LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Trattenimento illegittimo: il rilascio dal CPR di Gjader

Il Tribunale di Roma ha ordinato l’immediata liberazione di un cittadino straniero detenuto nel centro di Gjader, in Albania. Il caso riguarda un trattenimento illegittimo scaturito dalla mancata convalida giudiziaria del provvedimento entro i termini di legge dopo la richiesta di protezione internazionale. La Corte ha rilevato una violazione dell’articolo 13 della Costituzione, disponendo il rilascio immediato del ricorrente a causa della perdita di efficacia della misura restrittiva.

Riferimento:
ORDINANZA TRIBUNALE DI ROMA - N. R.G. 00040523 2026 DEPOSITO MINUTA 18 09 2026 PUBBLICAZIONE 18 09 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 23 settembre 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Trattenimento illegittimo: il Tribunale di Roma ordina la liberazione dal CPR in Albania

Il tema della gestione dei migranti e della legittimità delle detenzioni amministrative torna al centro del dibattito giuridico con una recente e significativa ordinanza del Tribunale di Roma. Il caso affronta la fattispecie di un trattenimento illegittimo avvenuto all’interno di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) situato all’estero, precisamente a Gjader, in Albania, evidenziando i limiti invalicabili posti dalla nostra Costituzione a tutela della libertà personale.

Il caso e il trasferimento in Albania

La vicenda riguarda un cittadino di origini marocchine, residente in Italia da oltre vent’anni e integrato socialmente come barbiere. A seguito di un decreto di espulsione, l’uomo è stato dapprima trattenuto in un centro in Sicilia e successivamente trasferito nel CPR di Gjader. Durante questo periodo, il ricorrente ha manifestato gravi problemi di salute, tra cui traumi fisici e fragilità psichiche legate a una storia di vulnerabilità medica e dipendenze.

Nonostante la presentazione di una domanda di protezione internazionale, l’amministrazione ha emesso un nuovo provvedimento di trattenimento. Tuttavia, tale atto non è mai stato sottoposto al necessario vaglio di convalida da parte dell’autorità giudiziaria nei termini previsti dalla legge.

Trattenimento illegittimo per violazione costituzionale

Il Tribunale di Roma, investito della questione tramite un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., ha analizzato la regolarità formale della detenzione. Il nucleo della decisione risiede nell’assenza di un titolo giudiziario valido: secondo l’articolo 13 della Costituzione, la libertà personale è inviolabile e ogni restrizione deve essere convalidata da un giudice entro 48 ore. Nel caso di specie, mancando la convalida della sezione specializzata del Tribunale, il trattenimento è stato dichiarato privo di ogni effetto giuridico.

La situazione di trattenimento illegittimo è stata ulteriormente aggravata dalle condizioni di salute del ricorrente, che presentava un quadro clinico in netto peggioramento, non adeguatamente gestito all’interno della struttura albanese.

Le motivazioni

Il Giudice ha fondato la decisione su solide basi costituzionali e procedurali. In primo luogo, è stata riconosciuta la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario italiano, trattandosi di diritti soggettivi fondamentali. Le motivazioni principali si articolano come segue:

  1. Difetto di convalida: La legge prevede che, dopo la richiesta di asilo, il trattenimento debba essere nuovamente convalidato da un Tribunale. Il silenzio dell’amministrazione e la mancanza di prova di tale atto rendono la detenzione priva di base legale.
  2. Inviolabilità della libertà: Richiamando l’art. 13 Cost., il Tribunale ribadisce che i provvedimenti provvisori dell’autorità di pubblica sicurezza si intendono revocati se non convalidati tempestivamente.
  3. Sussistenza dei presupposti cautelari: Il ‘fumus boni iuris’ è evidente nella palese mancanza del titolo di trattenimento, mentre il ‘periculum in mora’ è insito nella privazione prolungata della libertà personale, che costituisce un pregiudizio rilevante e irreparabile.

Le conclusioni

Il procedimento si conclude con l’accoglimento totale del ricorso. Le conclusioni del Tribunale di Roma sono perentorie: viene ordinata l’immediata cessazione del trattenimento e la restituzione del ricorrente alla libertà. Il provvedimento sottolinea come nessuna esigenza amministrativa o di politica migratoria possa prevalere sul controllo giudiziario della libertà personale. La decisione impone quindi all’amministrazione di procedere al rilascio immediato del soggetto dal centro di Gjader, ristabilendo la legalità violata dalla carenza del vaglio giudiziario.

Cosa accade se il provvedimento di trattenimento non riceve la convalida del giudice?
In assenza di convalida giudiziaria entro 48 ore, il provvedimento di trattenimento perde efficacia, diventa nullo e la persona deve essere rilasciata immediatamente.

È possibile presentare un ricorso d’urgenza contro il trattenimento in un CPR estero?
Sì, il Tribunale ha confermato che il ricorso ex art. 700 c.p.c. è uno strumento idoneo per tutelare la libertà personale quando mancano altri strumenti tipici di riesame.

Quali diritti ha un richiedente asilo trattenuto in un centro di permanenza?
Il richiedente ha diritto al controllo giudiziario sulla propria detenzione, a cure mediche adeguate e a non essere trasferito in centri esteri se il trattenimento non è regolarmente convalidato.

Termini giuridici

Convalida
Il controllo giurisdizionale obbligatorio che conferma la legittimità di un provvedimento restrittivo della libertà personale.
Protezione Internazionale
Lo status giuridico riconosciuto a chi fugge da persecuzioni o pericoli nel proprio paese d'origine.
Fumus boni iuris
La probabile esistenza del diritto per il quale si chiede tutela in via d'urgenza.
Periculum in mora
Il rischio concreto di un danno grave dovuto ai tempi lunghi di un processo ordinario.
Riesame
La procedura per sottoporre nuovamente a giudizio la legittimità di un provvedimento già emesso.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)