LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Pagina 16 di 37

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al Ricorso Tributario: Accordo col Fisco estingue la causa
Una società alberghiera impugna un avviso di accertamento per la TARI emesso da un Comune. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo transattivo. Di conseguenza, la società presenta una rinuncia al ricorso tributario. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio, stabilendo un principio importante: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato. Tale misura, infatti, è prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso, non quando la lite si conclude con un accordo e un ritiro volontario dell'impugnazione.
Continua »
Incentivo all’esodo: la tredicesima va inclusa? L’Azienda cede
Un dipendente pubblico ha chiesto di includere la tredicesima mensilità nella base di calcolo del suo incentivo all'esodo. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, riconoscendo la natura di stipendio (retributiva) dell'incentivo, in quanto commisurato agli anni mancanti alla pensione. L'Ente pubblico ha fatto ricorso in Cassazione ma, in un secondo momento, ha rinunciato all'azione legale. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore, che ha ottenuto il ricalcolo dell'incentivo.
Continua »
Incentivo all’esodo nella liquidazione: l’Ente rinuncia in Cassazione
Un dipendente pubblico ha richiesto che l'incentivo all'esodo ricevuto fosse incluso nel calcolo della sua liquidazione. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, riconoscendo la natura retributiva continuativa di tale somma. L'Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione per contestare questa decisione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, l'Ente ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la vittoria del dipendente ottenuta in appello è diventata definitiva, confermando il suo diritto a una liquidazione più alta.
Continua »
Incentivo all’esodo nella tredicesima: il caso finisce in accordo
Un dipendente pubblico ottiene il diritto di includere l'incentivo all'esodo nella base di calcolo della tredicesima. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la natura di stipendio continuativo a questo compenso, erogato per coprire gli anni mancanti alla pensione. L'Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la Corte Suprema a dichiarare l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il principio affermato in appello non è stato né confermato né smentito.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: la società fallita si arrende
Una società fallita aveva impugnato in Corte di Cassazione una decisione che riconosceva la natura privilegiata (fondiaria) di un ingente credito vantato da una società creditrice. A sorpresa, prima della decisione finale, la società fallita ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La società creditrice ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte Suprema non ha esaminato il caso nel merito, ma ha semplicemente dichiarato il processo estinto. Questo esito ha reso definitiva la decisione precedente, favorevole alla società creditrice, che ha così consolidato il suo diritto a essere pagata con priorità.
Continua »
Assegno personale: l’azienda ricorre in Cassazione e poi rinuncia
Un lavoratore ottiene il diritto a un assegno personale non riassorbibile per mantenere il suo stipendio dopo essere passato a un nuovo gestore idrico. L'Azienda si oppone ma perde nei primi due gradi di giudizio. Successivamente, l'Azienda presenta ricorso in Cassazione ma poi decide di rinunciare. Il Lavoratore accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione rende definitiva la sentenza precedente a favore del Lavoratore, che vince la causa. La Corte chiarisce anche che, in caso di estinzione, l'Azienda non è tenuta a pagare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione giudizio per rinuncia: cittadino ritira ricorso
Un cittadino aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che vedeva come controparte il Ministero dell'Interno. Successivamente, lo stesso cittadino ha deciso di ritirarsi, presentando un atto formale di rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto di questa volontà, non è entrata nel merito della questione. Ha invece applicato la legge processuale che prevede, in questi casi, l'estinzione del giudizio per rinuncia. Di conseguenza, il processo si è concluso definitivamente, rendendo finale la precedente sentenza della Corte d'Appello.
Continua »
Assegno Personale: Azienda si ritira, stipendio del lavoratore salvo
Un lavoratore, trasferito a un nuovo gestore idrico, ottiene dal tribunale un assegno personale non riassorbibile per compensare la riduzione del suo stipendio. L'Azienda si oppone ma perde sia in primo grado che in appello. Successivamente, l'Azienda presenta ricorso in Cassazione, ma poi decide di rinunciare. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione rende definitiva la sentenza precedente a favore del Lavoratore, che vede così confermato il suo diritto all'integrazione salariale. La Corte chiarisce inoltre che, in caso di estinzione, l'Azienda non è tenuta a pagare la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Azione Revocatoria: Banca rinuncia in Cassazione, estinzione del giudizio
Una grande Azienda in amministrazione straordinaria aveva vinto in appello una causa di revocatoria contro una Banca. La Banca aveva impugnato la decisione in Cassazione, ma poi ha rinunciato al ricorso. L'Azienda ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una decisione finale. Di conseguenza, la sentenza d'appello favorevole all'Azienda è diventata definitiva. La Corte ha anche chiarito che, in caso di rinuncia accettata, la parte che rinuncia non deve pagare le spese legali del giudizio di Cassazione né versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Licenziamento collettivo illegittimo: Azienda rinuncia, vince operaio
Una compagnia aerea ha impugnato in Cassazione la sentenza che dichiarava il licenziamento collettivo illegittimo di un suo dipendente, con condanna alla reintegrazione e al risarcimento. Tuttavia, durante il giudizio, l'azienda ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Questa mossa ha reso definitiva la sentenza precedente, sancendo la vittoria del lavoratore. Il licenziamento resta illegittimo e l'azienda deve reintegrare il dipendente e risarcirlo come stabilito in precedenza.
Continua »
Servitù di passaggio: Condannato a liberare la strada, rinuncia in Cassazione
Una controversia tra vicini per una servitù di passaggio si è conclusa in modo definitivo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto a un proprietario il diritto di passare, a piedi e con veicoli, sul terreno del vicino, ordinando a quest'ultimo di rimuovere ogni ostacolo. Il proprietario del fondo servente ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma in seguito ha rinunciato. Tale rinuncia ha causato l'estinzione del processo, rendendo la sentenza d'appello finale e inappellabile. Il diritto di passaggio è quindi pienamente confermato.
Continua »
Estinzione del processo per rinuncia: causa chiusa senza spese
Un'azienda in liquidazione, dopo aver visto respinta la sua richiesta di accordo con i creditori, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, però, decide di abbandonare la causa. L'azienda creditrice, sua controparte, accetta formalmente questa decisione. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Questa decisione chiude definitivamente la questione legale senza una sentenza sul merito e, dato l'accordo, senza condannare nessuna delle due parti al pagamento delle spese legali del giudizio di Cassazione.
Continua »
Rinuncia al Ricorso: Salvi dal Raddoppio Contributo Unificato
Un'azienda, dopo aver perso una causa di revocatoria fallimentare, presenta ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo e l'azienda rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio e stabilisce un principio importante: in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa 'sanzione' è prevista solo quando l'impugnazione viene respinta nel merito, non quando il processo si conclude anticipatamente per volontà delle parti. La rinuncia accettata, quindi, evita costi processuali aggiuntivi.
Continua »
Azienda rinuncia al ricorso: inammissibile per difetto di interesse
Un'azienda aveva impugnato la sentenza che la obbligava a calcolare il periodo di apprendistato dei dipendenti ai fini degli scatti di anzianità. Durante il processo in Cassazione, l'azienda ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. Sebbene la rinuncia non fosse formalmente perfetta, la Corte ha ritenuto che dimostrasse un 'sopravvenuto difetto di interesse' a proseguire la causa. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo definitiva la vittoria dei lavoratori. La Corte ha inoltre stabilito che ogni parte dovesse pagare le proprie spese legali per questa fase del giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il caso si chiude senza l’ok
Gli eredi di un proprietario terriero avevano impugnato in Cassazione la decisione sull'indennità per un'espropriazione. Tuttavia, hanno successivamente presentato una **rinuncia al ricorso per cassazione**. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, anche se solo uno degli enti pubblici coinvolti aveva formalmente accettato la rinuncia. La Cassazione ha chiarito che, a differenza di altri gradi di giudizio, la rinuncia in questa fase non richiede l'accettazione di tutte le controparti per essere efficace. Di conseguenza, la precedente sentenza della Corte d'Appello è diventata definitiva, chiudendo la controversia.
Continua »
Lite per la vista bloccata? Si chiude con l’estinzione del giudizio
Una lite tra vicini, nata per una servitù di veduta e panorama, arriva fino alla Corte di Cassazione. Anziché attendere la sentenza finale, le parti trovano un accordo: il ricorrente ritira il proprio ricorso e la controparte accetta. La Corte sancisce quindi l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questa decisione chiude definitivamente la causa senza un vincitore o un perdente. La conseguenza più importante è che il ricorrente evita di pagare sia le spese legali della controparte sia la sanzione del 'doppio contributo unificato', prevista per chi perde l'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso non accettata: si paga lo stesso? La Cassazione
Una parte, dopo aver presentato ricorso in Cassazione per una disputa su un immobile e un risarcimento danni, decide di ritirarlo. La controparte, però, non accetta questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi stabilito un principio fondamentale sulla **rinuncia al ricorso non accettata**: anche se il processo si estingue, chi rinuncia è comunque obbligato a pagare tutte le spese legali sostenute dalla controparte. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto, ma la parte rinunciante è stata condannata a pagare oltre 3.000 euro di spese legali.
Continua »
Estinzione Processo Tributario: Rinuncia al Ricorso Evita Sanzioni
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava per l'estrazione di materiali. La controversia è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'azienda ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Questo ha chiuso definitivamente la causa senza una sentenza sul merito. La Corte ha stabilito un principio importante: in caso di estinzione, chi rinuncia non è tenuto a pagare il raddoppio del contributo unificato, una sanzione prevista invece per chi perde l'impugnazione. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: Notaio si ritira ma paga le spese legali
Un notaio, sospeso per un anno a causa di irregolarità fiscali, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, decide di ritirare l'impugnazione motivandola con il suo pensionamento e la conseguente cessazione di interesse. La Corte Suprema, pur dichiarando estinto il giudizio, lo condanna a pagare le spese processuali alla controparte. La sentenza stabilisce un principio chiaro sulla rinuncia al ricorso e spese legali: il ritiro dell'atto, anche se giustificato da motivi personali come il pensionamento, non è una ragione sufficiente per evitare di rimborsare i costi legali sostenuti dalla parte avversaria, che non ha accettato la rinuncia senza condizioni.
Continua »
Benefici ex dipendenti: l’azienda può toglierli? La Cassazione
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda energetica per mantenere il diritto a una tariffa agevolata sulla fornitura di energia elettrica. L'Azienda aveva cancellato questo vantaggio, previsto da un vecchio accordo collettivo, tramite una nuova intesa sindacale. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia al ricorso da parte dei pensionati, dichiarando estinto il giudizio. Di conseguenza, la precedente sentenza sfavorevole ai pensionati è diventata definitiva. La vicenda conferma che i benefici ex dipendenti, se derivanti da accordi collettivi, possono essere legittimamente modificati o eliminati da accordi successivi, anche quando erano stati concessi a tempo indeterminato.
Continua »