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Perdita Di Chance — Anno 2026

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Altri anni per Perdita Di Chance

Provvedimenti

Perdita di chance: risarcimento nel pubblico impiego
Un dipendente pubblico ha contestato l'esito di una selezione per il conferimento di una posizione organizzativa, denunciando la violazione dei principi di trasparenza e correttezza. Sebbene la Corte d'Appello avesse accertato l'illegittimità della procedura, aveva negato il risarcimento invocando l'insindacabilità della discrezionalità amministrativa. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che la perdita di chance costituisce un'entità patrimoniale autonoma. Il risarcimento spetta ogniqualvolta il lavoratore dimostri una probabilità concreta di successo, indipendentemente dalla certezza della nomina finale.
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Retribuzione di posizione: calcolo anzianità medici
Un dirigente medico ha ottenuto il riconoscimento della retribuzione di posizione calcolando gli anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha confermato che il principio di non discriminazione europeo impone di equiparare il servizio a termine a quello indeterminato ai fini dell'anzianità, rigettando il ricorso dell'azienda sanitaria.
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Perdita di chance: i criteri per il risarcimento
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso degli eredi di un paziente deceduto per complicanze da influenza A/H1N1, i quali lamentavano un ritardo diagnostico e terapeutico. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda basandosi su una consulenza tecnica che escludeva la perdita di chance di sopravvivenza in modo apodittico. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che la motivazione era meramente apparente e che ogni segmento di vita residua, seppur breve, rappresenta un valore giuridico tutelato la cui perdita va risarcita.
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Responsabilità commercialista: l’obbligo di informare
Un cliente ha citato in giudizio il proprio commercialista per aver omesso la dichiarazione di uno yacht nel quadro RW, causando sanzioni fiscali. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la responsabilità commercialista comprende un ampio dovere di informare il cliente su rischi e opzioni, non limitandosi alla mera esecuzione tecnica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Perdita di chance: quando è estorsione? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione e turbativa d'asta aggravata dal metodo mafioso a carico di un imprenditore. La Corte ha stabilito che la costrizione a rinunciare a una gara d'appalto, causando la perdita di una concreta possibilità di aggiudicazione (perdita di chance), costituisce un danno patrimoniale sufficiente per il reato di estorsione. Anche in presenza di un presunto precedente accordo illecito, l'intimidazione volta a escludere un concorrente integra la turbativa d'asta. L'aggravante mafiosa è stata ritenuta sussistente sulla base del contesto e delle modalità intimidatorie, che evocavano la forza di un'organizzazione criminale.
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Estorsione e appalti: la perdita di chance è danno
La Corte di Cassazione, con la sentenza penale n. 2236/2026, ha rigettato il ricorso di un imputato accusato di concorso in estorsione aggravata e turbativa d'asta. Il caso riguarda le pressioni su un'impresa per farla desistere da una gara d'appalto. La Corte ha stabilito che la 'perdita di chance', ovvero la perdita di una seria possibilità di aggiudicarsi l'appalto, costituisce un danno patrimoniale sufficiente a integrare il reato di estorsione, anche se la possibilità di vittoria della vittima fosse legata a un precedente accordo illecito. Inoltre, ha chiarito che anche una procedura negoziata, se basata su criteri selettivi, configura una 'gara' ai fini del reato di turbativa d'asta.
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Perdita di chance: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano un risarcimento per perdita di chance. La società datrice di lavoro aveva omesso di fissare gli obiettivi individuali necessari per l'ottenimento di un premio di risultato. La Corte ha confermato la decisione di merito, secondo cui non è sufficiente dimostrare l'inadempimento del datore di lavoro, ma è onere del lavoratore provare di avere avuto concrete e reali possibilità di raggiungere tali obiettivi, qualora fossero stati fissati. La valutazione di tale possibilità costituisce un giudizio di fatto, non sindacabile in sede di legittimità.
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Perdita di chance: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione conferma che, in caso di richiesta di risarcimento per perdita di chance, non è sufficiente che il lavoratore dimostri l'inadempimento del datore di lavoro (come la mancata fissazione di obiettivi per un premio). Il dipendente ha l'onere di allegare e provare di aver avuto concrete e reali possibilità di raggiungere tali obiettivi, qualora fossero stati fissati. In mancanza di questa prova, la domanda di risarcimento non può essere accolta. Il ricorso dei lavoratori è stato dichiarato inammissibile.
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Mancato protesto assegno: quando non c’è risarcimento
Un creditore ha perso il diritto al risarcimento per il mancato protesto assegno da parte della banca. La Cassazione ha confermato che, senza la prova del danno concreto e del nesso causale tra l'omissione e la perdita economica, la richiesta non può essere accolta.
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Responsabilità avvocato e perdita di chance: il caso
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cliente contro il proprio avvocato per un appello tardivo. La Corte chiarisce che per ottenere il risarcimento per perdita di chance, non basta provare l'errore del legale. È necessario dimostrare, con un elevato grado di probabilità, che la causa avrebbe avuto un esito favorevole. In questo caso, la Corte d'Appello aveva correttamente basato la sua decisione su una duplice motivazione: la scarsa probabilità di successo dell'appello originario e l'assenza di prova di un danno economico concreto. La Cassazione ha ritenuto che il ricorso non scalfisse validamente almeno una di queste motivazioni, rendendo l'impugnazione infondata.
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Riqualificazione professionale: accordo non vincolante
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano l'attuazione di una riqualificazione professionale prevista da un accordo sindacale. La Corte ha stabilito che l'accordo aveva una natura meramente programmatica, subordinato a condizioni future e incerte, e quindi non creava un diritto soggettivo esigibile dai lavoratori, escludendo anche il diritto al risarcimento per perdita di chance.
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Perdita di chance: risarcimento e motivazione
Un dirigente medico, pur avendo ottenuto un punteggio superiore in una selezione per un incarico direttivo, viene escluso. La Corte di Cassazione, analizzando il caso, stabilisce che il risarcimento per la perdita di chance non può basarsi su un mero calcolo statistico (es. 50% con due candidati). È necessario, invece, un giudizio prognostico sulla probabilità effettiva e concreta di successo del candidato escluso, basato su una valutazione comparativa dei profili professionali. La sentenza annulla la decisione d'appello che aveva applicato un criterio puramente matematico, rinviando per una nuova valutazione del danno.
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Perdita di chance: onere della prova del dirigente
Un gruppo di dirigenti medici ha citato in giudizio un'azienda ospedaliera per il mancato pagamento della retribuzione variabile. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che, per ottenere un risarcimento per perdita di chance, non basta provare l'inadempimento del datore, ma è necessario allegare e provare elementi specifici sulla concreta possibilità e sul valore dell'occasione persa, onere non soddisfatto dai ricorrenti.
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