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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Diploma magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Cassazione ha respinto il ricorso di una docente con diploma magistrale che chiedeva l'inserimento nelle GAE. La Corte ha confermato che il solo possesso del titolo, conseguito entro il 2001/2002, non è sufficiente per accedere alle graduatorie ad esaurimento, chiuse a nuovi inserimenti dalla legge 296/2006, allineandosi ai principi del Consiglio di Stato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. Il caso, originato da una controversia su un incarico professionale, si conclude con l'estinzione del giudizio. La Corte precisa che in tale scenario non si dispone sulle spese processuali e non si applica il raddoppio del contributo unificato, misura prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo: la Cassazione chiarisce
Una società di ristorazione aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, nel corso del giudizio in Cassazione, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalle controparti (due lavoratrici). Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali, in applicazione delle norme procedurali.
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Fondo di Garanzia TFR: quando interviene l’INPS?
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso sul Fondo di Garanzia TFR. La Corte d'Appello aveva negato l'intervento del fondo perché, a seguito di cessione d'azienda, il rapporto di lavoro era continuato. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia della ricorrente, lasciando irrisolta nel merito la questione principale ma confermando la decisione di secondo grado.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice ricorre in Cassazione per una questione legata a contributi previdenziali. Durante il processo, raggiunge un accordo con il datore di lavoro e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, chiarendo le implicazioni per le spese legali, anche nei confronti dell'ente previdenziale non parte dell'accordo, e l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un dipendente pubblico, dopo una sanzione disciplinare e l'assoluzione penale, impugna la decisione d'appello. Tuttavia, la sua rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dall'amministrazione, porta la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito e senza statuizioni sulle spese o sul contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e costi
Un lavoratore del settore sanitario ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia contro un'azienda ospedaliera per un'indennità di rischio. La Corte di Cassazione, con ordinanza 10099/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un atto unilaterale efficace senza accettazione, la quale rileva solo per evitare la condanna alle spese legali, come avvenuto nel caso di specie.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un gruppo di collaboratori linguistici universitari, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha raggiunto un accordo con l'ateneo. A seguito della conciliazione, le parti hanno presentato una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che non necessita di accettazione e, in caso di accordo tra le parti, non si procede alla liquidazione delle spese.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lavoratrice aveva impugnato in Cassazione la sentenza d'appello sfavorevole in una causa per il corretto inquadramento professionale. Prima della decisione, la lavoratrice ha rinunciato al ricorso e la società ha accettato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, formalizzando la fine del contenzioso con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione di errore materiale a causa della mancata notifica del ricorso alla controparte. Un soggetto aveva richiesto di emendare un'ordinanza in cui era stato omesso il nominativo di una delle parti. Tuttavia, non avendo perfezionato la notifica dell'istanza di correzione, la Corte ha rigettato la richiesta, sottolineando che il rispetto delle regole procedurali, come la notifica, è un presupposto indispensabile per l'esame nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società, dopo aver presentato ricorso per Cassazione contro un lavoratore, ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Data l'esistenza di un accordo tra le parti, ha inoltre disposto l'integrale compensazione delle spese legali, escludendo l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, non prevista per i casi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Una società, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di licenziamento di un dirigente, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della regolare rinuncia, dichiara l'estinzione del processo. Poiché la controparte non si è costituita nel giudizio di legittimità, non viene disposta alcuna condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un lavoratore, dopo aver impugnato un licenziamento fino in Cassazione, presenta una rinuncia al ricorso. La società datrice di lavoro accetta la rinuncia, avendo le parti raggiunto un accordo transattivo. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità, disponendo la compensazione delle spese legali come richiesto congiuntamente dalle parti.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
Una grande società di radiodiffusione ha rinunciato al proprio ricorso per cassazione contro un ex dipendente. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, in applicazione dell'art. 391 c.p.c.
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Estinzione giudizio per rinuncia: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di lavoro a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte dell'erede della ricorrente originaria, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che l'estinzione giudizio per rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione non è applicabile a questa fattispecie procedurale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia evita sanzioni
Una società editoriale aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato con una giornalista. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e hanno formalmente rinunciato al giudizio. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Impugnazione incidentale tardiva: quando è lecita?
Una società e i suoi soci, dopo la scadenza dei termini, hanno proposto un'impugnazione incidentale tardiva contro una sentenza che li condannava in solido con il cessionario della loro azienda per le pretese di un lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile l'impugnazione tardiva, riconoscendo l'interesse a conservare il diritto di regresso verso l'altro coobbligato. Tuttavia, ha respinto il ricorso nel merito, ritenendo insussistente il vizio di "motivazione apparente" della sentenza d'appello.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice, dopo aver perso in appello una causa contro l'Ente Previdenziale per il pagamento del TFR a seguito di un trasferimento d'azienda, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio. Le spese legali vengono compensate tra le parti a causa della particolare complessità delle questioni legali trattate, chiarite solo da successiva giurisprudenza.
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Rottamazione quater: estinzione processo e spese
Una società in lite con l'ente previdenziale per contributi non versati ha aderito alla rottamazione quater durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che, in base alla normativa specifica sulla definizione agevolata, le spese legali restano a carico di ciascuna parte che le ha anticipate, senza alcuna pronuncia nel merito della controversia.
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Estinzione del giudizio per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dell'ente ricorrente, accettata dalle controparti. La decisione chiarisce che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese legali né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, fornendo un'importante chiave di lettura sulla conclusione anticipata del processo.
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