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Indebito utilizzo di carte di pagamento: condanna anche senza certezza

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un’imputata per il reato di indebito utilizzo di carte di pagamento presso uno sportello bancario. La difesa contestava la perizia antropometrica basata sui filmati della videosorveglianza, sostenendo che l’esame tecnico avesse accertato una semplice compatibilità e non una certezza assoluta dell’identità. Inoltre, la difesa chiedeva la concessione delle attenuanti generiche e contestava la recidiva. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la piena compatibilità fisica riscontrata dal perito è sufficiente a fondare il libero convincimento del magistrato. I giudici hanno inoltre negato qualsiasi sconto di pena a causa dei numerosi precedenti penali contro il patrimonio e della totale assenza di risarcimento del danno.

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Pubblicato il 25 ottobre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36888 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 36888/2026)

Principio di diritto Gli elementi di piena compatibilità fisionomica accertati dalla perizia antropometrica sui filmati di videosorveglianza, pur non espressi in termini di certezza assoluta, sono legittimamente valutabili dal giudice ai fini del libero convincimento per l'affermazione della responsabilità penale.

La condanna per indebito utilizzo di carte di pagamento allo sportello bancario

I giudici di legittimità hanno reso definitiva la condanna penale per un caso di indebito utilizzo di carte di pagamento. Una donna ha prelevato denaro contante utilizzando una carta altrui senza autorizzazione. Gli inquirenti hanno individuato l’autrice tramite le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza installate presso l’istituto di credito.

La difesa dell’imputata ha contestato l’esito del processo di appello. L’avvocato ha sostenuto che la perizia antropometrica (il confronto tra i tratti fisici dell’imputata e quelli del video) non offriva una certezza assoluta. L’esperto aveva infatti parlato solo di piena compatibilità tra le fattezze del volto e la persona a processo. Oltre a questo punto, il difensore ha lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e l’applicazione dell’aumento di pena per la recidiva.

La decisione della Corte di Cassazione sul ricorso difensivo

I giudici di piazza Cavour hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. Il verdetto di secondo grado rimane intatto in ogni sua parte. La ricorrente perde la causa in via definitiva e deve pagare le spese del procedimento penale. La Corte ha inoltre imposto all’imputata il pagamento di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

I magistrati hanno spiegato che i motivi di impugnazione riproducevano argomenti già esaminati e superati dalla Corte d’Appello. Il ricorso in Cassazione non può limitarsi a ripetere le stesse censure sollevate in precedenza senza affrontare le risposte fornite dai giudici territoriali. Una condotta processuale simile rende le contestazioni mere critiche apparenti e contrarie alle regole procedurali.

Il valore probatorio della compatibilità fisionomica nei video

La motivazione della sentenza chiarisce l’efficacia delle indagini video e delle analisi scientifiche sul corpo dell’indagato. Il giudice di merito possiede il potere di fondare il proprio convincimento su elementi di piena compatibilità. La perizia non deve necessariamente concludere con una certezza matematica incontrovertibile per avere valore legale.

Il magistrato può considerare pienamente attendibile la perizia tecnica quando il tecnico espone criteri oggettivi e misurabili. L’organo giudicante ha fornito una spiegazione logica e razionale della propria scelta probatoria. Egli ha esaminato la ricostruzione alternativa proposta dalla difesa e l’ha motivatamente esclusa. In sede di legittimità è vietato richiedere una nuova valutazione dei fatti o delle prove raccolte durante l’istruttoria.

La Corte ha affrontato anche il tema delle attenuanti generiche e della recidiva. Il diniego degli sconti di pena rientra nella valutazione esclusiva del giudice di merito. La condotta precedente dell’imputata, già gravata da plurime condanne per delitti patrimoniali, giustifica il rigore sanzionatorio. La totale assenza di risarcimento del danno e la mancanza di pentimento dimostrano una spiccata capacità a delinquere e una persistente inclinazione al crimine.

Cosa accade a chi affronta un processo penale per prelievi non autorizzati

La pronuncia fissa limiti precisi per chiunque sia accusato di aver impiegato carte di debito o credito altrui. La presenza di immagini registrate da impianti di videosorveglianza costituisce un elemento di prova estremamente solido. Quando un perito riscontra una compatibilità fisionomica marcata, l’imputato non può sperare nell’assoluzione basandosi solo sulla mancanza di certezza assoluta del test.

Chi intende attenuare la risposta sanzionatoria deve adottare condotte concrete di riparazione. Il risarcimento integrale della vittima prima del processo incide in modo determinante sulla quantificazione finale della pena. Al contrario, il silenzio, il disinteresse verso il danno causato e la presenza di precedenti penali impediscono la concessione di benefici e comportano severe sanzioni pecuniarie.

Una perizia che attesta la compatibilità fisica è sufficiente per una condanna penale?
Sì, il giudice può basare la condanna sulla piena compatibilità fisionomica tra l’imputato e le immagini registrate se motiva adeguatamente la decisione.

Come si possono ottenere le attenuanti generiche in caso di reati contro il patrimonio?
Occorre mostrare segnali concreti di ravvedimento, ad esempio risarcendo il danno causato alla persona offesa prima della conclusione del giudizio.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione?
La condanna diventa definitiva e l’imputato deve pagare le spese del procedimento penale oltre a una somma alla Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Travisamento della prova
Errore commesso dal giudice quando afferma l'esistenza di un fatto in realtà escluso dagli atti, o quando ignora una prova decisiva.
Perizia antropometrica
Analisi tecnica che confronta le misure e le caratteristiche del corpo o del viso di una persona con le immagini di sorveglianza.
Attenuanti generiche
Circostanze valutate dal giudice che consentono di ridurre la pena finale tenendo conto della situazione personale dell'imputato.
Recidiva
Aumento della pena applicato a chi commette un nuovo delitto dopo aver già subito una condanna irrevocabile.
Libero convincimento
Principio che consente al giudice di valutare liberamente le prove raccolte spiegando in modo razionale e logico la propria decisione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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