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D.Lgs. 81/2015

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Contratti stagionali: limiti all’abuso e oneri prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26196/2024, ha stabilito principi chiave sui contratti stagionali nel settore agricolo. Un ente pubblico non è un imprenditore agricolo e non può beneficiare delle deroghe previste per tale settore. La nozione di 'stagionalità' va interpretata in modo restrittivo e spetta al datore di lavoro provare che le mansioni del lavoratore erano esclusivamente legate a esigenze temporanee e non a necessità permanenti dell'azienda. La reiterazione di contratti per mansioni non strettamente stagionali è considerata abusiva.
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Proroga contratto a termine: quando è rinnovo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 26153/2024, ha stabilito che la modifica sostanziale delle condizioni di un contratto a termine, come il passaggio da part-time a full-time, non costituisce una semplice proroga contratto a termine, ma un rinnovo. In assenza delle causali richieste dalla legge per il rinnovo, il contratto si trasforma a tempo indeterminato. La Corte ha così confermato la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato illegittimo il termine e il successivo licenziamento del lavoratore.
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Indebita compensazione: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di presunta frode fiscale tramite indebita compensazione di crediti. La Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di un imputato, a causa di una motivazione insufficiente sulla condotta e sul superamento della soglia di punibilità del reato. Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri coimputati e della loro società, confermando per loro la validità del sequestro.
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Mobilità volontaria: no alla qualifica dirigenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la mobilità volontaria nel pubblico impiego non consente di ottenere un inquadramento in una qualifica superiore, come quella dirigenziale, se il dipendente non ha precedentemente superato un apposito concorso pubblico. Il caso riguardava un funzionario trasferitosi da un'amministrazione provinciale a un'agenzia regionale, che rivendicava la qualifica di dirigente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mobilità comporta una cessione del contratto e non una progressione di carriera, la quale è subordinata al principio costituzionale del concorso pubblico.
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Contratto a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un ente pubblico agricolo ha reiterato l'assunzione di un lavoratore con contratti a tempo determinato per mansioni di manutenzione. La Cassazione ha stabilito che un contratto a termine agricoltura può superare i limiti di durata solo per attività strettamente stagionali. La manutenzione di macchinari, essendo un'esigenza annuale, non rientra in questa categoria, rendendo illegittima la successione di contratti. L'onere di dimostrare la stagionalità spetta al datore di lavoro. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto a termine agricolo: no deroga senza stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25393/2024, ha stabilito principi fondamentali riguardo al contratto a termine agricolo. Un lavoratore aveva contestato la reiterazione di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico di sviluppo agricolo. La Corte ha chiarito che le deroghe alla normativa generale sui contratti a termine, previste per il settore agricolo, si applicano solo in presenza di attività genuinamente stagionali. Ha inoltre precisato che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo, e che l'onere di dimostrare la natura stagionale delle mansioni ricade interamente sul datore di lavoro.
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Ne bis in idem: quando non si applica nei reati fiscali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore, indagato per indebita compensazione, che invocava il principio del ne bis in idem. La Corte ha chiarito che tale principio non si applica se i procedimenti penali, sebbene per reati simili, riguardano fatti storici distinti, come diverse operazioni di compensazione a favore di imprese differenti. È stata inoltre confermata la misura interdittiva basata sulla gravità dei fatti e sul concreto pericolo di reiterazione del reato.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24983/2024, ha stabilito che un ente pubblico non può essere considerato un imprenditore agricolo e, pertanto, non può abusare dei contratti a termine agricoli. La Corte ha chiarito che la deroga per stagionalità si applica solo a lavori strettamente stagionali, escludendo mansioni continuative come la manutenzione. L'onere di provare la natura stagionale del rapporto spetta sempre al datore di lavoro. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Lavoro agricolo: limiti ai contratti a termine per enti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24980/2024, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe previste per i contratti a termine nel lavoro agricolo, che si applicano solo in caso di attività strettamente stagionali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'ente, sottolineando che l'onere di provare la natura stagionale delle mansioni ricade sul datore di lavoro.
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Utilizzabilità prove ispettive: la Cassazione decide
Un imprenditore contesta un'ordinanza per somministrazione illecita di manodopera, sostenendo l'inutilizzabilità delle sue dichiarazioni agli ispettori del lavoro. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena utilizzabilità delle prove ispettive nel processo civile, poiché le regole di inutilizzabilità del processo penale non si estendono a quello civile, governato dal principio del libero convincimento del giudice.
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Sotto-inquadramento: illecito permanente e prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il sotto-inquadramento di un lavoratore, anche a seguito di una privatizzazione, costituisce un illecito permanente e non un atto istantaneo. Di conseguenza, il diritto a richiedere il corretto inquadramento non si prescrive. Inoltre, la prescrizione per le differenze retributive decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a causa della mancanza di un regime di stabilità reale post-riforma del 2012. La Corte ha rigettato il ricorso di una grande azienda di telecomunicazioni, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano riconosciuto il diritto del dipendente a un livello superiore e al conseguente risarcimento economico.
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Licenziamento collettivo fondazioni: quando è valido
Un primo ballerino impugnava il suo licenziamento, parte di un licenziamento collettivo fondazioni a seguito della soppressione del corpo di ballo di un ente lirico-sinfonico. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, chiarendo che la scelta di sopprimere un intero settore, basata su ragioni tecnico-organizzative, è insindacabile nel merito e non viola le norme sui piani di risanamento. La sentenza ha inoltre validato la procedura seguita, inclusa la deroga al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
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Indebita compensazione: Cassazione su appalti fittizi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33873/2024, si è pronunciata su un complesso caso di indebita compensazione realizzato tramite appalti di manodopera fittizi. La Corte ha annullato con rinvio il sequestro preventivo per un'amministratrice con un incarico di breve durata, sottolineando che la responsabilità penale non può derivare automaticamente dalla carica ricoperta, ma richiede una prova concreta di partecipazione. Ha invece confermato le misure per gli altri ricorrenti, chiarendo i criteri di competenza territoriale e l'inapplicabilità del 'ne bis in idem' in caso di procedimenti pendenti.
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Qualificazione rapporto di lavoro: il caso navigator
La Corte d'Appello ha esaminato la richiesta di un gruppo di lavoratori, noti come 'navigator', di veder riconosciuto il loro rapporto di collaborazione come lavoro subordinato. La Corte ha rigettato l'appello, confermando la decisione di primo grado. La motivazione principale si fonda sull'assenza di prova di un effettivo potere direttivo e di controllo da parte del committente, elemento essenziale per la qualificazione del rapporto di lavoro come subordinato. Le direttive impartite sono state considerate mere forme di coordinamento compatibili con un'attività autonoma.
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Indebita compensazione: annullata misura cautelare
Un imprenditore, destinatario di una misura cautelare interdittiva per un'ipotesi di indebita compensazione realizzata tramite società appaltatrici, ha ottenuto l'annullamento del provvedimento dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto carente la prova del dolo e non attuale il pericolo di reiterazione del reato, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione.
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Conciliazione sindacale e lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una conciliazione sindacale con cui due lavoratrici avevano rinunciato a rivendicazioni passate. La Corte ha respinto il loro ricorso, che mirava a far riconoscere la natura subordinata del rapporto di lavoro successivo e a ottenere un trattamento economico superiore, ritenendo inammissibile una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Contratto a progetto: quando è legittimo? La Cassazione
Un lavoratore ha contestato la legittimità di una serie di contratti a progetto, chiedendone la conversione in un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità del contratto a progetto. La Corte ha stabilito che, per essere valido, un progetto deve specificare un risultato finale chiaro e identificabile, distinto dalla mera messa a disposizione di energie lavorative, anche se rientra nell'ambito dell'attività generale dell'impresa.
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Contratti a termine agricoltura: stop agli abusi
Un lavoratore agricolo ha contestato la reiterazione di contratti a termine da parte di un Ente Pubblico, chiedendo il risarcimento per l'abuso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'Appello, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe più ampie previste per il settore. La sentenza chiarisce che la deroga legata alla stagionalità nei contratti a termine in agricoltura si applica solo a mansioni strettamente e provatamente stagionali, ponendo fine a interpretazioni estensive che giustificavano abusi.
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Retribuzione amministratori: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. Confermato il principio per cui la retribuzione amministratori, per essere deducibile, deve essere deliberata dall'assemblea dei soci. I costi per contratti di consulenza fittizi, che mascherano tale retribuzione, sono indeducibili, così come l'IVA su prestazioni derivanti da interposizione illecita di manodopera.
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Proroga contratto a termine: quando è acausale?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20505/2024, ha stabilito che il periodo di lavoro svolto in somministrazione non si cumula con il successivo contratto a tempo determinato ai fini del calcolo del limite di 12 mesi, superato il quale la proroga del contratto a termine necessita di una causale. Il cumulo è previsto solo per il tetto massimo di durata di 24 mesi. Di conseguenza, una proroga è legittima e acausale se il contratto a termine, inclusa la proroga stessa, non supera i 12 mesi, indipendentemente da un precedente rapporto di somministrazione.
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