LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Perdita Di Chance — Anno 2023

Pagina 4 di 5

Altri anni per Perdita Di Chance

Provvedimenti

Perdita di chance ed estorsione: parla la Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il complesso tema della perdita di chance in relazione ai reati di estorsione e turbata libertà degli incanti. Il caso riguarda soggetti accusati di aver allontanato potenziali offerenti da aste giudiziarie mediante minacce e violenze, favorendo interessi legati a sodalizi criminali. La questione centrale è se la perdita della possibilità di aggiudicarsi un bene (la chance) possa costituire il danno patrimoniale necessario per configurare il reato di estorsione in concorso con la turbativa d'asta. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla natura della chance nel diritto penale, la Sesta Sezione ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per garantire certezza del diritto.
Continua »
Dirigenza medica: risarcimento per mancata pesatura
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'azienda sanitaria al risarcimento del danno in favore di un esponente della dirigenza medica. Il contenzioso nasce dal mancato avvio delle procedure di graduazione delle funzioni e pesatura degli incarichi, necessarie per quantificare la parte variabile dell'indennità di posizione. La Corte ha ribadito che l'inadempimento della Pubblica Amministrazione genera una responsabilità contrattuale, legittimando il risarcimento per perdita di chance, liquidabile in via equitativa sulla base di parametri probabilistici e precedenti atti aziendali.
Continua »
Indennità di posizione: risarcimento per i medici
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'Azienda Sanitaria al risarcimento dei danni in favore di un dirigente medico per il mancato avvio delle procedure di graduazione e pesatura degli incarichi. Tale inerzia amministrativa impedisce la corretta determinazione della indennità di posizione parte variabile, configurando un inadempimento contrattuale. La Corte ha stabilito che il danno può essere liquidato in via equitativa come perdita di chance. Inoltre, è stato accolto il ricorso del medico riguardante la liquidazione delle spese legali, giudicate inferiori ai minimi tariffari inderogabili previsti dalla normativa vigente.
Continua »
Perdita di chance: risarcimento per dirigenti medici
Un dirigente medico ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corresponsione della parte variabile dell'indennità di posizione. Il mancato pagamento era dovuto all'inerzia dell'ente nell'adottare i provvedimenti di graduazione e pesatura degli incarichi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'azienda, stabilendo che l'omissione procedurale costituisce un inadempimento contrattuale. Il danno è stato qualificato come perdita di chance, poiché il dirigente è stato privato della possibilità di percepire un trattamento economico superiore a causa della condotta omissiva della Pubblica Amministrazione.
Continua »
Risarcimento danni e prova dell’insolvenza
Un cittadino ha richiesto il risarcimento danni contro un istituto bancario a seguito di una segnalazione di insolvenza causata da un furto d'identità operato da terzi. Nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la tardività della banca nel bloccare la diffusione dei dati, la domanda risarcitoria è stata respinta per mancanza di prova del danno concreto. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, stabilendo che l'accertamento della responsabilità (an) è irrilevante se il danneggiato non dimostra l'effettiva esistenza e l'entità del pregiudizio subito (quantum).
Continua »
Demansionamento: quando il ricorso è inammissibile
Un dipendente di un ente pubblico ha agito in giudizio lamentando un presunto demansionamento e lo svuotamento delle proprie mansioni operative, richiedendo il risarcimento per danni professionali, biologici ed esistenziali. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente accolto la domanda, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, rilevando che le mansioni effettivamente assegnate (responsabile di procedimenti e ufficiale rogante) erano pienamente compatibili con la categoria D1 di appartenenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del lavoratore inammissibile, confermando che il giudice di merito ha correttamente eseguito la comparazione tra l'attività svolta e la declaratoria contrattuale, escludendo ogni ipotesi di inattività o dequalificazione.
Continua »
Perdita di chance: guida al risarcimento danni
Una dipendente comunale ha impugnato la revoca di un incarico di responsabilità, lamentando un demansionamento e richiedendo il risarcimento dei danni. Mentre il tribunale di primo grado aveva riconosciuto il danno quantificandolo come perdita di chance al 100%, la Corte d'Appello aveva negato ogni ristoro ritenendo che tale specifica domanda non fosse stata formulata correttamente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che il giudice ha il dovere di qualificare correttamente la domanda risarcitoria. La Suprema Corte distingue nettamente tra la perdita di chance, intesa come probabilità, e il danno da mancata promozione, inteso come certezza del risultato, imponendo una nuova valutazione del merito.
Continua »
Lavoro precario: stop assunzioni senza concorso
Un gruppo di operatori socio-sanitari ha agito contro un'azienda ospedaliera pubblica denunciando una situazione di lavoro precario derivante da un'illecita intermediazione di manodopera tramite cooperativa. I lavoratori chiedevano la costituzione di un rapporto a tempo indeterminato o il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che nelle pubbliche amministrazioni il divieto di trasformazione del rapporto ex art. 36 d.lgs. 165/2001 è assoluto, anche in caso di violazione di norme imperative. Inoltre, ha negato il risarcimento poiché il danno non era stato provato e non era applicabile la presunzione del danno comunitario, tipica solo della reiterazione abusiva di contratti a termine.
Continua »
Perdita di chance: i limiti alla discrezionalità P.A.
Un professionista ha impugnato l'esito di una selezione indetta da una Pubblica Amministrazione, lamentando la perdita di chance nonostante il primo posto nella graduatoria provvisoria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la discrezionalità del datore di lavoro non esonera dal rispetto dei principi di correttezza e buona fede. La sentenza sottolinea che il posizionamento preminente in una fase preselettiva costituisce un indizio rilevante per valutare la probabilità di successo, rendendo necessaria una disamina approfondita delle presunte irregolarità procedurali e discriminatorie.
Continua »
Risarcimento danno pubblico impiego: non è tassabile
Una lavoratrice del settore pubblico ha ricevuto un indennizzo per l'illegittima reiterazione di contratti a termine. L'Agenzia delle Entrate ha inizialmente negato il rimborso dell'IRPEF su tale somma. La Corte di Cassazione, dopo che l'Agenzia ha annullato il proprio diniego in autotutela, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Decidendo sulle spese legali secondo il principio di 'soccombenza virtuale', ha stabilito che il risarcimento danno pubblico impiego per 'perdita di chance' non ha natura reddituale e quindi non è tassabile, condannando l'Agenzia al pagamento delle spese.
Continua »
Risarcimento dirigente medico: l’obbligo della P.A.
La Corte di Cassazione conferma il diritto al risarcimento per un dirigente medico a causa del ritardo di un'Azienda Sanitaria nel completare la procedura di graduazione degli incarichi dirigenziali. Tale inadempimento ha impedito al dirigente di percepire la retribuzione variabile, configurando un danno da "perdita di chance". La Corte ha rigettato le difese dell'ente, che invocava la complessità della procedura e un presunto accordo individuale, stabilendo che l'onere di provare la non imputabilità del ritardo spetta alla Pubblica Amministrazione. Viene così ribadito il principio secondo cui la P.A. è tenuta a risarcire i danni derivanti dalla propria inerzia.
Continua »
Mancata pesatura incarichi: Diritto al risarcimento
Una dirigente medico ha ottenuto il risarcimento del danno da un'Azienda Sanitaria per la mancata pesatura degli incarichi dirigenziali. La Cassazione ha confermato la condanna, rigettando le difese dell'ente pubblico sulla presunta non imputabilità del ritardo e su un'asserita accettazione di una retribuzione unificata. L'ente datore di lavoro ha l'obbligo di completare le procedure di valutazione, e il suo inadempimento genera il diritto al risarcimento per la perdita di chance del lavoratore di percepire la retribuzione variabile.
Continua »
Retribuzione variabile: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'Azienda Sanitaria per non aver corrisposto la retribuzione variabile a una dirigente. L'inadempimento dell'obbligo di 'pesatura' degli incarichi, anche se complesso, costituisce una violazione contrattuale che dà diritto al risarcimento del danno per perdita di chance.
Continua »
Graduazione funzioni dirigenziali: risarcimento danni
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'Azienda Sanitaria a risarcire il danno a una sua dirigente per la mancata graduazione delle funzioni dirigenziali. Tale inadempimento ha impedito alla lavoratrice di percepire la parte variabile della retribuzione, configurando un danno da perdita di chance. La Corte ha stabilito che le difficoltà interne dell'ente non costituiscono una scusante e che il danno può essere liquidato in via equitativa dal giudice.
Continua »
Indennità di posizione: risarcimento per inerzia della PA
La Corte di Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno per i dirigenti medici a cui non è stata corrisposta la parte variabile dell'indennità di posizione. L'inerzia della Pubblica Amministrazione nel completare le procedure di valutazione e pesatura degli incarichi costituisce un inadempimento contrattuale che genera una perdita di chance risarcibile, liquidabile dal giudice anche in via equitativa.
Continua »
Risarcimento danno dirigente medico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 28250/2023, ha confermato il diritto al risarcimento danno per un dirigente medico a causa della mancata attivazione, da parte di un'Azienda Sanitaria, delle procedure di valutazione necessarie a determinare la retribuzione variabile. L'inerzia del datore di lavoro configura inadempimento contrattuale e una perdita di chance, liquidabile dal giudice in via equitativa.
Continua »
Indennità di posizione: risarcimento per mancata pesatura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28249/2023, ha stabilito che l'inerzia di un'azienda sanitaria nel completare la procedura di graduazione degli incarichi dirigenziali costituisce un inadempimento contrattuale. Tale omissione lede il diritto del dirigente medico a percepire la parte variabile dell'indennità di posizione, configurando un danno da perdita di chance risarcibile. La Corte ha confermato la condanna dell'ente, chiarendo che il giudice può liquidare il danno in via equitativa, anche basandosi su importi successivamente stabiliti dalla stessa amministrazione.
Continua »
Omessa graduazione SSN: risarcimento per il dirigente
Un dirigente medico ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per non aver effettuato la graduazione delle funzioni dirigenziali, impedendogli di percepire la parte variabile della retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'azienda al risarcimento del danno. L'inerzia della Pubblica Amministrazione configura un inadempimento che legittima il dirigente a chiedere un risarcimento per la perdita della possibilità (chance) di ottenere l'emolumento, danno che può essere liquidato dal giudice in via equitativa.
Continua »
Retribuzione dirigente medico: sì al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per una dirigente medico a causa della mancata attivazione, da parte dell'Azienda Sanitaria, delle procedure per la graduazione delle funzioni e la determinazione della retribuzione di posizione variabile. L'inerzia della Pubblica Amministrazione costituisce inadempimento contrattuale che genera una perdita di chance, liquidabile in via equitativa, e non un diritto al diretto pagamento dell'indennità.
Continua »
Risarcimento danno dirigente medico: guida completa
Un dirigente medico ha ottenuto un risarcimento per i danni derivanti dalla mancata attuazione, da parte dell'azienda sanitaria, della procedura di graduazione delle funzioni. La Corte di Cassazione ha confermato che tale omissione costituisce un inadempimento contrattuale che legittima la richiesta di risarcimento danno al dirigente medico per la perdita della possibilità di percepire la retribuzione variabile. La Corte ha inoltre validato il ricorso alla liquidazione equitativa del danno.
Continua »