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Perdita Di Chance — Anno 2026

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Altri anni per Perdita Di Chance

Provvedimenti

Errore della PA: dipendente vince per perdita di chance
Un funzionario pubblico fa causa a un'Amministrazione per essere stato penalizzato ingiustamente in una selezione per una posizione di maggiore responsabilità. La Corte di Cassazione chiarisce che un errore nella procedura di valutazione, che impedisce a un candidato di competere ad armi pari, genera il diritto a un risarcimento per perdita di chance. Anche se non c'è la certezza che il funzionario avrebbe vinto, la perdita di una possibilità concreta va risarcita. L'Amministrazione ha perso il ricorso finale per un vizio di forma, rendendo definitiva la condanna al risarcimento del danno a favore del dipendente.
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Responsabilità avvocato: condannato per la causa persa dal cliente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale per responsabilità professionale avvocato. Il professionista, a causa di un grave inadempimento, aveva causato la perdita della causa intentata dal suo cliente per ottenere un risarcimento per danni da infiltrazioni nel proprio immobile. I giudici hanno stabilito che la negligenza dell'avvocato ha privato il cliente della concreta possibilità di vincere il giudizio, configurando un danno da 'perdita di chance'. Anche se l'ammontare esatto del danno non era precisamente calcolabile, la Corte ha ritenuto corretto che i giudici di merito lo avessero determinato in via equitativa, basandosi sulle prove esistenti. L'avvocato è stato quindi condannato a risarcire il suo ex cliente.
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Responsabilità professionale avvocato: errore senza danno, niente risarcimento
La Corte di Cassazione affronta un caso di responsabilità professionale avvocato. Due clienti avevano citato in giudizio il loro legale per aver comunicato in ritardo l'esito negativo di una causa, impedendo così l'appello. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per ottenere un risarcimento, non basta dimostrare l'errore del professionista. Il cliente ha l'onere di provare, tramite una valutazione prognostica, che l'appello non proposto avrebbe avuto concrete e ragionevoli probabilità di successo. In assenza di tale prova, la richiesta di risarcimento viene respinta e il compenso al legale resta dovuto, poiché la sua prestazione non può considerarsi del tutto inutile.
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Progressione Verticale: Idonei ma non assunti, la Cassazione nega
Alcuni dipendenti del settore scolastico, inseriti in una graduatoria provvisoria per una progressione verticale, hanno fatto causa all'Amministrazione per ottenere la ripetizione della procedura selettiva a distanza di anni. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: la semplice inclusione in una lista preliminare, che non è mai diventata una graduatoria finale, non crea un diritto automatico all'assunzione. La Corte ha sottolineato che le posizioni di altri lavoratori, assunti nel frattempo in buona fede, sono ormai consolidate e non possono essere messe in discussione. Di conseguenza, la richiesta di una nuova progressione verticale è stata negata.
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Selezione errata: negato risarcimento per perdita di chance
Un candidato a una selezione pubblica viene escluso dopo aver sostenuto solo la prova orale, senza poter accedere alla prova pratica prevista. L'interessato fa causa per ottenere l'assunzione o, in alternativa, un risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta. Pur riconoscendo l'irregolarità della procedura, i giudici stabiliscono un principio fondamentale: per ottenere un risarcimento per perdita di chance non basta dimostrare l'errore della commissione. Il candidato deve anche fornire prove concrete sulla probabilità che avrebbe avuto di superare tutte le prove e vincere la selezione. In assenza di tale dimostrazione, la domanda viene rigettata.
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Perdita di chance: Ente condannato per mancata nomina del 2°
Un Ente Pubblico, dopo aver avviato una selezione per un ruolo dirigenziale, ignora il secondo classificato a seguito della rinuncia del primo, senza fornire motivazioni. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del candidato escluso al risarcimento del danno da perdita di chance. Anche se l'Ente ha potere discrezionale, una volta avviata una procedura pubblica è obbligato a rispettare i principi di correttezza e buona fede. La violazione di questi doveri ha leso l'affidamento legittimo del candidato, privandolo della concreta possibilità di ottenere l'incarico. La Corte ha quindi rigettato sia il ricorso dell'Ente che quello del candidato, che contestava l'importo del risarcimento.
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Responsabilità Avvocato: Scelta Perdente non è Colpa | Cassazione
Un cliente cita in giudizio il proprio legale per aver scelto una strategia di recupero crediti rivelatasi inefficace. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità professionale dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale: la scelta di una linea difensiva, anche se non porta al successo, non costituisce colpa se risulta adeguata e ponderata al momento della decisione (valutazione 'ex ante'). Nel caso specifico, le alternative proposte dal cliente (come l'esecuzione del contratto preliminare) erano impraticabili a causa di pesanti ipoteche sull'immobile. La Corte ha quindi confermato che l'avvocato aveva agito con la dovuta diligenza, rigettando la richiesta di risarcimento del cliente.
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Progetto eolico: Comune perde causa milionaria per onere della prova
Un Comune ha citato in giudizio un'Azienda Energetica per un presunto inadempimento contrattuale. L'accordo prevedeva la progettazione gratuita di tre aerogeneratori da parte dell'Azienda, ma il Comune lamentava la mancata consegna del progetto, chiedendo un risarcimento milionario per i mancati guadagni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il Comune non ha rispettato l'onere della prova del danno. L'ente pubblico, infatti, ha confuso il danno derivante dalla mancata progettazione (il costo per affidarla ad altri) con quello, non risarcibile in questo caso, derivante dalla mancata realizzazione dell'impianto, che era un suo compito. L'inerzia del Comune ha inoltre interrotto il nesso causale, portando alla sua totale sconfitta.
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Perdita di Chance: Vince ma non Incassa per un Errore in Appello
Un candidato, secondo in una selezione per un incarico dirigenziale, contesta la nomina del vincitore, ottenendo ragione in appello. I giudici gli riconoscono un risarcimento per perdita di chance, ritenendo probabile la sua vittoria se la selezione fosse stata regolare. Tuttavia, la Corte di Cassazione ribalta la decisione. Il candidato, pur avendo vinto la causa principale in primo grado, non aveva riproposto specificamente la sua richiesta subordinata di risarcimento in appello. Questo errore procedurale è stato fatale: la Cassazione ha annullato la condanna al risarcimento, stabilendo che la domanda, non essendo stata riproposta, doveva considerarsi abbandonata. L'azienda vince, il candidato perde il risarcimento.
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Diniego di distacco illegittimo: Comune condannato per chance persa
Un Agente di Polizia Locale si vede negare dal proprio Comune il distacco presso un'Unione Montana, dove avrebbe ricoperto un ruolo di maggiore responsabilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diniego di distacco illegittimo, perché privo di una valida motivazione, viola i doveri di buona fede e correttezza del datore di lavoro. Tale condotta ha causato al lavoratore un danno da 'perdita di chance', ovvero la perdita della concreta opportunità di crescita professionale ed economica. Per questo motivo, il Comune è stato condannato a risarcire il dipendente. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'ente, confermando la sua responsabilità.
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Medico escluso contesta selezione: la Cassazione nega la perdita di chance
Un medico fa ricorso per essere stato escluso dalla terna finale per un incarico da Primario, sostenendo che un requisito specifico, da lui posseduto, fosse un prerequisito obbligatorio ignorato dalla commissione. Chiedeva quindi un risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha respinto la sua domanda, stabilendo che il requisito in questione non era un criterio di esclusione, ma solo uno degli elementi descrittivi del profilo professionale ideale. La commissione ha legittimamente valutato i candidati nel loro complesso, considerando tutti i parametri. Di conseguenza, non è stata riconosciuta alcuna illegittimità nella procedura né il diritto al risarcimento per la presunta perdita di chance.
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Risarcimento danno da spoil system: il manager vince ma a metà
Un dirigente pubblico, rimosso anticipatamente dal suo incarico a causa di una legge sullo 'spoil system', ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante sul risarcimento danno da spoil system: il diritto al risarcimento non parte dal giorno della rimozione, ma dalla data in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge che la permetteva. Questo perché l'Amministrazione non può essere considerata 'colpevole' per aver applicato una norma allora in vigore. Inoltre, la Corte ha negato il risarcimento per la retribuzione di risultato, poiché il dirigente non ha fornito prove concrete sulla probabilità di raggiungere gli obiettivi richiesti.
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Nomina Fiduciaria Sanità: Incarico Salvo, Annullamento Negato
Un medico, classificatosi terzo in una selezione per Direttore di Chirurgia Generale, ottiene dai giudici di merito l'annullamento della procedura e della nomina del vincitore per presunte irregolarità. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla nomina fiduciaria sanità. Poiché la scelta finale del Direttore Generale ha natura privatistica e fiduciaria, non può essere annullata. L'eventuale violazione dei principi di correttezza e buona fede durante la selezione non giustifica la ripetizione della procedura, ma può solo fondare una richiesta di risarcimento del danno per 'perdita di chance' da parte del candidato escluso. Di conseguenza, il medico nominato mantiene il suo incarico.
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Oneri Sicurezza Appalto: Prezzo Forfettario Batte Riserva Extra
Una società appaltatrice ha richiesto al committente il pagamento extra degli oneri della sicurezza in un appalto ferroviario, sostenendo che non fossero inclusi nel prezzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici precedenti. Il contratto specificava che il corrispettivo totale era 'di cui una quota per oneri di sicurezza'. Questa dicitura, secondo la Corte, dimostra in modo inequivocabile che i costi per la sicurezza erano già ricompresi nel prezzo pattuito. La sentenza ribadisce l'importanza della chiarezza testuale del contratto per definire l'inclusione degli oneri della sicurezza appalto.
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Ritardo Collaudo: No al Risarcimento Spese Generali automatico
La Corte di Cassazione ha negato il diritto automatico al risarcimento spese generali per un'impresa a causa del ritardato collaudo di opere ferroviarie. L'Appaltatore aveva richiesto il pagamento di una quota forfettaria di spese generali, sostenendo che il ritardo della Committente gli avesse causato un danno. I giudici hanno stabilito che il ritardo non giustifica un risarcimento automatico. L'impresa deve fornire la prova concreta e specifica dei costi effettivamente sostenuti a causa del ritardo, non potendo semplicemente invocare le percentuali previste per la normale esecuzione del contratto. Anche la richiesta per perdita di chance è stata respinta per mancanza di prove. La Committente vince la causa.
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Linea muta, chance perse: risarcimento anche senza prova del danno
Un avvocato rimane senza linea telefonica per mesi a causa di un disservizio tra due compagnie telefoniche durante una migrazione. L'utente chiede il risarcimento per la perdita di potenziali clienti. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: per ottenere il **risarcimento danno da perdita di chance** non è necessaria la prova di un danno economico certo e quantificato, come un calo di fatturato. È sufficiente dimostrare, in termini di probabilità, di aver perso l'opportunità di conseguire un vantaggio economico. Questo è particolarmente vero per un'attività professionale, dove la reperibilità telefonica è essenziale. La Corte ha quindi dato ragione al professionista, annullando la precedente decisione negativa.
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Trasferimento d’azienda e retribuzione: Bonus salvo, paga l’Azienda
Due lavoratori, a seguito di un trasferimento d'azienda, si vedono negare una retribuzione variabile individuale pattuita con il precedente datore di lavoro. Le nuove società acquirenti omettevano di fissare gli obiettivi necessari per maturare il premio. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul trasferimento d'azienda e retribuzione: l'articolo 2112 del codice civile protegge tutti i diritti del lavoratore, inclusi i premi individuali. L'azienda acquirente non può semplicemente eliminare questi emolumenti. La mancata fissazione degli obiettivi costituisce un inadempimento e obbliga l'azienda a risarcire il danno da 'perdita di chance', ovvero la perdita della possibilità di guadagnare il bonus. La Corte ha quindi dato ragione ai lavoratori sul principio di diritto.
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Riorganizzazione aziendale sanitaria: esubero negato ai direttori
A seguito di una complessa riorganizzazione aziendale sanitaria, un ente locale ha soppresso alcuni distretti, revocando anticipatamente gli incarichi dei relativi direttori medici. L'azienda ha poi avviato una procedura di ricollocazione riservata ai dirigenti in esubero, escludendo i direttori di distretto revocati. Questi ultimi hanno fatto causa chiedendo il risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'azienda. I giudici hanno chiarito che i direttori di distretto, a differenza dei direttori di struttura complessa, beneficiano del congelamento del posto di provenienza. Pertanto, alla cessazione dell'incarico, non rimangono privi di ruolo e non possono essere considerati in esubero. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per difetti nella contestazione dell'interpretazione degli accordi sindacali.
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Responsabilità dell’agente della riscossione: risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dell'agente della riscossione per il mancato recupero di crediti affidati da un consorzio privato. L'ente di riscossione sosteneva che la causa spettasse alla Corte dei Conti e che l'azione fosse prematura in attesa della procedura di discarico per inesigibilità. Gli Ermellini hanno invece stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché il rapporto ha natura privatistica. Inoltre, l'azione risarcitoria per inadempimento contrattuale è autonoma e non dipende dall'esito delle procedure amministrative interne di discarico. Il danno è stato liquidato equitativamente come perdita di chance, sanzionando l'inerzia dell'agente nel perseguire i debitori morosi.
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Responsabilità professionale dell’avvocato: errore senza danno
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale dell'avvocato a seguito dell'estinzione di una causa di lavoro. Il professionista aveva omesso di depositare la prova della notifica del ricorso in riassunzione dopo il fallimento della società datrice di lavoro. Nonostante l'accertata negligenza, i giudici di merito hanno rigettato la domanda risarcitoria poiché il danno non era stato provato. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, stabilendo che l'estinzione del giudizio non precludeva al lavoratore la possibilità di far valere i propri crediti direttamente nella procedura fallimentare. Mancando la prova che l'errore del legale avesse causato una perdita economica definitiva o una reale perdita di chance, il risarcimento non è dovuto.
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