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Codice Civile
Codice Penale

Diritto del Lavoro

Licenziamento per giusta causa, tenuità del danno patrimoniale

La Corte di appello di Napoli, con la sentenza n. 1630/2020, confermava la pronuncia emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con la quale era stata respinta l’impugnativa del licenziamento intimato l’11. I giudici di secondo grado avevano rilevato che: a) non vi era stata alcuna lesione del diritto di difesa dell’incolpato perché, pur avendo il lavoratore richiesto di essere sentito nella fase disciplinare, in relazione ad una prima audizione fissata per il 27.

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Mutamento orario di lavoro già concordato

Tanto è previsto esplicitamente dal Decreto Legislativo n. 61 del 2000, articolo 3, commi 3, 7, 9 e 11 in relazione alle clausole elastiche ed al lavoro supplementare (vedi in particolare comma 11: ” Il rifiuto da parte del lavoratore di stipulare il patto di cui al comma 9 e l’esercizio da parte dello stesso del diritto di ripensamento di cui al comma 10 non possono integrare ” in nessun caso” gli estremi del giustificato motivo di licenziamento). Come prevede, peraltro, oggi in continuità con questa tesi la disciplina dettata dal Decreto Legislativo n. 81 del 2015, articolo 6, comma 8 secondo il quale “il rifiuto del lavoratore di concordare una variazione dell’orario di lavoro non costituisce giustificato motivo di licenziamento”.

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Querele non fondate nei confronti del datore di lavoro

La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la sentenza del Tribunale di Enna di rigetto dell’impugnativa di XXX del licenziamento irrogatogli da YYY il 5/1/2016 a seguito di procedimento disciplinare. La Corte distrettuale non ha ricollegato la fondatezza dell’addebito disciplinare alla forma degli atti e delle denunce, ma al loro contenuto, valutato, in fatto, come consapevolmente omissivo delle somme effettivamente dovute, anche in relazione a quelle già percepite, comunque in un contesto di contenzioso civile tra le parti già in corso sulle stesse questioni.

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Licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore

XXX aveva lavorato alle dipendenze di YYY srl con mansioni di collaudatore di prodotti in ceramica fino a quando era stato licenziato per “sopraggiunta inidoneità alla mansione”. ed “il tramite per un controllo di ragionevolezza sugli atti di autonomia individuale è rappresentato dalle clausole generali di correttezza e buona fede”: Esse “agiscono all’interno del rapporto e consentono al giudice di accertare che l’adempimento di un obbligo, contrattualmente assunto o legislativamente imposto, avvenga avendo come punto di riferimento i valori espressi nel rapporto medesimo e nella contrattazione collettiva” (successive conf. :

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Procedimento di opposizione a cartella esattoriale

Opposizione a cartella esattoriale, grava sull’ente previdenziale l’onere di provare sussistenza e la congruità del credito.

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Responsabilità degli enti, violazione normativa antinfortunistica

Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione la società XXX s. r. l. , in persona del legale rappresentante pt. , Nel caso esaminato, la Corte di appello, facendo buon governo dei suesposti principi di diritto, ha ritenuto sussistente il criterio di imputazione oggettiva rappresentato dall’interesse, evidenziando che l’autore del reato aveva consapevolmente violato la normativa cautelare allo scopo di conseguire un’utilità per l’ente, rimarcando anche che il risparmio di spesa avuto di mira, pur modesto, non era certo irrisorio.

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Lo straining rappresenta una forma attenuata di mobbing

La Corte d’appello di Roma, in parziale riforma della sentenza di primo grado dichiarava, il diritto di XXX all’inquadramento superiore nel 5 livello CCNL di categoria a far data dal maggio 2004, condannando l’appellata YYY al pagamento della somma di Euro 15. La Corte di appello accertava la dequalificazione commessa ai danni del lavoratore, ma escludeva il mobbing per mancata prova della reiterazione della condotta riferita ai singoli fatti mobbizzanti (demansionamento, totale stato di inattività ed emarginazione, trasferimento persecutorio, pressioni per accettare la mobilità).

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Cassa edile, funzione di mutualità ed assistenza

La Cassa edile, prevista dalla contrattazione collettiva per i dipendenti delle imprese edili, svolge una funzione di mutualità ed assistenza.

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Riscossione di contributi previdenziali

Riscossione di contributi previdenziali, opposizione avverso la cartella esattoriale di pagamento, giudizio ordinario di cognizione.

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Domanda di passaggio ad altra amministrazione, inquadramento

Dall’intervenuto accoglimento della domanda di passaggio ad altra amministrazione, superiore inquadramento in ragione della qualifica superiore acquisita.

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Direttore di filiale, omessa custodia di un dossier

Direttore di filiale, omessa custodia di un dossier relativo ad una società cliente, risarcimento del danno provocato pur in assenza di una azione disciplinare promossa dalla banca.

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Ingegneri e architetti, gestione separata presso INPS

Secondo tale orientamento, il rapporto tra il sistema previdenziale categoriale e quello della gestione separata si pone non in termini di alternatività bensì di complementarietà (ex plurimis cfr. A ciò deve aggiungersi che, con sentenza n. 104 del 2022, la Corte Costituzionale ha ritenuto esente da profili d’irragionevolezza, illogicità e incoerenza col sistema normativo la norma d’interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 26 l. n. 335 del 1995 (articolo 18, comma 12, Decreto Legge n. 98 del 2011).

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Lavoratore assente per malattia e ferie non godute

Il lavoratore assente per malattia ha facoltà di domandare la fruizione delle ferie maturate e non godute, allo scopo di sospendere il decorso del periodo di comporto, non sussistendo una incompatibilità assoluta tra malattia e ferie, senza che a tale facoltà corrisponda comunque un obbligo del datore di lavoro di accedere alla richiesta, ove ricorrano ragioni organizzative di natura ostativa. Tuttavia, un tale obbligo del datore di lavoro non è ragionevolmente configurabile allorquando il lavoratore abbia la possibilità di fruire e beneficiare di regolamentazioni legali o contrattuali che gli consentano di evitare la risoluzione del rapporto per superamento del periodo di comporto ed in particolare quando le parti sociali abbiano convenuto e previsto, a tal fine, il collocamento in aspettativa, pur non retribuita (Cass.

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Costringere i dipendenti ad accettare modifiche peggiorative

Sussistenza degli estremi del delitto di estorsione nelle condotte mediante le quali il datore di lavoro, per costringere i dipendenti ad accettare modifiche del rapporto di lavoro, in senso peggiorativo per le condizioni dei lavoratori, prospetti alla vittima la conseguenza – in caso di mancata adesione alle proposte di modifica delle condizioni originariamente pattuite – dell’interruzione del rapporto (mediante licenziamento o presentazione “forzata” di dimissioni).

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Licenziamento disciplinare, insussistenza del fatto materiale

Licenziamento disciplinare, insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore ai fini della pronuncia reintegratoria.

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Società cooperative, trattamento economico del socio lavoratore

Società cooperative, trattamento economico del socio lavoratore, minimi previsti contrattazione collettiva nazionale del settore.

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Diritto di critica: i limiti che il lavoratore deve rispettare

Con riguardo al diritto di critica del lavoratore, va ricordato che il suo esercizio nei confronti del datore di lavoro deve rispettare i limiti di continenza formale, il cui superamento integra comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che è alla base del rapporto di lavoro e può costituire giusta causa di licenziamento (Cass. Va poi ricordato che, il contenuto della memoria difensiva depositata dal lavoratore per resistere in un giudizio instaurato nei suoi confronti dal datore di lavoro non integra una giusta causa che legittimi il suo licenziamento, sebbene tale atto utilizzi espressioni sconvenienti od offensive posto che queste sono soggette a cancellazione e possono dar luogo a risarcimento ex art.

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Diritto di scelta della sede lavorativa

Diritto di scelta della sede lavorativa più vicina al familiare disabile non può considerarsi illimitato ed incondizionato.

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Testimoni de relato, circostanze apprese da persone estranee

Testimoni de relato, depongono su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, rilevanza.

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Infortuni sul lavoro, corresponsabilità dell’amministratore di fatto

In tema di infortuni sul lavoro, in base alla lettura combinata del Decreto Legislativo n. 81 del 2008, articoli 2 e 199, la titolarità solo formale della qualifica di amministratore di società, a cui fa capo il rapporto di lavoro con il dipendente, non costituisce causa di esonero da responsabilità in caso di omissione delle cautele prescritte in materia antinfortunistica; le due norme, infatti, prevedono una corresponsabilità sia del formale titolare della qualifica di datore di lavoro, sia di colui il quale pur sprovvisto di regolare investitura (amministratore di fatto), ne eserciti in concreto i poteri giuridici.

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