LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione in Cassazione

Un lavoratore impegnato in attività socialmente utili ha presentato ricorso in Cassazione per contestare il calcolo del proprio assegno integrativo, escludente tredicesima e indennità specifiche. Prima della decisione, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, formalmente accettato dall’ente universitario controricorrente. La Suprema Corte ha dichiarato l’estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia accettata esclude sia la condanna alle spese, sia l’obbligo di versare l’ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una definizione non sanzionatoria del processo.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 30277 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 30277/2023)

Rinuncia al ricorso: come chiudere un giudizio in Cassazione

La rinuncia al ricorso rappresenta una facoltà processuale determinante per le parti che intendono porre fine a un contenzioso prima della pronuncia definitiva. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, la vicenda riguardava il calcolo delle spettanze economiche per i lavoratori socialmente utili (LSU) in ambito universitario.

Il caso e l’oggetto del contendere

La controversia traeva origine dalla richiesta di un lavoratore volta a ottenere differenze retributive sull’assegno integrativo. Il punto centrale riguardava l’inclusione della tredicesima mensilità e dell’indennità di ateneo nella base di calcolo. Dopo una sentenza d’appello sfavorevole, che aveva riformato la decisione di primo grado, il lavoratore si era rivolto alla Corte di Cassazione.

La scelta della rinuncia al ricorso

Poco prima dell’udienza, il ricorrente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso, strumento previsto dall’art. 390 c.p.c. Tale atto è stato prontamente accettato dall’ente universitario coinvolto. Questa convergenza di volontà ha trasformato il giudizio di legittimità in un procedimento di estinzione, evitando l’analisi del merito della questione retributiva.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha ritenuto la rinuncia pienamente rituale, in quanto redatta secondo le nuove forme prescritte dalla riforma Cartabia. Un aspetto fondamentale delle motivazioni riguarda il regime delle spese e dei costi fiscali. Poiché la rinuncia è stata accettata personalmente dalla controparte con contestuale accordo sulla compensazione, i giudici non hanno dovuto statuire sul regolamento delle spese legali.

Inoltre, la Corte ha chiarito un punto cruciale riguardante il D.P.R. n. 115 del 2002. Il raddoppio del contributo unificato, previsto in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, non si applica in caso di estinzione per rinuncia. Tale norma ha infatti natura sanzionatoria e, come tale, non può essere estesa a ipotesi diverse da quelle tassativamente previste dalla legge.

Le conclusioni

In conclusione, la rinuncia al ricorso si conferma una via d’uscita strategica per evitare gli effetti di una possibile soccombenza e il peso di sanzioni pecuniarie aggiuntive. La decisione sottolinea l’importanza della corretta forma dell’atto e dell’accettazione della controparte per garantire un’estinzione pulita del giudizio, lasciando alle parti la libertà di regolare autonomamente i propri rapporti economici e le spese di lite.

Cosa succede se si rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il giudizio si estingue formalmente senza che la Corte entri nel merito della causa, a condizione che la rinuncia sia redatta nelle forme di legge.

Chi paga le spese legali in caso di rinuncia accettata?
Se la controparte accetta la rinuncia e vi è un accordo tra le parti, le spese possono essere compensate, evitando una condanna giudiziale al pagamento.

La rinuncia comporta il pagamento del doppio contributo unificato?
No, la Corte ha stabilito che l’estinzione per rinuncia non attiva l’obbligo del versamento supplementare previsto invece per rigetto o inammissibilità.

Termini giuridici

Rinuncia
Atto formale con cui una parte manifesta la volontà di abbandonare il ricorso presentato, ponendo fine al giudizio.
Estinzione
Cessazione del processo prima della sua naturale conclusione con sentenza, dovuta a inattività o rinuncia delle parti.
Rituale
Atto compiuto nel pieno rispetto delle forme, delle modalità e dei termini stabiliti dal codice di procedura.
Compensazione
Accordo o decisione giudiziale per cui le spese del processo non vengono addebitate a una sola parte, ma restano a carico di chi le ha anticipate.
Legittimità
Fase del giudizio davanti alla Corte di Cassazione volta a verificare la corretta applicazione delle norme di diritto.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)