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Art. 38 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Dimissioni per giusta causa: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30310/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento della NASpI a seguito di dimissioni per giusta causa, motivate dall'omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. La Corte ha stabilito che, per la validità delle dimissioni per giusta causa, non è sufficiente l'inadempimento datoriale, ma è necessario che il lavoratore dimostri il nesso di causalità e immediatezza tra la conoscenza dell'inadempimento e la sua decisione di recedere dal rapporto.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente previdenziale per l'applicazione di un prelievo sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ribadito che un contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale che solo una legge statale può introdurre, non i regolamenti interni di una Cassa di previdenza privatizzata. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti e Cassa Forense: caso in Cassazione
Una Cassa di previdenza privata si oppone all'applicazione della normativa sull'annullamento debiti statali ai propri crediti contributivi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione sul caso. La questione centrale è se le leggi di sanatoria fiscale, che prevedono la cancellazione automatica di vecchi debiti di importo limitato, possano ledere l'autonomia e i diritti patrimoniali di un ente previdenziale privato. La Corte ha sospeso il giudizio per attendere l'esito di un procedimento con questioni giuridiche analoghe, al fine di garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Cancellazione crediti previdenziali: la Cassazione
Un ente previdenziale ha contestato l'annullamento automatico per legge dei suoi crediti contributivi, gestiti dall'agenzia di riscossione. La Corte di Cassazione, di fronte a tale questione sulla cancellazione crediti previdenziali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione in attesa della risoluzione di un caso analogo già in discussione, al fine di garantire uniformità di giudizio.
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Discarico automatico crediti: la Cassazione rinvia
Una cassa di previdenza privata ha impugnato in Cassazione la cancellazione automatica dei propri crediti iscritti a ruolo, lamentando la violazione di norme nazionali, costituzionali e comunitarie. La Corte Suprema, pur richiamando il proprio orientamento consolidato contrario alle tesi del ricorrente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione sul discarico automatico è stata rinviata in attesa della definizione di un altro giudizio pendente su una questione identica, al fine di assicurare coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti: la Cassazione rinvia la decisione
Un ente previdenziale si oppone all'applicazione delle leggi sull'annullamento debiti previdenziali ai propri crediti, sostenendo la sua natura privata. Il caso riguarda la cancellazione automatica di ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della definizione di un altro procedimento che solleva questioni giuridiche identiche, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Calcolo TFS dirigenti: la retribuzione reale vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17804/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo TFS dirigenti pubblici. Il caso riguardava un dirigente medico in aspettativa, che aveva assunto un incarico esterno con una retribuzione superiore. L'INPS aveva calcolato il suo Trattamento di Fine Servizio (TFS) sulla base della retribuzione 'virtuale' che avrebbe percepito nel suo ruolo originario. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che il TFS deve essere calcolato sulla retribuzione effettivamente percepita e sulla quale sono stati versati i contributi, in virtù di un rinvio normativo che estende la disciplina prevista per i vertici delle ASL.
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Pensione di reversibilità: no all’esclusione per età
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che negava la pensione di reversibilità alla vedova di un ex sportivo. L'ente previdenziale si basava su una clausola che escludeva il diritto se il matrimonio era avvenuto dopo i 50 anni dell'iscritto. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato non considerando le eccezioni previste nella stessa clausola, come la durata del matrimonio, ordinando un nuovo esame del caso.
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Sospensione feriale termini: quando non si applica
Un ex funzionario pubblico ha citato in giudizio un ente regionale per ottenere il trattamento di fine mandato e il versamento di contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato in ritardo. La decisione chiarisce che la sospensione feriale termini non è applicabile alle controversie di natura previdenziale, come quella in esame, rendendo l'appello tardivo.
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Iscrizione Cassa Geometri: sì, anche con lavoro occasionale
Un geometra, iscritto all'Albo ma lavoratore dipendente, si era opposto all'iscrizione e al pagamento dei contributi alla Cassa di previdenza, sostenendo di svolgere l'attività professionale solo occasionalmente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola iscrizione all'Albo professionale è condizione sufficiente per far scattare l'obbligo di iscrizione alla Cassa Geometri e il versamento dei contributi minimi. La natura occasionale dell'attività e l'assenza di reddito professionale sono irrilevanti ai fini di tale obbligo.
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Restituzione contributi INPS: quando scatta la prescrizione
Un lavoratore ha richiesto la riliquidazione della pensione e la restituzione dei contributi INPS versati ma non utilizzati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che il diritto alla restituzione dei contributi si prescrive in dieci anni. Il termine non decorre dalla data di liquidazione della pensione, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto conoscenza dell'inutilizzabilità dei versamenti, in questo caso a seguito di una comunicazione dell'ente previdenziale.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un ente previdenziale ha contestato una sentenza che imponeva il ricalcolo di una pensione, sostenendo che il diritto fosse estinto per decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza sul ricalcolo pensione incide unicamente sugli arretrati maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale, ma non estingue il diritto a ottenere una prestazione correttamente calcolata per il futuro. Questa decisione protegge il nucleo essenziale del diritto alla pensione, considerato irrinunciabile e imprescrittibile.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per il ricalcolo pensione, prevista dalla legge, non elimina il diritto fondamentale a una prestazione pensionistica corretta. L'Ente Previdenziale aveva sostenuto che la richiesta tardiva del pensionato dovesse precludere totalmente il ricalcolo. La Corte ha invece confermato che la decadenza incide solo sugli arretrati maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale, salvaguardando il diritto per il futuro e per gli arretrati più recenti, in quanto diritto fondamentale e irrinunciabile.
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Decadenza ricalcolo pensione: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza ricalcolo pensione. Ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando che il termine di decadenza triennale previsto dalla legge si applica esclusivamente agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, ma non estingue il diritto del pensionato a ottenere la corretta quantificazione della sua pensione per il futuro. Questa decisione ribadisce la natura fondamentale e irrinunciabile del diritto alla pensione.
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Pensione indiretta: no al diritto senza contributi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15294/2024, ha stabilito che il diritto alla pensione indiretta per i superstiti di un lavoratore autonomo è subordinato all'effettivo versamento dei contributi da parte del defunto. A differenza dei lavoratori dipendenti, per gli autonomi non opera il principio di automaticità delle prestazioni. Pertanto, la vedova di un professionista non può ottenere la pensione se la posizione contributiva del coniuge non era regolare al momento del decesso. I superstiti possono comunque sanare l'omissione versando i contributi dovuti, ma solo dopo tale adempimento maturerà il diritto alla prestazione.
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Vivenza a carico: requisiti per la reversibilità
Un figlio disabile si è visto negare la pensione di reversibilità del padre perché non ha provato la 'vivenza a carico'. La Cassazione chiarisce che la non autosufficienza economica non basta: è necessario dimostrare che il genitore provvedeva al mantenimento in modo prevalente e continuativo.
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Contribuzione previdenziale: un diritto irrinunciabile
Un lavoratore ha richiesto il corretto calcolo della contribuzione previdenziale per il suo prepensionamento. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda basandosi su un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il diritto a una corretta contribuzione previdenziale è indisponibile e non può essere oggetto di rinuncia tramite transazione, data la sua natura pubblica e obbligatoria. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Ferie non autorizzate: la Cassazione conferma la sanzione
Una dipendente pubblica ha ricevuto una sanzione per aver usufruito di ferie senza il consenso del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che le ferie non autorizzate sono illegittime. La sentenza ribadisce che il godimento delle ferie, pur essendo un diritto, deve essere sempre bilanciato con le esigenze organizzative dell'ente, rendendo indispensabile l'autorizzazione preventiva.
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Contratto part time verticale: Orario e Turni Certi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13495/2024, ha stabilito che in un contratto part time verticale è illegittima l'assegnazione a turni non specificati nell'accordo iniziale. La mera previsione generica di lavoro su turni 'in caso di necessità' non soddisfa il requisito di legge di 'puntuale indicazione' della collocazione temporale dell'orario, poiché lascia al datore di lavoro un potere discrezionale che la normativa intende limitare per tutelare la programmabilità della vita del lavoratore.
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