LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Prescrizione dei crediti di lavoro: il dipendente vince sul tempo

Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento dell’intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità, contestando il contratto collettivo applicato dall’azienda. La Corte d’Appello ha accolto la domanda, condannando il datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive. L’azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sollevando anche la questione della prescrizione dei crediti di lavoro. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre durante il rapporto di lavoro, poiché le riforme del 2012 e del 2015 hanno rimosso la tutela della stabilità reale del posto di lavoro. Di conseguenza, il diritto del lavoratore a percepire le differenze retributive non si era estinto.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 19720 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 17 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 19720 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 19720/2023)

Il diritto del lavoratore e la prescrizione dei crediti di lavoro

La tutela dei diritti retributivi dei lavoratori rappresenta un pilastro fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale riguardante la prescrizione dei crediti di lavoro e il computo del periodo di apprendistato ai fini dell’anzianità di servizio. La decisione chiarisce quando il lavoratore rischia di perdere il proprio diritto a richiedere le somme dovute e come si calcolano i termini di tempo utili per agire contro il datore di lavoro.

Il caso: l’apprendistato e il calcolo dell’anzianità di servizio

La vicenda nasce dalla richiesta di un dipendente che pretendeva il riconoscimento dell’intero periodo svolto come apprendista. Il lavoratore voleva che questo tempo fosse conteggiato per ottenere gli scatti di anzianità (aumenti periodici dello stipendio legati agli anni di servizio). L’azienda si era opposta applicando le regole del contratto collettivo nazionale, che escludevano o limitavano questo computo.

I giudici di merito hanno dato ragione al lavoratore. Essi hanno dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo che penalizzavano l’apprendistato. Di conseguenza, hanno condannato l’azienda a pagare le differenze retributive maturate. L’azienda ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la decisione e sollevando l’eccezione di prescrizione (la perdita del diritto per il decorso del tempo) per i crediti richiesti dal dipendente.

Quando inizia a decorrere la prescrizione dei crediti di lavoro?

Il fulcro della discussione giuridica si è spostato sulla decorrenza del termine di prescrizione quinquennale (cinque anni) per i crediti retributivi. L’azienda sosteneva che il tempo per chiedere i soldi fosse scaduto perché il termine doveva correre già durante lo svolgimento del rapporto di lavoro.

La giurisprudenza ha modificato più volte il proprio orientamento su questo punto. In passato, se il posto di lavoro era considerato stabile, la prescrizione poteva decorrere anche durante il rapporto. Se invece il rapporto non era stabile, il termine iniziava a decorrere solo dopo la fine del contratto di lavoro, per evitare che il dipendente rinunciasse ai propri diritti per paura di essere licenziato.

Le motivazioni: la mancanza di stabilità e la prescrizione dei crediti di lavoro

La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi dell’azienda basandosi sulle riforme legislative degli ultimi anni. I giudici hanno spiegato che le modifiche introdotte dalla legge Fornero nel 2012 e dal Jobs Act nel 2015 hanno profondamente mutato il regime di stabilità del posto di lavoro. Oggi non esiste più una tutela reale forte che garantisca la reintegrazione automatica in caso di licenziamento illegittimo.

Per questa ragione, il rapporto di lavoro subordinato non può più essere definito stabile. Di conseguenza, la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre mai mentre il rapporto è ancora in corso. Il termine di cinque anni inizia a decorrere esclusivamente dal momento in cui il rapporto di lavoro cessa definitivamente. Nel caso specifico, i crediti maturati dal lavoratore nel 2008 non erano prescritti al momento dell’entrata in vigore della legge Fornero, quindi il diritto del lavoratore è rimasto pienamente valido e azionabile.

Le conclusioni: la conferma del diritto del lavoratore e la condanna dell’azienda

La decisione della Suprema Corte conferma una linea interpretativa molto favorevole per i lavoratori dipendenti. L’azienda ha perso il ricorso ed è stata condannata a pagare le spese del giudizio di legittimità (il processo davanti alla Cassazione), oltre a dover riconoscere al dipendente le differenze retributive per gli scatti di anzianità non goduti.

Questo principio garantisce che il lavoratore possa rivendicare le proprie spettanze economiche alla fine del rapporto di lavoro, senza il timore di subire ritorsioni o licenziamenti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. La sentenza ribadisce l’inderogabilità delle norme a tutela del lavoratore rispetto alle clausole contrarie dei contratti collettivi.

Quando inizia a decorrere la prescrizione per i crediti di lavoro?
La prescrizione dei crediti di lavoro inizia a decorrere solo al momento della cessazione definitiva del rapporto di lavoro, a causa della mancanza di stabilità del posto di lavoro.

Il periodo di apprendistato è utile per gli scatti di anzianità?
Sì, l’intero periodo svolto in regime di apprendistato deve essere computato ai fini del calcolo degli aumenti periodici di anzianità, anche se i contratti collettivi prevedono diversamente.

Cosa succede se un contratto collettivo esclude l’apprendistato dall’anzianità?
Le clausole dei contratti collettivi che escludono o limitano il computo dell’apprendistato per l’anzianità di servizio sono considerate nulle per violazione di norme imperative.

Termini giuridici

Prescrizione
La perdita di un diritto causata dal mancato esercizio dello stesso per il tempo stabilito dalla legge.
Apprendistato
Un contratto di lavoro a causa mista, finalizzato alla formazione professionale e all'occupazione dei giovani.
Scatti di anzianità
Aumenti periodici della retribuzione legati alla durata del servizio prestato presso lo stesso datore di lavoro.
Inammissibilità
La sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda per vizi formali o procedurali.
Soccombenza
La situazione della parte che perde la causa, con il conseguente obbligo di pagare le spese processuali.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)