Il Tribunale dichiarava estinto per prescrizione il reato di furto pluriaggravato contestato all'imputato. La Procura Generale impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando l'errato calcolo della prescrizione. Nel caso esaminato, la presenza di circostanze aggravanti a effetto speciale, come la destrezza unita alla minorata difesa e la recidiva infraquinquennale, elevava il massimo edittale della sanzione fino a dieci anni di reclusione. Di conseguenza, il termine temporale ordinario non risultava affatto decorso rispetto alla consumazione dell'episodio nel marzo 2018. I Supremi Giudici hanno accolto il ricorso dell'accusa pubblica, stabilendo che le aggravanti speciali e la recidiva qualificata incidono direttamente sulla durata del periodo estintivo. La Suprema Corte ha quindi annullato la pronuncia impugnata, ordinando la celebrazione di un nuovo giudizio per riesaminare la colpevolezza dell'accusato.
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