Un individuo è stato sottoposto a sorveglianza speciale per la sua ritenuta pericolosità sociale, basata su condanne per vendita di prodotti alimentari non a norma e resistenza a pubblico ufficiale. L'uomo ha contestato la decisione, sostenendo che tali reati non fossero abbastanza gravi da giustificare la misura. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che anche reati come la frode alimentare e la resistenza ledono la sicurezza e la salute pubblica, confermando quindi la valutazione di pericolosità sociale. Tuttavia, ha annullato con rinvio la parte della sentenza relativa all'obbligo di soggiorno per un difetto di motivazione, richiedendo una nuova valutazione su quel singolo punto.
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