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Art. 633 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Particolare tenuità del fatto e precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per violazione di sigilli. La Corte ha confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando la gravità della condotta, la sua non occasionalità e i numerosi e gravi precedenti penali della ricorrente.
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Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità, sostenendo di agire per un bisogno abitativo. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità è applicabile solo in caso di pericolo attuale, grave e transitorio, non per risolvere una necessità abitativa permanente, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per un reato permanente. I motivi del ricorso sono stati giudicati in parte reiterativi di argomentazioni già respinte in appello e in parte manifestamente infondati. In particolare, la Corte ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici del ricorrente e della natura protratta della condotta. Ha inoltre confermato la corretta determinazione della sanzione, basata sulla legge vigente al momento della cessazione del reato permanente.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati erano una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha sottolineato che non è sufficiente ripetere le stesse argomentazioni, ma è necessario confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione ha anche confermato la correttezza del calcolo delle attenuanti generiche.
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Particolare tenuità del fatto e reati permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per invasione di terreni. Si è stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile ai reati permanenti, come l'invasione, finché la condotta illecita perdura, a causa della continua compressione del bene giuridico tutelato.
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Occupazione abusiva immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di immobile pubblico. La Corte chiarisce che il reato di cui all'art. 633 c.p. si configura anche quando una persona, inizialmente ospitata, rimane nell'abitazione dopo l'allontanamento dell'assegnatario, comportandosi come proprietario. Il termine 'invasione' indica un'occupazione arbitraria e 'contra ius', a prescindere dal pacifico ingresso iniziale.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione di suolo pubblico. Viene negata l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei numerosi precedenti penali del ricorrente, che ne dimostrano l'abitualità nel commettere reati, condizione ostativa per la concessione del beneficio.
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Particolare tenuità del fatto e occupazione abusiva
Un soggetto, condannato per occupazione abusiva di un immobile destinato ad attività commerciale non autorizzata, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, la gravità della condotta e la non esiguità del danno, derivanti dall'uso commerciale dell'immobile occupato, impediscono l'applicazione di tale beneficio.
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Prescrizione reato permanente: il termine decorre?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per invasione di edifici, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione reato permanente. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui cessa l'occupazione dell'immobile, non dalla data del suo accertamento. Poiché nel caso di specie l'occupazione era terminata ad agosto 2016, il reato si è prescritto a febbraio 2024, prima della sentenza d'appello, rendendo inevitabile l'annullamento della condanna.
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Occupazione suolo pubblico: quando è reato? Cassazione
Un commerciante ha impugnato una condanna per il reato di invasione di terreni, sostenendo che l'aver occupato con la sua bancarella uno spazio pubblico maggiore di quello autorizzato fosse solo un'infrazione minore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'occupazione suolo pubblico oltre i limiti della concessione costituisce il reato previsto dall'art. 633 c.p. e non una semplice violazione amministrativa.
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Reato permanente: no attenuanti e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo principi chiari sul reato permanente. Viene confermato che, in assenza di elementi positivi e con precedenti penali, le attenuanti generiche possono essere negate. Inoltre, per un reato permanente come l'invasione di terreni, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è inapplicabile finché la condotta illecita non cessa.
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Correlazione accusa sentenza: quando è violata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla violazione del principio di correlazione accusa sentenza. Si chiarisce che non c'è violazione se, nonostante l'omissione di un articolo di legge nell'imputazione, gli elementi del reato sono chiaramente deducibili dalla descrizione dei fatti, permettendo all'imputato di difendersi adeguatamente.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo i propri limiti come giudice di legittimità. L'ordinanza chiarisce che la Corte non può rivalutare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Viene inoltre sottolineato che i motivi di appello non sollevati nei gradi precedenti non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione, a causa dell'interruzione della 'catena devolutiva'.
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Ricorso inammissibile: occupazione e furto utenze
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di occupazione abusiva di un immobile pubblico e furto di utenze. L'imputato aveva presentato ricorso contro la condanna, ma la Corte ha ritenuto i motivi in parte inammissibili e in parte infondati. Nello specifico, il ricorso è stato giudicato come una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di Cassazione. È stato inoltre confermato che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, il quale aveva adeguatamente motivato la sua decisione.
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Ricorso in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per occupazione abusiva. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, sanzionando la presentazione di motivi nuovi, irrilevanti o meramente ripetitivi di censure già respinte in appello. La decisione sottolinea che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito.
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Stato di necessità: non basta il disagio abitativo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. La Corte chiarisce che lo stato di necessità non può essere invocato sulla base del solo disagio economico o della generica esigenza abitativa, ma richiede la prova di un pericolo attuale, grave e inevitabile per la persona, che nel caso di specie non è stata fornita.
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Spaccio di lieve entità: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due congiunti condannati per spaccio di stupefacenti. Gli imputati chiedevano la riqualificazione del reato in spaccio di lieve entità, sostenendo la scarsa quantità di droga e il ruolo marginale di uno di essi. La Corte ha respinto la richiesta, sottolineando che l'esistenza di un'organizzazione sistematica e continuativa, con una chiara ripartizione dei ruoli, esclude la configurabilità del fatto di lieve entità, rendendo irrilevanti il mero dato quantitativo o il singolo ruolo.
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Ricorso inammissibile: i motivi generici in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due soggetti condannati per invasione di terreni. La Corte ha stabilito che l'appello era fondato su motivi generici, meramente ripetitivi di quelli già presentati e respinti in secondo grado, e mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Stato di necessità abitativo: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. Gli imputati avevano invocato lo stato di necessità abitativo come giustificazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può rivalutare le prove e che lo stato di necessità è applicabile solo a pericoli attuali e transitori, non per risolvere in via definitiva un problema di alloggio.
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Disegno criminoso: quando non c’è continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva di unificare due condanne, una per furto e una per invasione di edifici, sotto il vincolo della continuazione. La Corte ha stabilito che per dimostrare un unico disegno criminoso non sono sufficienti né un generico bisogno economico, né la mera appartenenza dei reati alla stessa categoria (delitti contro il patrimonio). L'ampio lasso temporale tra i fatti e la diversa natura dei reati sono stati considerati indicatori di impulsi criminali distinti e non di un piano unitario.
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