LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 624 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 28 di 40

Altri anni per Art. 624 Codice Penale

Furto di energia elettrica: lo stato di bisogno non cancella la pena
Un cittadino ha subito una condanna penale per il reato di furto di energia elettrica tramite allaccio abusivo. L'imputato ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo di aver agito in presenza della scriminante dello stato di necessità a causa di gravi condizioni personali. Il ricorrente lamentava una errata ricostruzione dei fatti storici da parte dei giudici dei gradi precedenti. La Corte Suprema ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che il giudizio di legittimità non può rivalutare le prove o le circostanze fattuali già esaminate nel merito. Di conseguenza, i giudici hanno confermato la condanna penale per il furto di energia elettrica e hanno condannato l'uomo alle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Desistenza volontaria e tentato furto: no al riesame della prova
L'Imputata è stata condannata nei gradi di merito per il reato di tentato furto aggravato. Tramite il proprio difensore, la donna ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità, sostenendo l'esistenza della desistenza volontaria e tentato furto non configurabile per l'interruzione spontanea dell'azione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che non possono effettuare una nuova valutazione delle prove o dei fatti, compito riservato esclusivamente ai giudici di merito. Essendo la decisione d'appello priva di vizi logici nel negare la desistenza, la Cassazione ha confermato la condanna, imponendo all'Imputata il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto pluriaggravato: la Cassazione respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un individuo per i reati di danneggiamento e furto pluriaggravato. L'imputato aveva impugnato la sentenza della Corte di Appello contestando la valutazione della propria responsabilità penale e lamentando la mancata qualificazione della condotta come semplice tentativo. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove già esaminate dai giudici di merito né riproporre censure già respinte con argomenti corretti. Di conseguenza, la condanna definitiva resta confermata e il ricorrente deve pagare le spese del procedimento insieme a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto Aggravato: L’Inammissibilità del Ricorso Penale in Cassazione
Un imputato è stato condannato per furto aggravato. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, basandosi sul riconoscimento dell'imputato tramite riprese di videosorveglianza da parte degli operatori che ne conoscevano le fattezze. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle prove e la motivazione della sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha stabilito che le contestazioni riguardavano solo questioni di fatto, già adeguatamente esaminate dalla Corte d'Appello, e non vizi di diritto. L'imputato deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto di energia elettrica: Cassazione conferma condanna e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore condannato per furto di energia elettrica, reato aggravato dalla violenza sulle cose. Il Lavoratore aveva contestato la sua responsabilità, invocato la particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.) e il mancato riconoscimento di un'attenuante per danno lieve (Art. 62 n. 4 c.p.). La Corte ha respinto i motivi, ritenendo le contestazioni sulla responsabilità mere doglianze di fatto, l'Art. 131-bis non applicabile per la gravità del reato (pena fino a sei anni) e il danno (509,85 euro) non irrisorio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del Lavoratore alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per furto aggravato: no al riesame dei fatti
La Corte d'appello confermava la responsabilità penale di un soggetto per il reato di furto con circostanze aggravanti. La persona condannata presentava ricorso per cassazione lamentando vizi formali e difetti di motivazione nella decisione di secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per furto aggravato. I giudici hanno chiarito che il ricorrente richiedeva una rivalutazione nel merito delle prove, attività vietata in sede di legittimità. I giudici di secondo grado avevano motivato la decisione in modo coerente e logico. Il condannato deve pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Condanna per furto aggravato: ricorso respinto e sanzione
La vicenda riguarda un imputato accusato del reato di furto. I giudici di merito hanno confermato la sua responsabilità penale, riducendo parzialmente la pena inflitta nel giudizio di secondo grado. L'uomo ha quindi proposto ricorso davanti alla Suprema Corte per contestare la decisione. La Corte di Cassazione ha esaminato l'atto e ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'imputato si era limitato a ripetere le stesse argomentazioni già presentate in appello, senza criticare in modo puntuale e logico i motivi espressi dalla sentenza impugnata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha reso definitiva la condanna per furto aggravato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto Aggravato: Cassazione conferma condanna, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per furto aggravato. I ricorrenti contestavano l'identificazione come autori del reato, ma la Corte ha ritenuto che le loro doglianze riguardassero solo fatti, non vizi di legge o logici. La Corte d'Appello aveva correttamente evidenziato che i due erano stati sorpresi sul mezzo usato per la fuga dal cantiere, abbandonando la refurtiva durante l'inseguimento. La condanna per furto aggravato è stata quindi confermata.
Continua »
Ricorso Inammissibile: Negate le Circostanze Attenuanti Generiche
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza che aveva rideterminato la sua pena per un tentato furto pluriaggravato. Il Lavoratore contestava la ricostruzione dei fatti e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero una mera ripetizione di quelli già esaminati e che la decisione sulle circostanze attenuanti generiche fosse stata correttamente motivata dal giudice precedente, in linea con la giurisprudenza. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 3000 euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Tentato furto aggravato: ricorso respinto e sanzione pecuniaria
Due imputati sono stati condannati per tentato furto aggravato dai giudici territoriali. La Corte territoriale ha ricalcolato la sanzione escludendo la circostanza aggravante della minorata difesa. I condannati hanno quindi proposto ricorso contestando la decisione e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno respinto integralmente le impugnazioni rilevando che i motivi si limitavano a ripetere le argomentazioni precedenti senza criticare la sentenza d'appello. La Corte ha inoltre ribadito che il diniego delle attenuanti richiede soltanto una motivazione logica basata sugli elementi decisivi del fatto. I ricorrenti hanno perso definitivamente il giudizio e devono pagare le spese legali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di furto aggravato: ricorso generico e sanzione
L'Imputato è stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto aggravato. La difesa ha presentato ricorso per Cassazione lamentando difetti nella motivazione della sentenza di condanna. I Supremi Giudici hanno rilevato la totale genericità delle critiche difensive, le quali non hanno spiegato in modo specifico gli errori di fatto o di diritto della decisione impugnata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese legali e di una sanzione di quattromila euro alla Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la condanna penale.
Continua »
Furto aggravato di acqua: da illecito a condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per un cittadino responsabile dell'allaccio abusivo alla rete idrica. La difesa sosteneva che il prelievo integrasse solo una sanzione amministrativa. I giudici hanno invece chiarito che prelevare indebitamente risorsa idrica già incanalata nelle tubature dell'ente gestore integra il reato di furto aggravato di acqua e non una mera infrazione pecuniaria. La distinzione poggia sullo stato della risorsa: l'illecito amministrativo riguarda esclusivamente le acque naturali libere e non ancora convogliate. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto aggravato di laptop: il danno non è minimo, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato di un computer portatile e della sua custodia. L'imputato chiedeva una riduzione della pena, sostenendo che il danno patrimoniale fosse minimo. Tuttavia, la Corte ha stabilito che il valore dell'apparecchiatura elettronica non era esiguo, escludendo così la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché le censure erano ripetitive e attenevano al merito della valutazione, non sindacabile in Cassazione. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
Continua »
Ricorso in Cassazione Inammissibile: Condanna per Furto Confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una persona condannata per tentato furto aggravato. L'imputata aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la sua condanna. Il primo motivo di ricorso, relativo alla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, è stato ritenuto una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti, che avevano evidenziato numerosi precedenti ostativi. Il secondo motivo, riguardante il trattamento sanzionatorio, è stato dichiarato inammissibile perché non era stato sollevato in appello. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per il Ricorso in Cassazione inammissibile.
Continua »
Ricorso penale inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per furto
Un individuo è stato condannato per furto aggravato (artt. 624, 625 n. 4 c.p.) dalla Corte d'Appello. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi principali erano la riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti e la richiesta di una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato furto pluriaggravato: no a ricorsi copia
La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda giudiziaria di un imputato condannato per il reato di tentato furto pluriaggravato. L'uomo aveva proposto ricorso contro la decisione della Corte di Appello, lamentando un presunto travisamento delle prove da parte dei giudici di merito e chiedendo la cancellazione dell'aggravante contestata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che le difese dell'imputato si limitavano a ripetere pedissequamente gli stessi argomenti già ampiamente respinti in appello, senza formulare una critica logica e specifica alla sentenza impugnata. La Cassazione non può riesaminare i fatti o rivalutare le prove raccolte nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna a carico del ricorrente è divenuta definitiva, con l'obbligo di pagare le spese processuali e di versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: la vaghezza dei motivi blocca la difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile. Un Lavoratore era stato condannato per furto e la sua richiesta di appello era già stata respinta per motivi generici. Il Lavoratore ha presentato un ricorso per cassazione contro questa decisione. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità, ritenendo che anche i motivi del nuovo ricorso fossero troppo vaghi e non affrontassero in modo critico le ragioni della precedente sentenza. Di conseguenza, il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Invasione e Furto: Inammissibilità Ricorso Penale Conferma Condanne
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di due imputati, già condannati per aver invaso un appartamento dei Vigili del Fuoco e per aver rubato energia elettrica tramite un allaccio abusivo. I ricorrenti avevano presentato un ricorso per cassazione, contestando la loro responsabilità e chiedendo un beneficio di legge. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo le argomentazioni già esaminate e respinte dai giudici precedenti. I motivi erano solo un tentativo di riesaminare i fatti, cosa non permessa in Cassazione. Gli imputati sono stati condannati a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto aggravato: bene pubblico non è abbandono, condanna confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due individui condannati per furto aggravato. Essi avevano sottratto materiale ferroso, sostenendo fosse abbandonato. La Corte d'Appello aveva già confermato la condanna, stabilendo che il materiale era di proprietà pubblica e non poteva considerarsi derelitto. I ricorsi presentati alla Cassazione sono stati dichiarati inammissibili. Questo perché i motivi addotti erano generici e riproponevano argomenti già valutati e respinti dai giudici precedenti. La sentenza ribadisce che la natura pubblica del bene esclude l'ipotesi di abbandono, confermando la condanna e le spese processuali a carico dei ricorrenti.
Continua »
Graduazione della pena: ricorso respinto e sanzione confermata
Un uomo ha subito una condanna per il reato di tentato furto aggravato. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando una sanzione eccessiva e una carenza di motivazione sulla quantificazione decisa dai giudici territoriali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che la graduazione della pena spetta esclusivamente alla discrezionalità del giudice di merito. La sentenza impugnata presentava una giustificazione logica e aderente ai criteri legali. Inoltre, quando il magistrato stabilisce una sanzione al di sotto della media edittale, non ha l'obbligo di fornire una motivazione analitica e dettagliata per ogni singolo punto. Il ricorrente ha subito anche la condanna al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »