Le forze dell'ordine hanno rinvenuto una pistola con matricola abrasa, avvolta in uno straccio all'interno di un mobile, nell'abitazione di un cittadino sottoposto agli arresti domiciliari. L'interessato ha affermato di aver trovato l'arma venti anni prima dentro un camion usato, invocando l'intervenuta prescrizione del reato di ricettazione a decorrere da tale lontana acquisizione. I giudici hanno respinto questa ricostruzione, giudicandola priva di credibilità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato a due anni e quattro mesi di reclusione. La Suprema Corte ha stabilito che, se la versione fornita dall'imputato risulta totalmente inverosimile, il reato si considera consumato al momento del sequestro o in data immediatamente prossima, escludendo così ogni estinzione per decorso del tempo.
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