costituito in fase cautelare, chiedendo il rigetto dell’istanza di sospensione dell’esecuzione.

Con ordinanza in data 8.5.2018, il G.E. ha rigettato l’istanza di sospensione dell’esecuzione, concedendo termine alle parti per l’introduzione del giudizio di merito e con separata ordinanza ha assegnato a totale soddisfo le somme vincolate presso i terzi pignorati.

All’introduzione del giudizio di merito ha provveduto parte creditrice con atto di citazione ritualmente notificato.

L’INPS è rimasto contumace.

Motivi della decisione

1)- Il primo motivo di opposizione fatto valere dall’INPS deve essere ricondotto all’alveo dell’ opposizione all’esecuzione.

In proposito la Suprema Corte ha avuto modo di precisare che “la richiesta volta al Giudice dell’esecuzione perché ne sia dichiarata l’improcedibilità per non essere il difensore del creditore procedente munito di valida procura alle liti non ha natura di opposizione esecutiva perché non è volta a far rilevare la nullità di un singolo atto del processo, né è necessaria per impedire che tale nullità resti sanata: tale istanza, inoltre, non è soggetta a termini di decadenza previsti per le opposizioni agli esecutivi potendo la perdurante mancanza di un difensore esser rilevata e dichiarata dal Giudice dell’esecuzione in qualsiasi momento del procedimento anche senza l’impulso di parte” (Cass. Civ. n. 8959/16).

Ne deriva che l’eccezione di tardività sollevata dall’attore con riferimento al predetto motivo, non è fondata.

Nondimeno, occorre verificare se, nel caso di specie, il difensore sia munito di valida procura.

In proposito, l’esame della procura notarile depositata in atti consente di superare la questione della sussistenza dello ius postulandi in capo al difensore, giacché all’, costituita procuratore speciale di XXX per la definizione della totalità delle controversie in materia previdenziale con l’INPS, è conferito anche il potere di rappresentanza nel giudizio incardinato avanti a qualsiasi organo giudiziario dello Stato sia civile che penale. 2)- L’ulteriore motivo addotto integra un’opposizione all’esecuzione.

L’INPS ha eccepito la mancata dimostrazione della qualità del creditore XXX di erede di ***.

Dalla delibera notarile di successione corredata di traduzione giurata ed apostille si evince che XXX è erede unico di *** deceduto il 14.4.2011.

Il motivo è, pertanto, infondato.

Le superiori considerazioni conducono all’accoglimento della domanda.

Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da XXX nei confronti di dell’INPS, ogni diversa domanda ed eccezione disattesa, così provvede:

– rigetta l’opposizione spiegata dall’INPS avverso la procedura n. /2017 RGE nei confronti di XXX;

condanna l’INPS alla rifusione delle spese di lite, in favore dell’attore XXX, che liquida in € 800,00, oltre spese generali, IVA e CPA come per legge, da distrarsi in favore dell’Avv. , dichiaratasi procuratore antistatario.

Così deciso, in Roma, 7.2.2020

Il Giudice

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