LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 10 di 19

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Danneggia porta e tenda per rubare: condanna per doppio reato
Due persone vengono condannate per furto in abitazione, danneggiamento e invasione di edifici. In particolare, avevano danneggiato una porta finestra e, separatamente, una tenda per commettere il furto. Gli imputati sostengono che il danneggiamento dovesse essere 'assorbito' nel furto aggravato. La Corte di Cassazione respinge la tesi, chiarendo il principio del concorso di reati: la violenza su oggetti diversi (porta e tenda) costituisce due reati distinti che vanno puniti entrambi. Il ricorso è quindi inammissibile e la condanna per tutti i reati diventa definitiva.
Continua »
Danneggiamento per Occupazione: Presenza in Casa Vale Condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di danneggiamento per occupazione abusiva. L'imputato, insieme a un complice, aveva forzato una lamiera posta a protezione di un alloggio per occuparlo illegalmente. Secondo i giudici, il fatto di essere stato trovato all'interno dell'appartamento solo due giorni dopo l'effrazione costituisce una prova sufficiente della sua partecipazione al reato. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la coabitazione nell'immobile appena occupato dimostra il concorso nel reato, rendendo definitiva la condanna.
Continua »
Diritto alla Traduzione Atti Negato: Condanna per Occupazione Salva
Una cittadina straniera, condannata per occupazione abusiva di un alloggio popolare, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del suo diritto alla traduzione atti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale. Il diritto non è assoluto: non si applica se l'imputato non solleva la questione nel primo appello e, soprattutto, se da un verbale ufficiale risulta che comprende la lingua italiana. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento di una sanzione.
Continua »
Danneggia piante ma è assolto: il suo ricorso inammissibile
Un uomo, condannato per invasione di terreni e furto, era stato invece assolto dall'accusa di danneggiamento. La Corte d'Appello aveva stabilito che il danno alle piante era avvenuto per colpa durante una potatura, non con dolo. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, ma i giudici lo hanno respinto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'assoluzione per danneggiamento non escludeva la responsabilità per gli altri reati. I motivi del ricorso chiedevano una nuova valutazione delle prove, cosa non consentita in sede di legittimità. La condanna è così diventata definitiva.
Continua »
Invasione di terreni: condanna confermata, ricorso respinto
Un individuo, già condannato per il reato di invasione di terreni, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non è possibile chiedere ai giudici supremi una nuova valutazione delle prove o una ricostruzione alternativa dei fatti. Il tentativo di rimettere in discussione le testimonianze è stato considerato un vizio procedurale. Di conseguenza, la condanna per invasione di terreni è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Occupazione Abusiva per Stato di Necessità: No se il Bisogno è Stabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di edifici e danneggiamento a carico di una persona che aveva occupato un immobile. L'imputato si era difeso invocando la sua condizione di bisogno abitativo. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: l'occupazione abusiva per stato di necessità è giustificata solo di fronte a un pericolo imminente, grave e soprattutto temporaneo. Non può essere utilizzata come soluzione definitiva a un problema abitativo cronico. Di conseguenza, il bisogno di una casa, pur essendo una necessità fondamentale, non legittima la commissione di reati contro il patrimonio se la situazione di pericolo non è transitoria.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: condanna anche se non sentito
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per i reati di invasione di edifici e oltraggio a pubblico ufficiale. L'imputato aveva rivolto frasi offensive a dei funzionari pubblici durante un loro intervento, alla presenza di altre persone. La Corte ha stabilito un principio chiave: per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale non è necessario che i funzionari sentano immediatamente le offese. È sufficiente che le parole possano essere udite dai presenti, perché questo crea un disturbo e lede il prestigio della Pubblica Amministrazione. Il ricorso dell'uomo è stato dichiarato inammissibile e la sua condanna è diventata definitiva, aggravata dalla sua precedente 'carriera criminale'.
Continua »
Invasione di edifici: Pagare non sana l’occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione di edifici a carico di un soggetto che aveva occupato illegittimamente un immobile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. I giudici hanno stabilito un principio chiave: l'eventuale pagamento di somme di denaro non rende lecita un'occupazione avvenuta senza titolo. Inoltre, la richiesta di applicare il regime della continuazione con un'altra condanna è stata respinta perché presentata fuori tempo massimo. La condanna per l'occupante è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Occupazione immobile: ricorso generico, condanna definitiva
Due persone, condannate per l'invasione e l'occupazione di un immobile, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici hanno però dichiarato il ricorso non esaminabile nel merito. La decisione si fonda sulla cosiddetta 'inammissibilità del ricorso per genericità'. Gli imputati, infatti, non hanno specificato in modo chiaro e critico i motivi del loro dissenso rispetto alla sentenza precedente, limitandosi a contestazioni vaghe. Di conseguenza, la loro condanna è diventata definitiva e sono stati obbligati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Occupazione Abusiva Immobile: Condannato di Nuovo per lo Stesso Reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una persona per occupazione abusiva immobile, nonostante avesse già subito due condanne per lo stesso fatto. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un reato permanente, la prosecuzione della condotta illecita dopo una sentenza definitiva costituisce un nuovo reato, autonomo e separato. È stata inoltre respinta la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della lunga durata dell'occupazione e dei precedenti specifici dell'imputata. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la nuova condanna.
Continua »
Bisogno di casa non giustifica l’occupazione: no stato di necessità
Una persona, condannata per occupazione abusiva di un edificio, ha presentato ricorso in Cassazione invocando lo stato di necessità per l'occupazione dell'immobile, a causa della difficoltà a trovare un alloggio. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: lo stato di necessità si applica solo a pericoli imminenti e transitori, non a problemi cronici come la crisi abitativa. I giudici hanno inoltre escluso la 'particolare tenuità del fatto' a causa della persistenza dell'imputata nella condotta illegale. La condanna è stata quindi confermata in via definitiva.
Continua »
Occupazione abusiva: lo stato di necessità non vale per la casa
Una persona, condannata per occupazione abusiva di un immobile, si difende invocando lo stato di necessità dovuto alla mancanza di un alloggio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: lo stato di necessità si applica solo a un pericolo grave, attuale e transitorio. Il bisogno cronico di una casa, essendo una condizione permanente e non un'emergenza improvvisa, non rientra in questa categoria. Pertanto, l'occupazione illegale non può essere giustificata come soluzione a un problema abitativo strutturale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
Continua »
Occupazione Abusiva: No alla Particolare Tenuità del Fatto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona condannata per occupazione abusiva di un immobile. L'imputato sosteneva di aver diritto alla non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'occupazione abusiva è un reato permanente, la cui offesa dura finché l'immobile resta occupato. Di conseguenza, la condotta non può essere considerata di lieve entità. La particolare tenuità del fatto non è applicabile finché l'azione illegale non cessa. La condanna è stata quindi confermata, poiché la persistenza del reato impedisce di qualificarlo come 'tenue'.
Continua »
Occupazione abusiva immobile: condanna confermata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva di immobile a carico di una persona. L'imputata aveva fatto ricorso sostenendo che l'occupazione non fosse continuativa o, in alternativa, che il fatto fosse di lieve entità. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, poiché si limitava a ripetere argomentazioni già respinte. La Corte ha sottolineato che le prove, inclusa un'autocertificazione di residenza, dimostravano una permanenza illegale nell'alloggio per un periodo di quasi due anni. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva, con l'obbligo per la ricorrente di pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso ‘fotocopia’: la Cassazione lo boccia e la condanna resta
Due persone, condannate per invasione di edifici e violazione della legge sull'immigrazione, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sostenevano la mancanza di intenzione di commettere il reato e di aver agito per necessità. La Corte ha però stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione. Il principio chiave è che non si può ricorrere in Cassazione semplicemente riproponendo le stesse argomentazioni già respinte nei gradi precedenti. Un ricorso deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata, non essere una sua mera ripetizione. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
Continua »
Invasione arbitraria di edifici: condanna definitiva per ricorso vago
Una persona, condannata per il reato di invasione arbitraria di edifici per aver occupato un alloggio di edilizia popolare, ha visto la sua condanna confermata. Il suo ultimo tentativo di appello alla Corte di Cassazione è stato respinto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché era formulato in modo troppo generico, senza specificare chiaramente le ragioni legali e fattuali della contestazione. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato obbligato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
Continua »
Stato di necessità occupazione abusiva: la Cassazione dice no
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva di un alloggio popolare, escludendo la scusante dello stato di necessità. Una persona aveva invaso un immobile per risolvere un'esigenza abitativa, ma i giudici hanno stabilito che lo 'stato di necessità occupazione abusiva' non si applica a problemi cronici e duraturi. La difesa è valida solo in caso di pericolo 'attuale', cioè improvviso e imminente, non per una difficoltà che si protrae nel tempo. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile, confermando che il disagio abitativo di lunga data non giustifica la commissione di un reato.
Continua »
Furto di energia elettrica: condanna anche con allaccio altrui
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di occupazione abusiva di immobile e di furto aggravato di energia elettrica. L'imputato si era allacciato abusivamente alla rete elettrica. La Corte ha stabilito che l'aggravante della violenza su cose destinate a pubblico servizio sussiste anche se l'allaccio è realizzato da terzi e si trova in una proprietà privata. Ciò che conta non è il punto della manomissione, ma il fatto che l'energia sottratta sia, per sua natura, un servizio pubblico. Il ricorso dell'imputato è stato quindi dichiarato inammissibile, rendendo definitiva la sua condanna.
Continua »
Furto di energia elettrica: condanna definitiva dopo ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per occupazione abusiva di un immobile e per il connesso furto di energia elettrica. L'imputato si era allacciato abusivamente alla rete elettrica. I giudici hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso, ritenendolo manifestamente infondato. La Corte ha stabilito che la motivazione della sentenza di appello era logica, coerente e priva di contraddizioni, respingendo le lamentele dell'imputato. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Stato di necessità per furto di energia: condanna inevitabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per furto aggravato di energia elettrica e occupazione abusiva di un immobile. L'imputato aveva tentato di giustificare le sue azioni invocando lo stato di necessità, ma il suo ricorso è stato respinto perché i motivi erano troppo generici e non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza precedente. La Corte ha ribadito che per appellare una decisione è necessario un confronto puntuale con le ragioni del giudice. La difesa basata sullo stato di necessità per il furto di energia elettrica è stata quindi respinta, rendendo la condanna definitiva e aggiungendo il pagamento delle spese processuali.
Continua »