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Diritto Commerciale

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Risoluzione contratto stampa: mancata consegna copie
La Corte d’Appello ha decretato la risoluzione contratto stampa tra una casa editrice e una tipografia. Il fornitore non ha fornito prova della consegna di 1.000 copie su 1.500, configurando un grave inadempimento. La sentenza impone la restituzione dell'intero prezzo pagato e la riconsegna delle poche copie ricevute.
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Responsabilità extracontrattuale e onere della prova
La Corte d'Appello di Venezia ha riformato una sentenza di primo grado che condannava un produttore di paraffina per i danni subiti da una società agricola. Il caso riguarda la 'moria' di piante di vite a seguito dell'innesto. La Corte ha stabilito che la responsabilità extracontrattuale non sussiste se l'acquirente è negligente nell'acquisto di prodotti generici per scopi specifici e non assolve l'onere della prova sul nesso causale.
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Provvigioni indirette agenzia: diritto alla prova
La Corte d'Appello di Venezia riconosce il diritto di un agente a percepire provvigioni indirette per gli affari conclusi direttamente dal preponente nel territorio di esclusiva. La decisione segue un rinvio della Cassazione che ha sancito il diritto dell'agente di accedere agli estratti contabili aziendali per quantificare il credito, stigmatizzando la distruzione dei documenti operata dalla mandante in pendenza di lite.
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Liquidazione giudiziale: guida ai presupposti legali
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società commerciale insolvente. La decisione si fonda sull'accertamento di una debitoria erariale e previdenziale superiore a 30.000 euro e sulla mancata prova del possesso dei requisiti di non fallibilità da parte del debitore, confermando la legittimazione attiva del creditore e la competenza del tribunale.
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Azione revocatoria fallimentare: guida pratica
La Corte d'Appello ha confermato l'azione revocatoria fallimentare su una vendita di magazzino da 300.000 euro. Il mutamento qualitativo del patrimonio e i legami societari hanno provato il pregiudizio ai creditori, imponendo la restituzione del valore equivalente.
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Cessione crediti PA: requisiti e inopponibilità
La Corte d'Appello di Cagliari ha confermato che la cessione crediti PA effettuata a favore di un soggetto privo dei requisiti bancari previsti dalla Legge 52/1991 non è nulla, ma inopponibile all'amministrazione se manca un'accettazione espressa. Nel caso specifico, un fornitore non ha potuto incassare il credito ceduto dall'appaltatore poi fallito.
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Parità di trattamento rivenditori: nullità clausole
La Corte d'Appello di Cagliari ha confermato la nullità di una clausola contrattuale che imponeva contributi settimanali per oneri logistici a un singolo rivenditore di giornali. La decisione si basa sul principio di parità di trattamento rivenditori, stabilito dal D.Lgs. 170/2001, che vieta alle società di distribuzione di applicare condizioni economiche discriminatorie tra punti vendita esclusivi e non esclusivi, garantendo l'accesso alle forniture senza costi aggiuntivi ingiustificati.
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Articolo 2409 c.c.: limiti alla denuncia dei soci
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di un reclamo basato sull'Articolo 2409 c.c. presentato da un socio di minoranza. La contestazione riguardava la presunta mancanza di indipendenza del collegio sindacale. La decisione chiarisce che la mera irregolarità formale nella nomina non integra una grave irregolarità gestoria se non viene dimostrato un pericolo concreto di danno per il patrimonio sociale.
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Liquidazione giudiziale: impresa agricola o commerciale?
La Corte d'Appello ha confermato la liquidazione giudiziale per una società che invocava lo status di impresa agricola. I giudici hanno rilevato la prevalenza dell'attività commerciale e un evidente stato di insolvenza causato da debiti non onorati e procedure esecutive pendenti.
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Prova del contratto di compravendita: le regole
Il Tribunale di Firenze ha revocato un decreto ingiuntivo poiché la prova del contratto di compravendita non è stata fornita in modo sufficiente. Il fornitore non ha dimostrato che l'intermediario fosse il vero acquirente, basandosi solo su fatture e DDT non firmati.
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Misure protettive CNC: la tutela nel risanamento
Il Tribunale di Firenze ha confermato diverse misure protettive CNC per una società in crisi impegnata in un percorso di risanamento. Il giudice ha disposto la sospensione dei rimborsi dei finanziamenti bancari, il divieto di segnalazioni alla Centrale Rischi e l'inibitoria all'escussione delle garanzie statali, rigettando però la tutela sulle fideiussioni personali.
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Contraffazione di marchio e tutela del segno noto
Il caso riguarda la contraffazione di marchio figurativo noto nel settore della certificazione vegana. Il Tribunale ha accertato l'uso illecito di un segno grafico simile da parte di un'azienda alimentare, condannandola al risarcimento danni basato sul prezzo del consenso, valorizzando la forza e la notorietà del segno originale nonostante la diversità dei settori operativi.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società commerciale in liquidazione. Nonostante le resistenze della debitrice, i giudici hanno ravvisato uno stato di insolvenza irreversibile dovuto a un'esposizione debitoria superiore ai 400.000 euro, a fronte di attività quasi nulle, confermando che la soglia di 30.000 euro di debiti scaduti è il limite minimo per procedere.
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Sequestro conservativo amministratore: limiti e requisiti
Il Tribunale ha analizzato una richiesta di sequestro conservativo amministratore avanzata da una curatela per atti di mala gestio. La decisione ha parzialmente accolto l'istanza, limitando il sequestro a pagamenti ingiustificati verso un fornitore, escludendo invece le operazioni societarie protette dalla Business Judgment Rule.
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Nomina d’ufficio organo di controllo: la decisione
Il Tribunale ha disposto la nomina d'ufficio organo di controllo per una S.r.l. che ha superato le soglie dimensionali dell'attivo patrimoniale per tre anni consecutivi senza provvedere alla designazione dei sindaci. La decisione si basa sull'art. 2477 c.c., che impone la vigilanza obbligatoria al fine di tutelare la trasparenza societaria e gli interessi dei terzi.
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Nomina organo di controllo: guida per le S.r.l.
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che ha superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. negli anni 2021 e 2022. Nonostante la segnalazione della Camera di Commercio, la società era rimasta inerte, portando alla nomina giudiziale di un collegio sindacale completo come previsto dallo statuto.
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Nomina organo di controllo: quando è obbligatoria
Il Tribunale ha disposto d'ufficio la nomina organo di controllo per una S.r.l. che aveva superato i limiti dimensionali previsti dall'art. 2477 c.c. per tre anni consecutivi. Nonostante le difese della società basate sulle modalità di contabilizzazione dei leasing, il giudice ha confermato l'obbligatorietà della funzione di vigilanza, nominando i componenti del collegio sindacale a causa della mancata ottemperanza spontanea dell'assemblea.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale ha decretato la nomina organo di controllo per una società a responsabilità limitata che, superando i limiti di fatturato per due anni consecutivi, non aveva provveduto autonomamente. La decisione segue la segnalazione della Camera di Commercio, applicando le norme del Codice della Crisi per garantire la trasparenza e la corretta vigilanza contabile dell'ente.
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Nomina organo di controllo: quando interviene il Giudice
Il Tribunale di Ancona ha disposto la nomina organo di controllo per una S.r.l. che, avendo superato i limiti dimensionali di legge per tre esercizi consecutivi, non aveva provveduto autonomamente alla designazione. La decisione scaturisce da una segnalazione della Camera di Commercio, confermando l'obbligo di vigilanza per le società che superano le soglie di attivo, ricavi o dipendenti previste dal Codice della Crisi.
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Liquidazione giudiziale: quando viene dichiarata?
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società commerciale insolvente. La decisione è scaturita dal mancato deposito dei bilanci, dal superamento delle soglie dimensionali e dalla presenza di debiti certi verso ex dipendenti e istituti previdenziali.
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