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Art. 391-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 391-bis Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: spese e contraddittorio
Un contribuente ha presentato istanza per la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione che lo aveva condannato alle spese di lite insieme ad altri due soggetti. Il richiedente sostiene che, avendo egli aderito a un condono fiscale, l'onere delle spese debba ricadere esclusivamente sugli altri due ricorrenti che hanno proseguito il giudizio. La Suprema Corte ha rilevato che tale modifica comporterebbe un aggravio economico per le altre parti, rendendo necessaria l'integrazione del contraddittorio per garantire il loro diritto di difesa prima di decidere sulla correzione.
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Esenzione IMU beni merce: i limiti della revocazione
Una società edilizia ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione riguardante il diniego dell'esenzione IMU beni merce per l'anno 2014. La ricorrente lamentava un errore di percezione del giudice, il quale aveva erroneamente ipotizzato l'acquisto degli immobili anziché la loro costruzione originaria. La Suprema Corte, pur riconoscendo l'esistenza di una svista materiale, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul fatto che l'errore non era decisivo: gli immobili, risalenti agli anni '90, non possedevano i requisiti di recente costruzione o di prova della destinazione alla vendita necessari per ottenere l'agevolazione fiscale.
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Correzione errore materiale: rinvio al Tribunale
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione errore materiale presentata da una società di trading. L'errore consisteva nell'erronea indicazione della Corte d'Appello come giudice di rinvio anziché del Tribunale competente. La Corte ha chiarito che, in caso di annullamento di una sentenza d'appello che aveva negato la giurisdizione, il rinvio deve essere disposto verso il giudice di primo grado.
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Correzione errore materiale e patrocinio Stato
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale relativa a un decreto in cui le spese legali erano state erroneamente liquidate a favore di una curatela fallimentare. Nonostante la procedura fosse ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il provvedimento originario non aveva indicato l'Erario come beneficiario del pagamento. La Corte ha dunque rettificato il dispositivo, sostituendo la dicitura della parte con quella dello Stato, confermando che tale procedura non comporta una nuova liquidazione delle spese processuali.
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Errore revocatorio: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per errore revocatorio presentato da una società aggiudicataria di un immobile all'asta. La ricorrente lamentava l'omessa valutazione di comunicazioni PEC che avrebbero giustificato il mancato versamento del saldo prezzo, dovuto alla scoperta tardiva di una locazione opponibile. La Corte ha stabilito che l'omessa produzione di documenti nel giudizio originario non costituisce errore di fatto e che il termine per il saldo è perentorio. La condotta è stata sanzionata come abuso del processo.
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Errore revocatorio: limiti e ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso per errore revocatorio presentato da due società coinvolte in una complessa disputa sulla gestione di una casa da gioco. Le ricorrenti sostenevano che una precedente ordinanza avesse ignorato l'esistenza di un giudicato interno relativo alla locazione di beni immobili. La Suprema Corte ha chiarito che l'interpretazione della portata di una sentenza precedente non costituisce un errore di fatto percettivo, bensì una valutazione giuridica. Di conseguenza, tale doglianza configura un errore di diritto, non censurabile tramite il rimedio della revocazione ex art. 391-bis c.p.c.
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Errore revocatorio: limiti e inammissibilita
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore revocatorio riguardante un complesso accordo di finanziamento e mandato. I ricorrenti sostenevano che la Corte non avesse considerato l'obbligo di rendiconto dei finanziatori. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che le doglianze non riguardavano una svista percettiva, ma una critica al giudizio di merito gia espresso. La decisione ribadisce che l'errore revocatorio non puo essere usato per ottenere un nuovo esame della causa, portando alla condanna per responsabilita processuale aggravata.
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Revocazione: termini e responsabilità dell’avvocato
Un ricorrente ha impugnato per revocazione un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo che il proprio difensore non gli avesse comunicato la data dell'udienza né il deposito del provvedimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, rilevando che i termini per la revocazione sono perentori. I giudici hanno chiarito che le mancanze comunicative tra avvocato e cliente non sospendono i termini processuali, in quanto attengono esclusivamente al rapporto professionale interno tra le parti.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per rettificare un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. Nel dispositivo del provvedimento originale era stata erroneamente indicata la Sezione Lavoro come organo giudicante, nonostante la causa fosse stata trattata e decisa dalla Sezione Prima Civile. L'intervento, attivato d'ufficio ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., ha permesso di ristabilire la coerenza formale dell'atto, confermando che l'errore era una mera svista desumibile dall'intestazione complessiva della sentenza stessa.
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Distrazione delle spese: rimedi per l’omissione
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di errore materiale riguardante l'omessa pronuncia sulla **distrazione delle spese**. Nonostante un ente pubblico avesse vinto il giudizio e il suo legale avesse richiesto il pagamento diretto, l'ordinanza originale non aveva riportato tale disposizione. La Corte ha stabilito che il rimedio corretto per integrare il dispositivo non è l'impugnazione ordinaria, ma il procedimento di correzione semplificato, garantendo così al difensore antistatario la possibilità di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi.
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Correzione errore materiale: spese legali in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la Correzione errore materiale relativo a una precedente ordinanza che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore del difensore antistatario. Nonostante la richiesta fosse stata regolarmente formulata in calce alla memoria difensiva, il dispositivo originario non ne faceva menzione. La Suprema Corte, richiamando le norme del codice di procedura civile e le novità della Riforma Cartabia, ha integrato il provvedimento disponendo l'aggiunta della locuzione necessaria a garantire il diritto del legale al pagamento diretto delle spese.
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Errore materiale e spese legali in Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. I ricorrenti lamentavano la mancata liquidazione delle spese relative a una fase incidentale di sospensione dell'esecuzione. La Suprema Corte ha chiarito che la compensazione delle spese decisa nel merito assorbe implicitamente anche le fasi cautelari, in quanto la regolamentazione dei costi riguarda l'intero giudizio e segue l'esito finale della lite.
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Errore materiale: guida alla correzione delle spese
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale riguardante la mancata liquidazione delle spese legali in una fase incidentale. I ricorrenti lamentavano che l'ordinanza principale non avesse statuito sulle spese relative alla richiesta di sospensione dell'esecuzione ex art. 373 c.p.c. La Suprema Corte ha chiarito che la compensazione delle spese decisa per l'intero giudizio assorbe implicitamente anche le fasi incidentali, la cui efficacia è per natura provvisoria e condizionata all'esito finale della lite.
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Errore materiale e spese legali: i limiti della Corte
Una società ha richiesto la correzione di un presunto errore materiale in una precedente ordinanza della Cassazione, sostenendo che la liquidazione delle spese legali a favore di due controparti dovesse intendersi per ciascuna di esse singolarmente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, poiché la posizione della società istante era già stata definita e non veniva influenzata dalla correzione richiesta. Inoltre, la Corte ha chiarito che la determinazione delle spese per più parti assistite dallo stesso legale costituisce una valutazione di diritto e non un semplice errore materiale.
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Revocazione: quando l’errore di fatto è inammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso per revocazione presentato da un contribuente contro una precedente sentenza tributaria. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse omesso di esaminare un motivo di ricorso sostanziale dopo la rinuncia ai motivi procedurali. I giudici hanno stabilito che non sussisteva alcun errore di fatto percettivo, poiché la questione del credito d'imposta era stata già implicitamente valutata nel merito. La decisione sottolinea che la revocazione non può essere utilizzata per ottenere un nuovo giudizio su questioni già decise. A causa della prosecuzione del giudizio nonostante una proposta di definizione accelerata, il contribuente è stato condannato per abuso del processo.
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Errore materiale: come correggere la sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il provvedimento originario presentava una palese contraddizione: mentre nella motivazione e nella prima parte del dispositivo condannava l'amministrazione finanziaria al pagamento delle spese legali, in un capoverso successivo ne dichiarava erroneamente la compensazione. La Suprema Corte, rilevata l'incoerenza testuale, ha disposto l'eliminazione della clausola errata, confermando l'obbligo di rifusione delle spese a carico della parte soccombente.
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Errore materiale: guida alla correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di istanza per la correzione di un errore materiale relativo a una precedente ordinanza. I ricorrenti lamentavano l'omessa menzione della distrazione delle spese a favore del difensore e la mancata specifica sulla natura cumulativa o individuale della liquidazione. La Corte ha accolto la prima richiesta, correggendo il dispositivo per includere l'attribuzione delle spese al legale antistatario. Al contrario, ha rigettato la seconda istanza, chiarendo che l'attività di interpretazione del dispositivo non può essere oggetto di correzione materiale né di revocazione.
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Errore materiale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il ricorrente lamentava l'omessa indicazione dei codici fiscali delle parti e la mancanza della firma del giudice relatore. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza del codice fiscale non costituisce un vizio dell'atto e che, per le ordinanze emesse in camera di consiglio, è sufficiente la firma del solo Presidente. Inoltre, è stata rilevata l'invalidità della procura speciale, poiché rilasciata in data anteriore alla pubblicazione del provvedimento impugnato.
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Revocazione in Cassazione: quando è inammissibile
Una società di servizi postali ha proposto ricorso per revocazione contro una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato illegittima la proroga di un contratto a termine. La società lamentava un errore percettivo del giudice, sostenendo che il contratto fosse legittimamente acausale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, precisando che non vi è stato alcun errore di fatto, ma una corretta valutazione giuridica. La decisione impugnata aveva infatti ravvisato una frode alla legge, poiché la proroga era stata utilizzata per eludere le norme sulla temporaneità del lavoro, nonostante la formale assenza di causale.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata da due legali che, pur avendo richiesto la distrazione delle spese, avevano visto liquidare i compensi a favore della società assistita. Il provvedimento chiarisce che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta tramite il procedimento di correzione ex artt. 287 e 288 c.p.c. Tale procedura garantisce la celerità necessaria per fornire al difensore antistatario un titolo esecutivo valido.
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