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Computo anzianità apprendistato: nullo l’accordo che lo esclude

I Lavoratori hanno chiesto il riconoscimento del primo periodo di apprendistato ai fini degli aumenti dello stipendio. L’Azienda escludeva tale periodo basandosi su un accordo sindacale. I giudici di merito hanno dato ragione ai dipendenti, dichiarando nullo l’accordo. L’Azienda ha fatto ricorso in Cassazione ma ha poi deciso di rinunciare alla causa. I Lavoratori hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo. La vicenda si chiude con la vittoria dei dipendenti che mantengono il diritto al computo anzianità apprendistato per gli scatti di stipendio.

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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 20647 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 20647/2023)

L’importanza del computo anzianità apprendistato per i lavoratori

Il tema del lavoro giovanile e della formazione è sempre al centro del dibattito giuridico. Molti lavoratori si chiedono se il periodo iniziale di formazione valga ai fini della carriera. La questione del computo anzianità apprendistato rappresenta un punto cruciale per determinare la corretta retribuzione e i futuri scatti di stipendio. Nel caso in esame, alcuni dipendenti hanno contestato la decisione del datore di lavoro di escludere i primi diciotto mesi di contratto dal calcolo dell’anzianità di servizio. Questa esclusione riduceva di fatto la busta paga dei lavoratori, privandoli degli aumenti periodici previsti dalla legge e dai contratti collettivi.

L’accordo sindacale contestato e la decisione dei giudici

La controversia nasce da un accordo sindacale aziendale. Questo accordo prevedeva espressamente che il primo periodo di apprendistato, pari a diciotto mesi, non fosse utile per la maturazione degli scatti di anzianità. I Lavoratori hanno ritenuto questa clausola illegittima e discriminatoria. Per questo motivo, hanno avviato una causa legale contro L’Azienda. Il Tribunale prima e la Corte d’Appello poi hanno dato ragione ai dipendenti. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità della clausola dell’accordo sindacale. Di conseguenza, hanno condannato L’Azienda a pagare le differenze retributive arretrate, calcolando l’intero periodo di apprendistato.

La rinuncia al ricorso e l’accordo tra le parti

L’Azienda ha deciso di impugnare la sentenza d’appello davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell’udienza decisiva, lo scenario è cambiato. L’Azienda e I Lavoratori hanno trovato un accordo transattivo (un accordo amichevole per chiudere la lite) al di fuori delle aule di giustizia. Il difensore dell’Azienda ha quindi depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. I Lavoratori hanno accettato questa rinuncia firmando l’atto insieme ai propri avvocati. Le parti hanno anche deciso di regolare autonomamente le spese legali, chiedendo al giudice di dichiarare la fine del processo senza addebitare ulteriori costi.

Le motivazioni sul computo anzianità apprendistato

Le motivazioni dei giudici nei gradi precedenti si fondano sulla tutela del lavoratore in formazione. L’apprendistato è un vero contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione. Escludere una parte di questo periodo dal calcolo dell’anzianità contrasta con le norme protettive del lavoro. La legge vuole che l’apprendista riceva un trattamento economico e normativo progressivo. Un accordo sindacale non può peggiorare i diritti minimi garantiti dalla legge. Pertanto, la decisione di escludere i primi mesi dal calcolo degli scatti è nulla perché viola norme imperative (regole inderogabili dello Stato). Il contratto di apprendistato, infatti, non è un lavoro di serie B. Anche se contiene una forte componente formativa, esso costituisce un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti. Di conseguenza, il tempo trascorso in azienda deve essere conteggiato interamente ai fini dell’anzianità di servizio.

Le conclusioni sul giudizio di Cassazione

La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà delle parti. Quando il ricorrente rinuncia al ricorso e la controparte accetta, il processo non può proseguire. I giudici supremi hanno quindi dichiarato l’estinzione del giudizio. Questa decisione ha un effetto pratico fondamentale: la sentenza della Corte d’Appello diventa definitiva. I Lavoratori ottengono così la conferma definitiva del loro diritto al computo dell’anzianità per tutto il periodo di apprendistato e riceveranno le somme dovute per gli scatti di stipendio. La vicenda dimostra come la tutela dei diritti dei lavoratori non possa essere aggirata da accordi collettivi peggiorativi. Inoltre, i giudici hanno chiarito che non si applicano le sanzioni pecuniarie per il rigetto del ricorso, poiché l’estinzione per rinuncia concordata rappresenta una chiusura fisiologica e consensuale della lite.

Il periodo di apprendistato vale per gli scatti di anzianità?
Sì, l’intero periodo di apprendistato deve essere calcolato per la maturazione degli scatti di anzianità e degli aumenti di stipendio.

Un accordo sindacale può escludere l’apprendistato dal calcolo dell’anzianità?
No, gli accordi sindacali non possono eliminare o ridurre i diritti minimi dei lavoratori garantiti dalla legge, come il computo dell’anzianità.

Cosa succede se l’azienda rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il processo si estingue immediatamente e la sentenza precedente, favorevole ai lavoratori, diventa definitiva e non più impugnabile.

Termini giuridici

Rinuncia al ricorso
La dichiarazione formale con cui una parte decide di rinunciare all'impugnazione, ponendo fine al processo.
Estinzione del giudizio
La conclusione anticipata della causa senza che il giudice entri nel merito della decisione.
Scatti di anzianità
Aumenti periodici dello stipendio legati al tempo di servizio maturato presso lo stesso datore di lavoro.
Apprendistato
Un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani.
Accordo sindacale
Un'intesa stipulata tra i rappresentanti dei lavoratori e il datore di lavoro per regolare le condizioni lavorative.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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