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Art. 38 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Tassazione buonuscita: vince la norma regionale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la tassazione della buonuscita per i dipendenti regionali siciliani deve seguire la legge regionale più favorevole per le quote maturate fino al 31 dicembre 2003. La pronuncia stabilisce la prevalenza della norma speciale regionale su quella nazionale, a tutela dei diritti quesiti e per garantire un passaggio graduale tra sistemi retributivi.
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Discarico automatico: la Cassazione sui ruoli vecchi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1107/2024, ha stabilito che il 'discarico automatico' previsto dalla legge per i crediti iscritti a ruolo prima del 31 dicembre 1999 opera come effetto di legge, liberando l'agente della riscossione dall'obbligo di versare le somme all'ente creditore. Questa regola vale indipendentemente dalla dimostrazione di aver svolto le attività di riscossione. La Corte ha chiarito che tale disciplina si applica a tutti gli enti, inclusi quelli previdenziali privatizzati, respingendo il ricorso incidentale di una cassa forense che rivendicava il pagamento di somme non riscosse.
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Annullamento ruoli: valido per enti previdenziali?
Una cassa previdenziale privata si è opposta all'applicazione della legge sull'annullamento ruoli esattoriali antecedenti al 1999, ritenendola lesiva della propria autonomia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa si applica a tutti gli enti creditori, pubblici e privati. La Corte ha chiarito che l'annullamento ruoli non estingue il debito, ma elimina solo il titolo esecutivo, lasciando all'ente la facoltà di recuperare il credito con gli strumenti ordinari.
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Cancellazione ruoli esattoriali: la Cassazione decide
Una cassa previdenziale si opponeva alla cancellazione dei suoi crediti iscritti in ruoli esattoriali antecedenti al 1999, sostenendo che la normativa si applicasse solo agli enti pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la legge sulla cancellazione ruoli esattoriali si applica a tutti gli enti creditori, pubblici e privati, per finalità di razionalizzazione dei bilanci. Tuttavia, la Corte ha precisato che la cancellazione elimina solo il ruolo come titolo esecutivo, ma non estingue il credito, che l'ente può ancora riscuotere con gli strumenti ordinari.
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Cancellazione ruoli esattoriali: la Cassazione decide
Una cassa di previdenza privata ha contestato la cancellazione ruoli esattoriali per crediti ante 1999, ritenendola un'espropriazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la legge si applica a tutti gli enti creditori e che la cancellazione del ruolo non estingue il credito sottostante, che può essere recuperato con azioni ordinarie.
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Restituzione indennità di mobilità dopo reintegro
Un lavoratore, licenziato e successivamente reintegrato, aveva percepito l'indennità di mobilità. La Corte di Cassazione ha stabilito l'obbligo di restituzione indennità di mobilità all'ente previdenziale. La reintegrazione, infatti, annulla retroattivamente lo stato di disoccupazione, presupposto fondamentale per il diritto alla prestazione, rendendo irrilevante che l'indennità risarcitoria del datore di lavoro non copra l'intero periodo di assenza dal lavoro.
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Revoca indennità disoccupazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la legittimità della revoca dell'indennità di disoccupazione (Naspi) nei confronti di un soggetto condannato per reati ostativi, tra cui quelli legati ad associazioni di tipo mafioso. Il ricorrente sosteneva l'incostituzionalità della norma per la sua applicazione retroattiva, ma la Corte ha rigettato il ricorso. È stato chiarito che la revoca indennità disoccupazione non è una sanzione penale accessoria, soggetta al divieto di retroattività, bensì un provvedimento amministrativo che consegue alla condanna. La misura, basata su uno 'statuto d'indegnità', è legittima finché le pene per i reati ostativi non sono state interamente espiate.
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Accredito contributi omessi: diritti del lavoratore
Un lavoratore ha citato in giudizio l'ente previdenziale per ottenere l'accredito dei contributi omessi dal suo ex datore di lavoro. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 701/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo che il lavoratore non ha un diritto ad agire contro l'ente per ottenere l'accredito contributi omessi. Il sistema tutela il lavoratore attraverso il principio di automaticità delle prestazioni e l'azione risarcitoria contro il datore di lavoro inadempiente, ma non con un'azione di condanna all'accredito nei confronti dell'ente.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalla Cassa
Un ente previdenziale imponeva un contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista, il quale ne chiedeva la restituzione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta, specificando che l'introduzione di un contributo di solidarietà è una prerogativa esclusiva della legge statale e non può essere deliberata autonomamente dalle casse, neanche per ragioni di bilancio. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per l'azione di rimborso.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalla Cassa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che solo la legge statale può introdurre prelievi obbligatori, ribadendo che l'autonomia gestionale degli enti non conferisce loro un potere impositivo. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, un tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente, anche se finalizzato a garantirne l'equilibrio finanziario. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31713/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che l'imposizione di tale prelievo eccede i poteri degli enti previdenziali privatizzati, essendo una materia coperta da riserva di legge statale. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale imposizione è ritenuta un atto ultra vires, ovvero oltre i poteri conferiti all'ente, che non può gravare su trattamenti pensionistici già maturati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che le casse non hanno il potere di imporre prelievi di natura patrimoniale, una facoltà riservata esclusivamente alla legge. Di conseguenza, il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile e il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un ente previdenziale per professionisti ha trattenuto un "contributo di solidarietà" dalla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha dichiarato la trattenuta illegittima. Secondo la Corte, gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre tali prelievi su pensioni già liquidate, poiché tale facoltà esula dalle loro competenze statutarie. Il ricorso dell'ente è stato pertanto giudicato inammissibile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione, contestando l'applicazione del 'massimale pensionabile spettacolo' alla 'quota B'. La Corte d'Appello gli ha dato ragione. L'ente previdenziale ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la sentenza. La Suprema Corte ha confermato la piena validità del tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile e ha chiarito che la decadenza triennale per tali richieste riguarda solo gli arretrati maturati oltre tre anni prima dell'azione legale, senza estinguere il diritto in sé.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un professionista ha citato in giudizio la propria cassa di previdenza per l'illegittima applicazione di un contributo di solidarietà sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta, stabilendo che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno della Cassa ma richiede una specifica norma di legge. La Corte ha inoltre confermato in dieci anni il termine di prescrizione per la restituzione delle somme.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un pensionato ha contestato il calcolo della sua pensione. L'ente previdenziale ha eccepito la decadenza del diritto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la decadenza ricalcolo pensione, introdotta nel 2011, ha un effetto limitato: non estingue il diritto a una pensione corretta per il futuro, ma si applica solo ai ratei maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fondo previdenziale, negando l'esenzione IMU per i suoi immobili. La Corte ha ribadito che per beneficiare dell'agevolazione, non basta essere un ente non commerciale, ma è necessario dimostrare l'uso diretto ed esclusivo degli immobili per le attività istituzionali. L'onere della prova per l'esenzione IMU enti non commerciali ricade interamente sul contribuente, il quale deve provare che gli immobili non siano usati solo strumentalmente, ad esempio come uffici amministrativi o per produrre reddito.
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Pensione inabilità: negata se non si è in servizio
La Corte di Cassazione ha negato la pensione inabilità a un professionista che, sebbene iscritto alla cassa previdenziale, non esercitava più l'attività da molti anni a causa di procedimenti giudiziari. La Corte ha stabilito che il diritto alla pensione sorge solo se l'inabilità è la causa diretta dell'interruzione di un'attività lavorativa in corso, non se interviene quando il professionista è già impossibilitato a lavorare per altri motivi.
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