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D.L. 201/2011 — Anno 2025

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Altri anni per D.L. 201/2011

Rinuncia al ricorso: il caso Irap estinto in Cassazione
Un istituto di credito aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un mancato rimborso Irap sul costo del personale. Prima della decisione, la parte ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese processuali tra le parti e senza pronunciarsi nel merito della questione fiscale.
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IMU immobile inagibile: no richiesta se il Comune sa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile spetta anche senza una richiesta formale da parte del contribuente, qualora il Comune sia già a conoscenza dello stato di degrado. Nel caso specifico, il Comune aveva emesso un'ordinanza di messa in sicurezza e aveva già concesso l'esenzione TARI per lo stesso motivo, rendendo la sua conoscenza dello stato dell'immobile innegabile. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, sottolineando il principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra fisco e contribuente.
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Licenziamento età pensionabile: diritto a continuare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24917/2025, ha stabilito che il licenziamento per età pensionabile è illegittimo se il lavoratore ha espresso la volontà di proseguire l'attività lavorativa. Il caso riguardava un conducente di un'azienda di trasporti, licenziato al raggiungimento dei 62 anni, età prevista per la pensione di vecchiaia anticipata nel suo settore. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la facoltà del dipendente di optare per la continuazione del rapporto di lavoro prevale sulla mera maturazione dei requisiti pensionistici anticipati, configurando un diritto soggettivo che non richiede il consenso del datore di lavoro.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione piattaforme offshore ai fini IMU per l'anno 2016. La sentenza rigetta il ricorso di una società energetica, ribadendo che le piattaforme situate nel mare territoriale sono soggette al potere impositivo del Comune costiero. La Corte ha chiarito che, anche in assenza di rendita catastale, l'imposta si calcola sui valori contabili e che le esenzioni per gli 'imbullonati' non si applicano a beni non ancora censiti.
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IMU piattaforme petrolifere: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società energetica, confermando la legittimità di un avviso di accertamento per l'IMU 2014 relativo a piattaforme petrolifere situate nel mare territoriale. La Corte ha stabilito che tali strutture, pur essendo in mare, rientrano nel territorio dello Stato e beneficiano dei servizi dei comuni costieri, rendendole soggette all'imposta municipale. La successiva introduzione di un'imposta specifica (IMPi) dal 2020 non esclude la tassabilità per gli anni precedenti, ma anzi ne rafforza il principio.
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APE sociale: ok con lavori brevi dopo licenziamento
Un lavoratore, licenziato collettivamente e poi rioccupato con contratti a termine inferiori a sei mesi, si vede negare l'APE sociale dall'ente previdenziale. La Corte di Cassazione conferma il suo diritto, stabilendo che i lavori brevi non interrompono lo stato di disoccupazione originario, che resta il presupposto valido per accedere alla prestazione.
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Agevolazioni IMU coadiuvante: basta l’iscrizione INPS
Un contribuente, familiare coadiuvante di un agricoltore, si è visto negare le agevolazioni fiscali sull'IMU. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per le agevolazioni IMU coadiuvante, l'iscrizione alla previdenza agricola è l'unica condizione richiesta, in quanto prova già di per sé la partecipazione attiva all'impresa. La Corte ha applicato una recente norma di interpretazione autentica con effetto retroattivo, risolvendo un lungo contenzioso.
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Agevolazioni IMU agricoltura: Sì anche ai pensionati
Un coltivatore diretto, titolare anche di una pensione di anzianità, si è visto negare le agevolazioni IMU sui terreni agricoli. La Corte di Cassazione, applicando una nuova norma con efficacia retroattiva (art. 78-bis, D.L. 104/2020), ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che lo status di pensionato non preclude il diritto alle agevolazioni IMU agricoltura, a condizione che il soggetto sia regolarmente iscritto alla previdenza agricola. Tale iscrizione è considerata l'unico requisito necessario, senza dover confrontare il reddito agricolo con quello pensionistico.
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Omessa dichiarazione TARSU: come calcolare le sanzioni
Un contribuente non ha dichiarato una vasta area pertinenziale usata per la sua attività, ricevendo un accertamento per omessa dichiarazione TARSU. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'imposta, respingendo le eccezioni su prescrizione e decadenza, dato che l'obbligo dichiarativo si rinnova annualmente. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, stabilendo che per violazioni ripetute su più anni si deve applicare il più favorevole principio del cumulo giuridico, e non la somma materiale delle singole pene.
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Onere della prova TARES: chi deve dimostrare l’esenzione?
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per la TARES su diversi immobili, sostenendone la non tassabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'onere della prova TARES per ottenere un'esenzione spetta al contribuente. Questi deve dimostrare attivamente l'oggettiva inutilizzabilità dell'immobile e l'incapacità di produrre rifiuti. Inoltre, è stato ribadito il divieto di introdurre nuove ragioni di fatto in appello, considerate inammissibili.
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Onere della prova Tares: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento per la Tares. La Corte ha ribadito che l'onere della prova per ottenere un'esenzione, come quella per immobili inutilizzabili, spetta interamente al contribuente, che deve presentare un'apposita dichiarazione di variazione. La sentenza ha inoltre confermato la validità degli avvisi di accertamento automatizzati anche senza firma autografa.
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Diritto indisponibile e TIA: appello sempre ammesso
Una società di gestione ambientale ricorre contro la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro una sentenza del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto alla riscossione della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) è un diritto indisponibile. Di conseguenza, la decisione del Giudice di Pace su tale materia va considerata emessa secondo diritto e non secondo equità, rendendola sempre appellabile, indipendentemente dal valore della controversia. La Corte cassa la sentenza e rinvia la causa al Tribunale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Approvazione tariffe tributi: la retroattività è lecita
Un Comune aveva approvato le tariffe per il tributo sui rifiuti (TARES) per l'anno 2013 nel mese di settembre dello stesso anno. Un contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento, sostenendo che l'approvazione fosse tardiva e che le tariffe non potessero essere applicate retroattivamente dall'inizio dell'anno. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che l'approvazione delle tariffe tributi è legittima e le tariffe sono retroattive se deliberate entro il termine fissato da norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione, anche se tale termine è stato prorogato.
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Approvazione tariffe tributi locali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la delibera di un Comune per l'approvazione tariffe tributi locali, se adottata entro il termine di legge per l'approvazione del bilancio di previsione (anche se prorogato), ha effetto retroattivo sin dal 1° gennaio dell'anno di riferimento. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente annullato un avviso di accertamento TARES 2013, sostenendo che le tariffe approvate a settembre 2013 potessero applicarsi solo dall'anno successivo. La decisione chiarisce che la norma speciale sulla finanza locale deroga al principio generale di irretroattività delle norme tributarie.
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Delibere tributi locali: la loro efficacia retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che le delibere sui tributi locali, come la TARES, approvate da un Comune prima della scadenza del termine per l'approvazione del bilancio di previsione (anche se prorogato per legge), hanno efficacia retroattiva e si applicano dal 1° gennaio dell'anno di riferimento. Nel caso specifico, una delibera tariffaria di settembre 2013 è stata ritenuta valida per l'intero anno, poiché il termine per il bilancio era stato posticipato al 30 novembre 2013.
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Prescrizione decennale per contributi di solidarietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14593/2025, ha stabilito che il diritto al rimborso dei contributi di solidarietà illegittimamente trattenuti dalle casse previdenziali private si prescrive in dieci anni e non in cinque. La Corte ha accolto il ricorso di un professionista, chiarendo che la richiesta di restituzione non riguarda una prestazione periodica, ma un'azione di indebito arricchimento, soggetta quindi alla prescrizione decennale ordinaria. È stato invece respinto il ricorso della Cassa di previdenza, che mirava a far riconoscere la legittimità del contributo.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento è illegittimo. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma primaria può introdurre prelievi patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione decide
Un ente previdenziale di categoria ha prelevato un contributo di solidarietà dalla pensione di un professionista. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo per i diritti maturati prima di specifiche riforme, stabilendo in dieci anni il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'ente, sia quello incidentale del professionista relativo alle spese legali, confermando la solidità dei principi giuridici applicati.
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