LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 19 di 19

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Occupazione abusiva: inammissibile ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per il reato di occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che la successiva regolarizzazione dell'assegnazione dell'alloggio non elimina retroattivamente il reato già commesso. I motivi del ricorso, inclusi lo stato di necessità e il diritto all'abitazione, sono stati giudicati generici e ripetitivi, mentre la censura sulla pena è stata ritenuta manifestamente infondata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi nuovi e aspecifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due individui contro una condanna per reati contro il patrimonio. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano nuovi, in quanto non dedotti nel precedente grado di appello, e aspecifici, poiché non contestavano puntualmente le argomentazioni della sentenza impugnata, violando così i requisiti procedurali.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello di Roma per reati di invasione di terreni. La decisione si fonda sulla genericità e indeterminatezza del motivo d'appello, che si limitava a lamentare l'omessa valutazione di censure precedenti senza specificarle. L'ordinanza ribadisce il principio secondo cui l'atto di ricorso deve essere autosufficiente, contenendo una precisa esposizione dei fatti e delle ragioni di diritto, per non incorrere in una declaratoria di inammissibilità e nella condanna alle spese processuali.
Continua »
Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva. La Corte ribadisce che lo stato di necessità non può essere invocato per giustificare l'occupazione di un immobile a causa di difficoltà economiche permanenti, poiché tale scriminante richiede un pericolo imminente di danno grave alla persona, non una situazione di disagio abitativo cronico.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando manca la specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per occupazione di suolo pubblico. La decisione si fonda sulla mancata specificità dei motivi: l'imputato non ha contestato le prove valorizzate nella sentenza d'appello (testimonianze e sopralluoghi), limitandosi a contrapporre altre dichiarazioni testimoniali senza argomentarne la prevalenza. La Suprema Corte ribadisce che per un ricorso valido è essenziale confrontarsi criticamente con le motivazioni del provvedimento impugnato.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e fatti di merito
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per occupazione abusiva. L'imputato chiedeva una nuova valutazione dei fatti, ma la Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare le prove, confermando la condanna e il pagamento delle spese.
Continua »
Impugnazione sentenza prescrizione: il ricorso tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la condanna in appello. La Corte sottolinea che la mancata impugnazione della sentenza di prescrizione di primo grado preclude la possibilità di lamentare successivamente la violazione del diritto a un processo di merito. L'inerzia processuale ha consolidato la decisione iniziale, rendendo le successive doglianze non esaminabili.
Continua »
Occupazione abusiva: stato di necessità? Cassazione
Due persone ricorrono in Cassazione contro una condanna per occupazione abusiva di un immobile. Una delle ricorrenti invoca lo stato di necessità per esigenze abitative e la particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo che lo stato di necessità richiede un pericolo attuale e inevitabile, non una generica difficoltà abitativa. Inoltre, la tenuità del fatto non è applicabile se la condotta illecita, come l'occupazione, è ancora in corso.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di invasione di terreni ed edifici. I motivi del ricorso sono stati giudicati una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, rendendo l'atto generico e non specifico. Di conseguenza, la Corte non ha potuto rilevare la prescrizione del reato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'imputato si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione deve contenere una critica specifica e argomentata della decisione impugnata, non una semplice ripetizione. La Corte sottolinea i propri limiti, che non consentono una rivalutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Maltrattamento di animali: Cassazione su reato impossibile
Un allevatore è stato condannato per tentato maltrattamento di animali, per aver gettato una pecora viva in un cassonetto, e per invasione di terreni di un parco nazionale con il proprio gregge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, respingendo la tesi del 'reato impossibile' come illogica e confermando che le prove, come i video e l'identificazione degli animali tramite marche auricolari, erano sufficienti a stabilire la sua colpevolezza.
Continua »
Reato permanente: la Cassazione sull’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. L'ordinanza chiarisce che il delitto di invasione di edifici è un reato permanente, la cui prescrizione inizia a decorrere solo al momento della cessazione della condotta illecita, ovvero quando l'immobile viene liberato. La Corte ha inoltre ribadito che subentrare a un precedente occupante abusivo costituisce un nuovo reato e che la lunga durata dell'occupazione osta all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Continua »
Occupazione abusiva: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. I motivi, basati sul presunto stato di abbandono dell'edificio e sullo stato di necessità, sono stati respinti. Il primo è stato ritenuto una mera ripetizione di argomenti già esaminati, mentre la scriminante dello stato di necessità non è stata provata con elementi specifici riferibili ai ricorrenti. La Corte ha quindi confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
Un'imputata, condannata per invasione di terreni, presenta appello sostenendo di essere stata solo complice passiva del padre. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché generico e non specifico nel contestare le motivazioni della sentenza precedente, che si basavano anche sulla testimonianza della persona offesa. La condanna viene quindi confermata.
Continua »