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Art. 391-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 391-bis Codice di Procedura Civile

Errore di percezione: quando non si può revocare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, basato su un presunto errore di percezione, presentato da un avvocato contro un'ordinanza che aveva dichiarato improcedibile il suo precedente ricorso. La Corte ribadisce che il mancato deposito della relata di notifica, a fronte della dichiarazione di avvenuta notifica della sentenza, attiva il principio di autoresponsabilità della parte, impedendo al giudice di verificare la tempestività del ricorso. Non si configura un errore di percezione revocatorio se il giudice ha correttamente interpretato le dichiarazioni e gli atti di parte, ma si tratta di un tentativo di riesaminare il merito della decisione.
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Notificazione ricorso cassazione: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha dichiarato la nullità della notificazione del ricorso per cassazione effettuata all'Avvocatura dello Stato. Il vizio è stato riscontrato poiché l'Avvocatura non aveva rappresentato l'Agenzia delle Entrate nel precedente grado di giudizio. La Corte ha stabilito che tale nullità è sanabile e ha ordinato alla società ricorrente di rinnovare la notifica direttamente all'Agenzia delle Entrate, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
Una società sanitaria, dopo aver visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile per motivi procedurali, ha tentato la via della revocazione sostenendo un errore di fatto revocatorio da parte della Corte. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta, chiarendo che la critica alla motivazione del giudice, anche se ritenuta generica, costituisce un presunto errore di giudizio e non un errore di percezione dei fatti, non rientrando quindi nei presupposti per la revocazione.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione errore materiale di una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato l'ente locale sbagliato come parte tenuta al pagamento delle spese legali. Con il nuovo provvedimento, la Corte ha rettificato la decisione, specificando che l'obbligo di pagamento spetta alla Prefettura e non all'Amministrazione comunale, ripristinando così la corretta esecuzione della condanna.
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Spese legali patrocinio Stato: la Cassazione corregge
La Curatela di un fallimento, parte soccombente in un precedente giudizio, ha chiesto la correzione di un errore materiale relativo alla condanna al pagamento delle spese legali. L'ordinanza originale aveva omesso di specificare che il pagamento dovesse essere eseguito a favore dello Stato, dato che la controparte vittoriosa era stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, affermando che tale omissione costituisce un errore materiale correggibile e ha disposto l'integrazione del dispositivo, in applicazione del Testo Unico sulle spese di giustizia.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un lavoratore chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che confermava il suo licenziamento, presentando un nuovo documento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sull'impossibilità di chiedere la revocazione sentenza Cassazione per la scoperta di nuovi documenti e sul fatto che la precedente decisione non era di merito. Viene inoltre evidenziato il mancato rispetto dei termini.
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Distrazione spese: requisiti con più avvocati
La Corte di Cassazione rigetta un'istanza di correzione di errore materiale, chiarendo le condizioni per la distrazione spese. Quando la parte è assistita da un collegio difensivo, la dichiarazione dell'avvocato antistatario, anche se presentata da uno solo, deve necessariamente attestare che nessuno dei legali ha riscosso onorari o anticipato spese. In assenza di tale dichiarazione onnicomprensiva, la distrazione non può essere concessa.
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Distrazione spese legali: attestazione collegio
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di correzione di un'ordinanza per omessa pronuncia sulla distrazione spese legali. La Corte ha chiarito che, in presenza di un collegio difensivo, è necessaria un'attestazione che confermi che nessuno degli avvocati ha riscosso gli onorari. Tale attestazione deve riferirsi a tutti i difensori presenti al momento della decisione, anche se alcuni si sono aggiunti in un secondo momento. In assenza di tale documento, l'omissione non costituisce un errore materiale correggibile.
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Giudice di rinvio: l’errore della Cassazione
Una società contribuente si è vista dichiarare inammissibile il ricorso a causa di un errore materiale della Corte di Cassazione nell'indicazione del giudice di rinvio. La Suprema Corte, nuovamente investita della questione, ha cassato la decisione di inammissibilità, ha corretto d'ufficio il proprio precedente errore e ha rinviato la causa al giudice territorialmente corretto, stabilendo un importante principio sulla correggibilità dei propri provvedimenti.
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Revocazione inammissibile: no a nuove impugnazioni
La Corte di Cassazione dichiara la revocazione inammissibile di un'ordinanza che già si era pronunciata su una precedente revocazione. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per lesioni, è sfociato in una serie di impugnazioni. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: le decisioni emesse in sede di revocazione non sono a loro volta soggette a un nuovo ricorso per revocazione, al fine di garantire la certezza e la stabilità del giudicato.
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Buona fede importatore: quando è esclusa nei dazi
Una società è stata soggetta al recupero di dazi antidumping per merci dichiarate come provenienti dalle Filippine ma sospettate di essere di altra origine. L'azienda ha invocato la propria buona fede importatore, basandosi sui certificati di origine ufficiali. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di merito, stabilendo che il solo certificato non è sufficiente a provare la buona fede. L'importatore ha un preciso dovere di diligenza, soprattutto in presenza di circostanze sospette, e non può fare affidamento su una sentenza penale di non luogo a procedere per dimostrare la sua correttezza. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Errore di fatto: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che un 'errore di fatto' non sussiste quando la questione è stata oggetto di dibattito tra le parti. Il caso riguardava la presunta tardività di un appello, ma la Corte ha stabilito che la valutazione sulla tempestività del ricorso, essendo un punto controverso, costituisce un errore di giudizio e non una svista percettiva, escludendo così il rimedio della revocazione.
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Errore di fatto: i limiti alla revocazione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso nasce da un complesso contenzioso familiare e societario riguardante l'inadempimento di un accordo transattivo. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente attribuito la decisione di proporre un appello a un amministratore giudiziario non più in carica. La Corte ha chiarito che l'errore di fatto, per giustificare la revocazione, deve riguardare una svista percettiva su un fatto pacifico e non controverso, non un errore di valutazione su un punto dibattuto nel giudizio di merito. Poiché la questione era stata oggetto di analisi e decisione, non si configurava un errore di fatto revocatorio, ma un giudizio di merito non più sindacabile.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un debitore, dopo la vendita di immobili a un'amica, subisce un'azione revocatoria da parte di una società creditrice. Dopo il rigetto del suo ricorso in Cassazione, egli chiede la revocazione della decisione, lamentando un errore di fatto revocatorio. La Suprema Corte dichiara la richiesta inammissibile, specificando che un dissenso sulla valutazione delle prove costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può quindi giustificare la revocazione della sentenza.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguardava la richiesta di ripristino di una pensione di reversibilità. La ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente ignorato che l'INPS aveva già erogato la pensione per 13 anni. La Cassazione ha chiarito che tale circostanza non costituisce un errore di fatto percettivo, bensì un elemento soggetto a valutazione giuridica, la cui critica non rientra nei presupposti per la revocazione.
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Errore di fatto Cassazione: quando è revocabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso per revocazione per errore di fatto. Nel caso esaminato, una correntista aveva citato in giudizio la propria banca per aver consegnato carnet di assegni a una persona non autorizzata, subendo protesti per assegni con firma falsa. Dopo la soccombenza in primo e secondo grado, e un primo ricorso in cassazione rigettato, la correntista ha tentato la via della revocazione, sostenendo che la Corte avesse commesso un errore di fatto nel non considerare la mancata identificazione del soggetto allo sportello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che quello lamentato non era un errore di fatto (una svista percettiva), bensì un errore di giudizio, ossia un dissenso sull'interpretazione e valutazione degli atti, che non può essere corretto con la revocazione.
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Errore materiale revocazione: differenze e requisiti
Un ex dirigente, dopo aver visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile, ha tentato la via della "correzione di errore materiale". Sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito che i giudici di merito si fossero pronunciati su tutte le sue richieste economiche. La Suprema Corte ha riqualificato l'istanza come richiesta di revocazione, poiché non si trattava di un mero errore di trascrizione ma di un presunto errore di giudizio. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile per un vizio procedurale decisivo: la mancanza di una nuova e specifica procura speciale, necessaria per avviare il procedimento di revocazione. L'ordinanza sottolinea la netta distinzione tra i due rimedi e l'importanza del corretto adempimento procedurale.
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Errore revocatorio: notifica errata e caso risolto
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per revocazione a causa di un errore revocatorio. La notifica di un'udienza era stata inviata a un avvocato omonimo a causa di un codice fiscale errato, impedendo la difesa del contribuente. La Corte, riconosciuto l'errore, ha revocato la precedente ordinanza e, vista l'adesione del contribuente a una definizione agevolata, ha dichiarato estinto il giudizio originario.
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Correzione errore materiale: la Cassazione agisce d’ufficio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la correzione di un errore materiale in un'ordinanza può avvenire d'ufficio, anche in caso di rinuncia da parte del richiedente. La Corte ha ritenuto prevalente l'interesse generale a rimuovere un'incoerenza formale, specificando che l'intervento non ha natura giurisdizionale ma amministrativa. Nel caso specifico, è stata corretta l'indicazione del giudice del rinvio.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. La Corte ha accolto il ricorso, disponendo la correzione del precedente provvedimento e confermando che il rimedio corretto è la procedura di correzione, per la quale non serve una nuova procura speciale.
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