LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Pagina 35 di 37

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un gruppo di lavoratori ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che negava loro differenze retributive. Durante il giudizio, i lavoratori hanno presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla Fondazione datrice di lavoro. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza disporre sulle spese legali, basandosi sull'accordo tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che annullava il licenziamento di un dipendente. Successivamente, la società ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dal lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, non potendo essere interpretata in modo estensivo.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: la rinuncia tacita
Un contribuente ha impugnato un accertamento fiscale. In Cassazione, non si è costituito depositando il ricorso. La Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Applicando la nuova procedura accelerata, ha interpretato il silenzio del ricorrente come rinuncia, dichiarando estinto il procedimento e condannandolo alle spese.
Continua »
Autonoma organizzazione: giudizio estinto per rinuncia
Una professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP per assenza di autonoma organizzazione. Dopo una vittoria in secondo grado, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione, per poi rinunciarvi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti, senza decidere nel merito della questione.
Continua »
Provvigione mediatore: no con preliminare di preliminare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31431/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguardava la richiesta di una provvigione da parte di una società di mediazione a seguito della firma di un accordo, qualificato come 'preliminare di preliminare', tra le parti di una compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dato ragione al mediatore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che un 'preliminare di preliminare' non costituisce 'affare concluso' ai sensi dell'art. 1755 c.c., in quanto genera solo un obbligo a continuare le trattative e non un vincolo giuridico che consenta di agire per l'esecuzione specifica del contratto. Pertanto, il diritto alla provvigione del mediatore sorge solo con la stipula di un contratto preliminare vero e proprio o del definitivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo
Un cittadino presenta ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Prima della decisione, presenta una rinuncia al ricorso, che viene accettata dalla controparte. La Corte Suprema, applicando l'art. 391 c.p.c., dichiara l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, data la regolarità della procedura.
Continua »
Cessazione beneficio tariffario: estinzione del processo
Un gruppo di ex dipendenti ha contestato la cessazione di un beneficio tariffario sull'energia elettrica da parte della loro ex azienda. Dopo che i giudici di merito hanno respinto le loro domande, i lavoratori hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla rinuncia al ricorso e alla conseguente dichiarazione di estinzione del processo da parte della Suprema Corte.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti sul processo e spese
Una società, in un contenzioso tributario contro l'Amministrazione Finanziaria, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla controparte. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia accettata non vi è pronuncia sulle spese e non si applica la sanzione del doppio contributo unificato. La decisione chiarisce le conseguenze procedurali ed economiche di questa scelta strategica.
Continua »
Improcedibilità del ricorso per mancata costituzione
Un contribuente ha impugnato in Cassazione un avviso di pagamento per tributi locali. Tuttavia, dopo aver notificato l'atto, non ha provveduto alla costituzione in giudizio. La Corte, applicando la nuova procedura accelerata, ha rilevato l'improcedibilità del ricorso. Di conseguenza, non avendo il ricorrente richiesto una decisione nel merito entro i termini, il procedimento è stato dichiarato estinto con condanna alle spese.
Continua »
Mancata costituzione ricorrente: estinzione processo
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, dopo aver notificato il ricorso, non ha completato l'iscrizione formale al procedimento. Questa omissione, nota come mancata costituzione ricorrente, ha attivato una procedura accelerata. Di fronte alla proposta di inammissibilità e all'assenza di una richiesta di discussione da parte del ricorrente, la Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento, condannando il contribuente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Estinzione del processo: cosa accade con la rinuncia
Un'associazione politica ricorre in Cassazione contro un'ordinanza della Corte d'Appello. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo. Di conseguenza, l'associazione rinuncia al ricorso e, con l'accettazione delle controparti, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, confermando come un accordo tra le parti possa porre fine a una controversia legale in qualsiasi fase.
Continua »
Estinzione del processo: cosa accade se c’è rinuncia
Un'azienda di trasporti ricorre in Cassazione contro la sentenza d'appello che aveva riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato a una dipendente. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo. Di conseguenza, l'azienda rinuncia al ricorso e la lavoratrice accetta. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del processo, specificando che la parte rinunciante non è tenuta al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Continua »
Cessazione materia contendere: fine del processo
Un lungo contenzioso tributario tra un'agenzia fiscale e una società finanziaria, relativo a una richiesta di rimborso IRES e IRAP, si conclude con un accordo. Le parti hanno presentato una dichiarazione di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese. Questo caso evidenzia come un accordo bonario possa porre fine a complesse e pluriennali dispute fiscali.
Continua »
Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Un privato cittadino aveva citato in giudizio un istituto bancario per una presunta violazione in materia di dati personali. Dopo una prima sentenza sfavorevole, il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo e il ricorrente ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in questi casi non è dovuto il pagamento del cosiddetto "doppio contributo unificato", poiché tale sanzione è prevista solo per impugnazioni infondate o dilatorie, non per quelle che si concludono con una rinuncia.
Continua »
Cessazione materia del contendere: la rinuncia al ricorso
Una lunga controversia fiscale tra un'Amministrazione Finanziaria e una società per un cospicuo rimborso IRES e IRAP si è conclusa in Cassazione. Dopo anni di sentenze e ricorsi, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando una dichiarazione di rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio senza decidere nel merito.
Continua »
Rimborso IRES-IRAP: estinzione per accordo
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES-IRAP per l'anno 1998, sostenendo di aver perso la soggettività passiva. Dopo un lungo contenzioso che ha attraversato tutti i gradi di giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
Continua »
Estinzione del processo: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti. La rinuncia è stata accettata dalla controparte, che ha anche concordato sulla compensazione delle spese legali, chiudendo così definitivamente la controversia senza ulteriori aggravi economici per le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
Una società di servizi, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per licenziamento illegittimo di un dirigente, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado e non pronunciandosi sulle spese processuali, in conformità con la procedura.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
In una causa ereditaria, gli appellanti hanno presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte ha aderito. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese, spiegando che l'adesione alla rinuncia è determinante per la decisione sui costi.
Continua »
Valore della causa: come si calcolano le spese legali
Una società committente ha impugnato una sentenza d'appello contestando l'ammontare delle spese legali dovute all'architetto direttore dei lavori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i criteri per la determinazione del valore della causa. In particolare, ha stabilito che quando si chiede la risoluzione di un contratto, il valore si calcola sull'intero rapporto e non solo sulla parte contestata. Inoltre, ha ribadito che la condanna alle spese può essere modificata in appello solo se la decisione di merito viene riformata o se vi è uno specifico motivo di impugnazione sul punto, altrimenti la decisione del primo giudice rimane ferma.
Continua »