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Cessione di azienda: quali contratti si trasferiscono?

Una società, successore in seguito a una cessione di azienda, ha agito contro il venditore originario di alcuni terreni per evizione parziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i contratti di compravendita immobiliare non si trasferiscono automaticamente con la cessione di azienda ai sensi dell’art. 2558 c.c., a differenza dei contratti funzionali all’esercizio dell’impresa. La garanzia per evizione non è stata quindi trasferita al successore.

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Cessione di azienda: la compravendita immobiliare non si trasferisce in automatico

La cessione di azienda rappresenta un’operazione complessa con importanti risvolti giuridici, specialmente per quanto riguarda la sorte dei contratti in essere. Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento fondamentale sui limiti della successione automatica nei rapporti contrattuali, sancendo un principio netto: il contratto di compravendita di un immobile non rientra tra quelli che si trasferiscono automaticamente al nuovo titolare dell’azienda. Analizziamo questa importante decisione.

I Fatti: Una Complessa Vicenda Societaria e Immobiliare

La vicenda trae origine da alcuni contratti di compravendita stipulati negli anni ’70, con cui un consorzio per lo sviluppo industriale alienava diversi terreni a delle società private. Nel corso degli anni, queste società sono state oggetto di fusioni e conferimenti. In particolare, nel 1991, il complesso aziendale, inclusi i terreni, è stato conferito a una nuova società, che è poi confluita, tramite ulteriori operazioni straordinarie, nella società che ha dato inizio alla causa.

Il problema emerge quando si scopre che una porzione significativa dei terreni venduti originariamente apparteneva in realtà al demanio collettivo di un Comune. A seguito di un provvedimento regionale del 2000, viene disposta la reintegra di tali aree nel patrimonio pubblico, concretizzando una cosiddetta ‘evizione parziale’ ai danni della società proprietaria.

Di conseguenza, la società, ritenendosi successore nei diritti derivanti dai contratti di acquisto originari, ha citato in giudizio il consorzio venditore per ottenere la riduzione del prezzo e il risarcimento dei danni.

La Decisione dei Giudici di Merito e il Ricorso in Cassazione

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello hanno respinto la domanda della società, dichiarandone il difetto di legittimazione attiva. Secondo i giudici, la società non era subentrata automaticamente nei contratti di compravendita stipulati decenni prima. La successione automatica prevista dall’art. 2558 del Codice Civile per la cessione di azienda non si estende a ogni tipo di contratto, ma solo a quelli strettamente funzionali all’esercizio dell’impresa.

La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l’acquisto dei terreni era funzionale all’attività imprenditoriale e che, di conseguenza, anche i diritti e le garanzie nascenti da quel contratto, inclusa quella per l’evizione, si sarebbero dovuti trasferire insieme all’azienda.

Le Motivazioni della Cassazione sulla cessione di azienda

La Corte Suprema di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d’Appello e offrendo un’analisi dettagliata della portata degli articoli 2558 e 2559 c.c.

La distinzione tra tipologie di contratti

Il cuore della motivazione risiede nella distinzione operata dalla Corte tra diverse categorie di contratti:
1. Contratti di azienda: Sono quelli che hanno ad oggetto il godimento di beni non di proprietà dell’imprenditore ma necessari all’attività (es. leasing, affitto).
2. Contratti di impresa: Riguardano l’organizzazione stessa dell’impresa e non direttamente i beni (es. contratti di fornitura, assicurazione, appalto).
3. Contratti di acquisto di beni: Si tratta di contratti, come la compravendita, che riguardano beni già nella piena disponibilità del venditore e che entrano a far parte del patrimonio aziendale.

La Cassazione ha stabilito che la successione automatica prevista dall’art. 2558 c.c. si applica esclusivamente alle prime due categorie. I contratti di compravendita di immobili, essendo relativi all’acquisizione di beni e non al loro godimento per l’esercizio dell’attività, ne sono esclusi. Pertanto, la società ricorrente non è subentrata nella posizione di acquirente dei contratti originari.

L’inesistenza del credito al momento della cessione

La Corte ha inoltre affrontato la questione sotto il profilo dell’art. 2559 c.c., che regola la cessione dei crediti. Ha osservato che, al momento della cessione di azienda del 1991, il diritto alla riduzione del prezzo per evizione non era ancora sorto, poiché l’evizione si è manifestata legalmente solo con il provvedimento regionale del 2000. Non esistendo un credito attuale al momento del trasferimento, esso non poteva essere trasferito insieme all’azienda.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Sentenza

Questa ordinanza consolida un principio di grande rilevanza pratica per le operazioni di M&A e di trasferimento aziendale. Chi acquista un’azienda non può dare per scontato di subentrare in tutti i contratti stipulati dal cedente. In particolare:

* Attenzione ai contratti immobiliari: I diritti e le garanzie derivanti da un contratto di compravendita immobiliare non si trasferiscono automaticamente con l’azienda. È necessario prevedere specifici atti di cessione del contratto o patti espressi per garantire la tutela dell’acquirente.
* Due diligence approfondita: Diventa cruciale, in fase di acquisizione, una verifica non solo dei beni aziendali, ma anche della titolarità e della natura dei contratti ad essi collegati, per evitare di trovarsi privi di tutele legali verso i terzi originari.
* Garanzie interne: L’acquirente dell’azienda potrà far valere eventuali garanzie prestate dal proprio diretto venditore (il cedente dell’azienda), ma non potrà, come nel caso di specie, agire direttamente contro il venditore originario del bene immobile.

In una cessione di azienda, il contratto di acquisto di un immobile si trasferisce automaticamente al nuovo proprietario dell’azienda?
No. Secondo la Corte di Cassazione, l’art. 2558 c.c. non si applica ai contratti di compravendita di beni (come gli immobili) già nella disponibilità del cedente. La successione automatica riguarda solo i “contratti di azienda” (relativi al godimento di beni non di proprietà) e i “contratti di impresa” (attinenti all’organizzazione), non quelli di acquisto.

La garanzia per evizione data dal venditore originario di un immobile spetta automaticamente a chi acquista l’azienda che possiede quell’immobile?
No. Poiché il contratto di compravendita originario non si trasferisce automaticamente, neanche i diritti accessori come la garanzia per evizione passano al cessionario dell’azienda. Il cessionario non ha quindi azione diretta contro il venditore originario.

Quando si trasferisce un credito relativo all’azienda secondo l’art. 2559 c.c.?
La Corte ha chiarito che i crediti trasferibili sono quelli “maturati nell’esercizio dell’impresa”. Nel caso specifico, il diritto alla riduzione del prezzo per evizione non era ancora sorto al momento della cessione dell’azienda, poiché l’evizione si è verificata solo anni dopo. Pertanto, non poteva essere considerato un credito ceduto con l’azienda.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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