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D.L. 201/2011 — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per D.L. 201/2011

Concessioni demaniali: l’IMU è a carico del concessionario
Una società titolare di una concessione demaniale per un porto turistico ha impugnato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2012. La società sosteneva di non essere tenuta al pagamento in quanto i suoi beni erano stati successivamente posti sotto sequestro e perché aveva ceduto a terzi il diritto di superficie sugli immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato le principali doglianze, stabilendo un principio chiaro in materia di concessioni demaniali: la legge individua nel concessionario l'unico soggetto passivo d'imposta, rendendo irrilevanti eventuali accordi privati o cessioni di diritti a terzi. Il sequestro, avvenuto anni dopo il periodo d'imposta contestato, non ha effetto retroattivo. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, cassando la sentenza d'appello per motivazione apparente e rinviando la causa per una nuova valutazione su quel punto specifico.
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Regime premiale: Riduzione termini per società capitali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27229/2025, ha stabilito che il regime premiale, con la conseguente riduzione di un anno dei termini di accertamento, si applica anche alle società di capitali. Il caso riguardava una società che aveva ricevuto un avviso di accertamento per l'anno 2012, ritenuto tardivo in quanto notificato oltre il termine ridotto. La Corte ha chiarito che la norma generale (art. 10, comma 9, D.L. 201/2011) per i soggetti sottoposti a studi di settore si estende a tutti i contribuenti, incluse le società di capitali, a condizione che dimostrino congruità e coerenza con gli indicatori previsti, respingendo così il ricorso dell'Agenzia Fiscale.
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Obbligo dichiarativo: stop ICI se il Comune sa già
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26921/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (e per estensione IMU): l'obbligo dichiarativo a carico del contribuente viene meno quando la variazione che determina l'imponibilità (in questo caso, la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile) è causata da un atto del Comune stesso. Se l'ente impositore è l'autore della modifica e quindi ne è già a conoscenza, richiedere al cittadino una dichiarazione formale diventa un adempimento superfluo. La decisione si fonda sul principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra Fisco e contribuente.
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Riduzione IMU immobili inagibili: quando si applica?
Una società di costruzioni ha richiesto la riduzione IMU per immobili inagibili sostenendo che l'assenza del certificato di abitabilità, non rilasciato dal Comune, rendesse gli immobili invenduti di fatto inutilizzabili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il beneficio fiscale è legato esclusivamente a un degrado fisico e strutturale dell'immobile, non a impedimenti di natura giuridico-amministrativa. L'iscrizione al catasto è sufficiente a considerare un fabbricato come presupposto per l'imposta.
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Riduzione IMU immobili inagibili: la Cassazione chiarisce
Una società di costruzioni ha richiesto la riduzione IMU per immobili inagibili sostenendo che, pur essendo finiti, non potevano essere venduti per la mancanza del certificato di abitabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di 'inagibilità' ai fini fiscali si riferisce a un degrado fisico strutturale dell'immobile (es. fatiscenza, pericolo) e non alla mancanza di un'autorizzazione amministrativa. La sola assenza del certificato, quindi, non è sufficiente per ottenere lo sconto del 50% sull'imposta.
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IMU immobile abusivo: si paga anche se da demolire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27018/2025, ha stabilito che l'IMU su un immobile abusivo è dovuta anche in presenza di un ordine di demolizione. La Corte ha chiarito che l'irregolarità urbanistica non equivale alla 'inagibilità' che darebbe diritto a una riduzione d'imposta. Il presupposto per la tassazione è l'esistenza fisica del fabbricato e la sua suscettibilità di essere iscritto in catasto, a prescindere dalla sua conformità edilizia.
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Immobili abusivi e TASI: si paga fino alla demolizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli immobili abusivi, anche se oggetto di un ordine di demolizione, sono pienamente soggetti al pagamento della TASI. La sentenza chiarisce che, ai fini fiscali, l'irregolarità urbanistica non equivale a inagibilità e non giustifica una riduzione dell'imposta. Il presupposto impositivo è la potenziale redditività del bene, che cessa solo con la sua effettiva demolizione, non con il solo ordine amministrativo.
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Rimborso IRES IRAP: la prova del versamento è onere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 574/2024, ha respinto il ricorso di una società di outsourcing che chiedeva un rimborso IRES IRAP. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'effettivo versamento delle imposte di cui si chiede la restituzione grava interamente sul contribuente. Inoltre, ha chiarito che una società incorporante non può richiedere il rimborso per acconti versati da una società incorporata prima che la fusione avesse effetto.
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Esenzione IMU università: i limiti dell’uso indiretto
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema dell'esenzione IMU università, analizzando un caso complesso di utilizzo indiretto degli immobili. L'ordinanza stabilisce che l'esenzione è ammissibile se l'immobile è usato da un altro ente non commerciale con cui esiste un rapporto di stretta strumentalità e 'compenetrazione' funzionale, come tra due atenei nati da una scissione. Tuttavia, l'agevolazione viene negata se l'immobile, pur concesso a un altro ente no-profit, viene poi da questo locato per attività commerciali, interrompendo così il nesso con la finalità istituzionale.
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Esenzione IMU università: il caso dell’uso indiretto
Un comune ha emesso un avviso di accertamento a una prestigiosa università per IMU non versata su vari immobili. L'ateneo ha contestato la richiesta, sostenendo l'esenzione per l'uso istituzionale e non commerciale. La controversia principale riguardava gli immobili di proprietà dell'università ma utilizzati da un secondo ateneo, sorto per legge da una scissione del primo. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'esenzione IMU università può estendersi anche all'uso indiretto, a condizione che esista un forte legame funzionale tra gli enti, come quello imposto dalla normativa che ha creato la nuova università. La Corte ha inoltre cassato con rinvio la sentenza di secondo grado per carenza di motivazione su alcuni punti e si è pronunciata sulla tassabilità di specifici immobili, come le cabine elettriche, confermando l'onere in capo al proprietario.
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Esenzione IMU Università e uso indiretto: i limiti
Un'università ha contestato un avviso di accertamento IMU emesso da un comune per diversi immobili. La Corte di Cassazione ha analizzato i presupposti per l'esenzione IMU Università, in particolare nei casi di uso indiretto. Ha stabilito che l'esenzione è valida quando l'immobile è utilizzato da un'altra università strettamente collegata per legge, ma l'ha negata per immobili concessi a terzi che svolgono attività commerciali, come una filiale bancaria, o per le cabine elettriche soggette a servitù.
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Accertamento bancario: onere della prova del coniuge
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un accertamento bancario a carico di una contribuente per l'omessa dichiarazione dei redditi. L'Amministrazione finanziaria aveva imputato alla contribuente il 50% dei movimenti su un conto corrente cointestato con il coniuge. La Corte ha rigettato il ricorso della contribuente, ritenendo inammissibili i motivi relativi all'omesso esame delle prove e alla violazione dei termini di decadenza. È stato ribadito che, in caso di dichiarazione omessa, il termine per l'accertamento è di cinque anni e che il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente, indicando specificamente le prove che si assumono non valutate.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'agenzia di edilizia residenziale contesta un avviso di accertamento IMU, sostenendo l'esenzione per i suoi immobili in quanto 'alloggi sociali'. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi, la Corte di Cassazione chiarisce che l'esenzione IMU per alloggi sociali è applicabile solo se gli immobili rispettano i precisi requisiti del D.M. 22 aprile 2008. La Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello, che negava il beneficio a priori, rinviando la causa per una verifica fattuale.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: il caso scuola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31597/2024, ha rigettato il ricorso di una congregazione religiosa contro un Comune in materia di esenzione IMU. L'ente ecclesiastico chiedeva l'esenzione per una scuola e la riduzione d'imposta per immobili inagibili. La Corte ha negato l'esenzione IMU enti ecclesiastici per l'attività scolastica, poiché la retta, seppur contenuta, non era 'simbolica', configurando così un'attività di natura commerciale. Ha inoltre negato la riduzione per gli immobili inagibili, poiché il contribuente non aveva provato di aver comunicato formalmente tale stato al Comune.
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Esenzione IMU immobile locato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IMU per un immobile locato a un ente non commerciale non è applicabile. Se il proprietario percepisce un canone di locazione, l'uso a fini di lucro dell'immobile fa decadere il beneficio, indipendentemente dall'attività svolta dall'inquilino. La sentenza ribalta la decisione di merito, accogliendo il ricorso dell'agente di riscossione.
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Esenzione IMU alloggi sociali: requisiti da provare
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU nei confronti dell'ente locale per l'edilizia residenziale (ATER), che si opponeva rivendicando l'esenzione per i propri immobili in quanto "alloggi sociali". Sebbene i tribunali di merito avessero dato ragione all'ente, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del comune. La Suprema Corte ha chiarito che l'esenzione IMU per gli alloggi sociali non è automatica per tutti gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Per beneficiare dell'esenzione, è necessario dimostrare che i singoli immobili possiedono specificamente i requisiti stabiliti dalla normativa nazionale (D.M. 22 aprile 2008), distinguendoli dagli alloggi ATER generici, per i quali è prevista solo una detrazione. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per questa verifica specifica.
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Esenzione IMU università: il caso dell’uso indiretto
Una controversia tra un Comune e una storica Università riguardo il pagamento dell'IMU per immobili utilizzati da una seconda università o per fini istituzionali. La Corte di Cassazione ha confermato l'esenzione IMU università, riconoscendo che l'uso indiretto del bene è ammissibile quando esiste un rapporto di stretta strumentalità e integrazione funzionale imposto dalla legge tra i due enti. La Corte ha rigettato sia il ricorso del Comune che quello dell'Università.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema dell'esenzione IMU per gli enti non commerciali, in una controversia tra un'importante Università e un Comune. La Corte ha rigettato il ricorso principale dell'Ateneo, ma ha parzialmente accolto quello del Comune, stabilendo principi chiave: la soggettività passiva IMU per le cabine elettriche spetta al proprietario e non al gestore, e l'utilizzo commerciale di un immobile, anche se di proprietà di un ente non profit, ne esclude l'esenzione. Viene invece confermata la possibilità di esenzione IMU per enti non commerciali in caso di uso indiretto da parte di un altro ente funzionalmente collegato.
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Esenzione IMU edilizia sociale: la Cassazione decide
Un ente di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi alloggi sociali per l'anno 2012. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU edilizia sociale è esclusa quando gli immobili sono concessi in locazione a terzi, anche se a canone calmierato. La Corte ha sottolineato che per beneficiare dell'esenzione sono necessari l'uso diretto dell'immobile da parte dell'ente e lo svolgimento di attività non commerciali, condizioni non soddisfatte in caso di locazione. Per il 2012, era prevista una detrazione, non un'esenzione totale.
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Esenzione IMU enti non commerciali: il caso del fondo
Un fondo di previdenza ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU enti non commerciali. La Cassazione ha respinto il ricorso. La decisione si fonda su una duplice motivazione del giudice di merito: la natura dell'attività del fondo e, soprattutto, l'assenza nello statuto dei requisiti di non-commercialità previsti dalla legge (divieto di distribuzione utili, devoluzione patrimonio). Poiché il fondo non ha impugnato questa seconda ragione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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