Risarcimento Danno da Inerzia PA: la Cassazione fa chiarezza sulla Giurisdizione
Quando la Pubblica Amministrazione resta inerte e non attua i programmi promessi, può un cittadino chiedere i danni? E, soprattutto, a quale giudice deve rivolgersi? Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha fornito un’importante chiave di lettura sul tema del risarcimento danno da inerzia PA, stabilendo che la giurisdizione spetta al giudice ordinario quando vengono lesi diritti fondamentali.
I Fatti del Caso: La Richiesta di Risarcimento per Inerzia
Un cittadino si era rivolto al Giudice di Pace chiedendo la condanna di una Regione al risarcimento dei danni. Egli sosteneva che l’ente, per un periodo di quasi dieci anni, avesse colposamente omesso di dare attuazione a una delibera regionale finalizzata a promuovere l’occupazione e il sostegno al reddito. Il ricorrente, che aveva partecipato in passato a progetti di inserimento lavorativo gestiti dalla stessa Regione, lamentava che tale inerzia gli avesse impedito di trovare un’occupazione e di sviluppare la propria persona, violando i suoi diritti fondamentali garantiti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione.
La richiesta di risarcimento era fondata su una presunta responsabilità extracontrattuale (art. 2043 c.c.) e precontrattuale (art. 1337 c.c.) dell’amministrazione, per aver leso il suo legittimo affidamento nella realizzazione di tali politiche attive del lavoro.
La Questione di Giurisdizione: Giudice Ordinario o Amministrativo?
La Regione, costituitasi in giudizio, aveva eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che la controversia dovesse essere decisa dal giudice amministrativo. Di fronte a questa eccezione, il cittadino ha proposto un regolamento preventivo di giurisdizione dinanzi alla Corte di Cassazione, affinché fosse quest’ultima a stabilire a quale giudice spettasse la competenza.
La questione fondamentale era quindi stabilire la natura della posizione giuridica lesa. Si trattava di un interesse legittimo, la cui tutela spetta al giudice amministrativo, o di un diritto soggettivo, di competenza del giudice ordinario?
Risarcimento Danno da Inerzia PA e Diritti Fondamentali
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha accolto il ricorso del cittadino, dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si basa su una distinzione cruciale tra il potere amministrativo e il comportamento dell’amministrazione.
Il cittadino, infatti, non contestava la legittimità di un provvedimento amministrativo specifico (o la sua mancata adozione), né l’esercizio discrezionale del potere pubblico. La sua domanda era focalizzata su una condotta puramente omissiva della Regione, che, secondo la sua prospettazione, avrebbe causato un danno ingiusto attraverso la lesione di diritti inviolabili della persona, come la dignità, l’uguaglianza e la libertà di realizzarsi attraverso il lavoro.
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha spiegato che la giurisdizione si determina sulla base del petitum sostanziale, ovvero della reale natura della pretesa avanzata. In questo caso, la pretesa era puramente risarcitoria e fondata sulla violazione di diritti soggettivi fondamentali di rango costituzionale.
I giudici hanno chiarito che, quando la domanda ha ad oggetto il risarcimento del danno derivante non dall’esercizio del potere, ma da un comportamento materiale o da un’omissione che lede diritti fondamentali, la controversia esula dalla giurisdizione amministrativa. Il giudice ordinario è infatti il giudice naturale dei diritti soggettivi.
Anche con riferimento alla lesione del legittimo affidamento, la Cassazione ha ribadito il suo orientamento consolidato: la responsabilità della PA per violazione dei doveri di correttezza e buona fede (anche in assenza di un provvedimento finale) ha natura relazionale e rientra nella competenza del giudice ordinario. Non si discute della validità di un atto, ma della correttezza di un comportamento.
Le Conclusioni
Questa ordinanza rafforza un principio fondamentale: la Pubblica Amministrazione non è al di sopra della legge e, come qualsiasi altro soggetto, è tenuta a rispettare il principio del neminem laedere (non danneggiare nessuno) e i doveri di correttezza. Quando la sua inerzia si traduce in una violazione di diritti soggettivi costituzionalmente protetti, il cittadino ha diritto a chiedere un risarcimento davanti al giudice ordinario. Sarà poi quest’ultimo a dover accertare, nel merito, se la condotta omissiva sia effettivamente illecita e se esista un nesso di causalità con il danno lamentato.
Un cittadino può chiedere il risarcimento alla Pubblica Amministrazione se questa non attua i suoi programmi?
Sì. Secondo la Corte, se l’inerzia della PA causa la lesione di diritti soggettivi fondamentali (come il diritto al lavoro e allo sviluppo della persona), il cittadino può agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno, rivolgendosi al giudice ordinario.
Quale giudice decide le cause di risarcimento contro la PA per la sua inerzia: quello ordinario o quello amministrativo?
La giurisdizione spetta al giudice ordinario quando la domanda del cittadino non contesta la legittimità di un provvedimento amministrativo, ma si fonda su una condotta omissiva della PA che si assume abbia violato diritti soggettivi fondamentali, causando un danno ingiusto.
La lesione del ‘legittimo affidamento’ rientra sempre nella giurisdizione del giudice amministrativo?
No. La Corte chiarisce che anche le controversie basate sulla lesione del legittimo affidamento rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario quando il danno non deriva dalla violazione di regole sull’esercizio del potere pubblico, ma dalla violazione dei principi di correttezza e buona fede, che si traducono in regole di responsabilità civile.