A seguito di una lite notturna in un locale, l'aggressore ha sparato molteplici colpi d'arma da fuoco calibro 9x21 contro due uomini all'esterno dell'edificio, ledendo arterie vitali e colpendo il cellulare nel giubbotto di una delle vittime. La Corte di appello ha condannato l'imputato a sei anni di reclusione per il reato di tentato omicidio, basando la decisione sulle testimonianze delle persone offese, sulle riprese di videosorveglianza e sui dati di traffico telefonico. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando contraddizioni nei riconoscimenti, errori nella geolocalizzazione oraria e mancata valutazione di prove rinnovate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando in via definitiva la condanna e ribadendo la piena tenuta logica delle prove che dimostrano la volontarietà lesiva.
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