Il Cittadino, dopo essere stato assolto con formula piena dall'accusa di narcotraffico, ha richiesto la riparazione per l'ingiusta detenzione subita durante la custodia cautelare. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ravvisando una colpa grave nella condotta dell'uomo. Egli aveva infatti accompagnato in auto il cognato e un cittadino straniero dalla Calabria a Bergamo per un viaggio finalizzato al traffico di droga, senza accertarsi dei motivi del viaggio. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la condotta del Cittadino, sebbene non penalmente rilevante, è stata talmente imprudente da generare il sospetto di complicità. Di conseguenza, l'indennizzo per ingiusta detenzione non spetta a chi ha colposamente concorso a causare il proprio arresto.
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